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ALCUNE INFORMAZIONI SU DI ME

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Da alcuni anni sono referente per la dislessia e insegno nella scuola primaria di Argentera Canavese. Autrice della favola "Lucertolina e Mirtillina" del libro per bambini sui DSA "Abracadabra Lucertolina". Alcune mie favole sono state pubblicate in altri due libri per bambini editi dalla casa editrice Mammeonline; curo il forum DSA su un sito per mamme;ho relazionato ad incontri e convegni sui disturbi specifici dell'apprendimento. Ho presentato il libro sui DSA, di cui sono coautrice, al Salone del Libro di Torino. Ho conseguito la specializzazione polivalente presso l'Istituto G Toniolo di Torino, con il massimo dei voti.

sabato 22 marzo 2008

CONVEGNO DI TORINO DEL 15/03/2008



Sabato 15 marzo 2008, presso il Politecinco di Torino si è tenuto un convegno dal titolo "Dislessia, come affrontarla" . Al convegno, promosso dal Lions di Torino, sono intervenuti esperti del calibro di Stella, Muzio, Shindler nonchè Claudia Cappa, membro dell'AID di Torino, Maria Re, Paola Guglielmino, Concetta Mascalli esperta di DSA per l'Ufficio Scolastico Regionale.




Il convegno, che ha avuto inzio alle ore 9 e si è concluso alle 13, ha visto la partecipazione di numerosi insegnanti e dirigenti di ogni ordine di scuola, genitori, personalità politiche e giornalisti.




Qui di seguito voglio riportarvi alcuni passi del conveno mentre gli estratti inerenti gli interventi degli specialisti saranno pubblicati sul sito del Lions: http://www.lions108ia1.eu/




GIACOMO STELLA


  • La dislessia colpisce il 5%dei bambini


  • L'università ha in progetto una collaboraizione con le diverse direzioni scolastiche al fine di somministrare delle prove atte a verificare quali bambini sono potenzialmente a rischio di DSA.


  • La dislessia è una disabilità specifica dell'apprendimento di natura neurobiologica


  • esistono un apprendimento implicito ed un apprendimento esplicito.Quello implicito riguarda le abilità strumentali; quello esplicito riguarda gli apprendimenti scolastici


  • l'apprendimento è l'incremento dell'efficienza di un atto. Perchè un apprendimento sia efficiente è necessario che ci sia : un elevato grado di precisione; un basso impegno attentivo; una certa velocità d'esecuzione; mantenimento di uno standard di risposta elevata.


  • DISABILITA' DI APPRENDIMENTO: l'incremento di efficienza atteso non si manifesta nonostante la ripetuta esposizione agli stimoli.


  • COMPORTAMENTO OSSERVABILI: l'esperienza non viene accumulata; l'allenamento non sortisce effetti; la prestazione non diviene standard ma si manifesta in modo incostante ed occasionale e richiede uno sforzo attentivo volontario.


  • i bimbi DSA sono quei bimbi che hanno bisogno di uno specialista che insegni loro delle cose. L'insegnante deve dedicarsi a loro.


COSA DICONO LE NEUROSCIENZE PER IL RECUPERO?



  • il sistema ortografico italiano è adatto ad una strategia di tipo assemblativo

  • il metodo che favorisce la scoperta della regolarità tra grafema e fonema è il metodo fonico-sillabico

  • le strategie assemblative consentono di leggere una parola sommando in sequenza delle sillabe LU + CER + TO + LA = LUCERTOLA

  • Il metodo globale non è adatto allo studio della nostra lingua, in particolre per alunni in difficoltà, in quanto impegna troppo la memoria visiva; i francesi lo hanno addirittura vietato per legge.

  • nella scrittura è necessario stabilire la stabilità del carattere: è dannoso presentare i 4 caratteri in prima elementare, soprattutto se contemporaneamente.

  • in prima elementare bisogna dare largo spazio alla scrittura in stampato maiuscolo e introdurre lo stampato minuscolo come strumento di lettura, il corsivo dev'essere introdotto per ultimo.

  • in prima elementare non introdurre contrasti ortografici, ossia suoni che si scrivono in modi diversi

  • non introdurre le doppie

  • non introdurre grafemi multisegnici: i bambini dislessici in prima non sono ancora pronti ad interiorizzare le suddette difficoltà.

PERCHE' LA DISLESSIA RISCONTRA SCETTICISMO?



  • Perchè è una disabilità invisibile in quanto non ha marcatori biologici visibili

  • la dislessia non ha identità sociale fuori dalla scuola, si manifesta solo in determinati contesti

  • esistono ancora molti pregiudizi tra gli insegnanti che stentano a riconoscere l'esistenza della dislessia, pertanto se il bambino non apprende secondo le attese, le motivazioni vengono ricercate o in un basso QI (ritardo mentale) o in una mancanza di motivazione o nei problemi famigliari

COSA DEVE FARE L'INSEGNANTE?



  • deve osservare i comportamenti evidenziando eventuali campanelli d'allarme

  • deve saper insegnare a chi non apprende facilmente

  • l'insegnante è in grado di garantire il cambiamento didattico ed la frequenza quotidiana nell'intervento individualizzato


(CONTINUA....)

ALCUNE STRATEGIE

I bambini DSA , come qualunque altra persona, hanno caratteristiche individuali: c'è chi, comunque, non ha difficoltà ad apprendere una lingua straniera, chi invece non ci riuscirà mai; chi possiede una buona memoria e chi no....E' proprio in base alle peculiarità del singolo che l'insegnante deve modificare ed adattare la sua didattica, come ripetono spesso Stella e molti suoi colleghi "non esiste una ricetta valida per tutti i bimbi dislessici"



Personalmente, partendo dalle indicazione didattiche di base fornite da chi studia i DSA da anni, sto provando strategie diverse con i miei alunni in difficoltà di apprendimento e in base alle loro risposte traggo delle conclusioni personali che però sono valide per quel singolo bambino e potrebbero non esserlo per un altro.



Oggi voglio parlarvi della memoria.



Molti bimbi DSA posseggono una memoria di tipo uditivo/visivo. Imparano velocemente tanto quanto è maggiore la possibilità, per loro, di creare delle immagini mentali e delle associazioni. Lo studio delle tabelline , proprio perchè si basa sulla memorizazione di concetti matematici astratti è spesso ostico pertanto bisogna escogitare delle strategie . Alcuni insegnanti hanno provato ad inserire le tabelline all'interno di filastrocche da far memorizzare in modo che il bambino ricordando la filastrocca sia in grado di ricordare la tabellina. Personalmente ho provato con i miei alunni ed è risultato che chi aveva buona memoria non ha avuto alcuna difficoltà ad interiorizzare poesia, sequenza e operazione ; chi invece presentava deficit nella memorizzazione la fialstrocca è risultata essere un ostacolo in più. A quel punto ho richiesto lo studio solo della sequenza finalizzato, però, non tanto all'uso delle tabelline quanto all'allenamento mnemonico.

Ciò che invece, ho trovato essere utile per uno dei miei alunni è stato l'uso della Tavola Pitagorica come strumento compensativo: l'utilizzo sistematico lo porterà, gradualmente, ad interiorizzare le operazioni.



Altro strumento utile è stato il libro di Bortolato (http://www.camillobortolato.it/) "Imparare le tabelline" Erickson, in cui viene svolto tutto un lavoro atto ad attivare la memoria, in particolare Bortolato usa immagini e parole gancio che suggeriscono la risposta attraverso un accostamento associativo sia da un punto di vista fonico che iconografico.





Un altro sistema escogitato da alcune mamme di bimbi discalculici e non, è quello di far inventare ai bambini stessi rime e filastrocche collegate alla tabellina o al concetto da memorizzare: più la rima è strampala più il bambino riesce a ricordare. Ovviamente questo tipo di operazione dev'essere fatta dal bambino e non preconfezionata dall'adulto, dev'essere il bambino a trovare la strategia più adatta alla sua forma mentis, alla sua struttura mnemonica. Lo stesso sistema è stato utilizzato durante lo studio delle discipline, molti hanno continuato ad adottarlo durante il percorso universitario.



Per quanto concerne lo studio delle poesie, semplici, con rime, ho notato che vengono maggiormente interiorizzate se il bambino ha la possibilità di "giocarci" mettendosi dalla parte dell'insegnante: la maestra (o la mamma) prova a ripetere la poesia a memoria mentre il bambino controlla che venga recitata in modo corretto. Ovviamente ciò richiede una certa abilità di lettura da parte del bambino (pertanto non è detto che questo sistema sia adatto nel caso di dislessici gravi).



Ciò che aiuta la memorizzazione è anche la lettura lenta e scandita da parte di terzi. In tal modo il bambino utilizza le sue energie solo per memorizzare: se invece deve leggere autonomamente, poichè l'abilità della lettura non è automatica, le energie saranno convogliate a decodificare il testo scritto perdendo di vista la comprensione e , di conseguenza, la sua memorizazzione. Poichè non sempre è possibile la presenza costante di un adulto durante lo studio, è possibile usare dei registratori: l'adulto può registrare la poesia da memorizzare e il bambino potrà ascoltarla ripetutamente senza impegnare eccessivamente la mamma o il papà.

venerdì 21 marzo 2008

" DONIAMO UNA FIRMA AFFINCHE' A TUTTI I BAMBINI SIA GARANTITO IL DIRITTO ALLA CONOSCENZA - IL FUTURO LO COSTRUIRANNO LORO!"


Eccovi un'iniziativa molto importante: raccogliere firme per una petizione da presentare al Governo affinchè venga approvata una legge che tuteli i bambini DSA.

Al momento esistono solo due note minesteriali sui DSA ma le note ministeriali sono deboli, vengono spesso disattese, pertanti ci vuole una legge forte che dia delle vere garanzie a chi ha un disturbo specifico di apprendimento.
Ogni governo promette di promulgare una legge a tutela di chi ha un DSA ma ogni volta il tutto viene messo nel cassetto.


Qui di seguito il testo della petizione:


"" FIRMA QUESTA PETIZIONE ON-LINE per sensibilizzare e spronare chi ci GOVERNA circa il tema della DISLESSIA perchè, dopo troppi anni di attesa, possa essere portata a compimento una LEGGE che TUTELI i bambini e i ragazzi dislessici


A: PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PRESIDENTE DELLA CAMERA PRESIDENTE DEL SENATO MINISTRO DELL'ISTRUZIONE MINISTRO DELLA SALUTE


La dislessia è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere in modo corretto e fluente. Spesso si accompagna a disgrafia (difficoltà a scrivere in modo leggibile e fluente), disortografia (difficoltà a fare proprie le regole ortografiche), discalculia (difficoltà nelle abilità numeriche ed aritmetiche ). Queste difficoltà vengono racchiuse nel termine D.S.A.(disturbi specifici dell'apprendimento) e si manifestano in bambini intelligenti, privi di deficit neurologici e sensoriali che hanno ricevuto adeguate opportunità sociali e relazionali. Oggi questo disturbo, che secondo i calcoli più recenti interessa 3 milioni di italiani di cui circa 480 mila studenti, limita così tanto la loro riuscita scolastica, da farli apparire agli occhi degli insegnanti come svogliati e disattenti, causando spesso loro problemi psicologici, come perdita di autostima, affievolimento della motivazione ad apprendere, ansia, depressione, ecc, costringendoli spesso all'abbandono scolastico. Esistono normative importanti a tal riguardo, D.P.R. 275/99; Legge 53/03; Nota MIUR 4099/A/4 del 5.10.04; Nota MIUR 26/A 4° del 5.01.05; Nota MIUR 1787 del 1.03.05; Nota MIUR 4798/A4a del 27.07.05; O.M. n° 22 del 20.02.2006, MA IN MANCANZA DI UNA LEGGE CHE LE FACCIA RISPETTARE, VENGONO COSTANTEMENTE DISATTESE. RICORDIAMO CHE DA DUE LEGISLATURE E' IN DISCUSSIONE, SENZA ESITO, UNA LEGGE ADEGUATA, PERTANTO VI ESORTIAMO A FARVENE CARICO URGENTEMENTE PERCHÉ I BAMBINI SONO IL NOSTRO FUTURO, NON DIMENTICATELO MAI !!! Grazie ""

FIRMA ANCHE TU

http://www.petitiononline.com/mod_perl/signed.cgi?amicar01

UN CD GRATUITO PER DS E DISLESSIA


Ai seguenti Link potete scaricare dei programmi utili per bimbi dislessici. Il cd gratuito è stato ideato dalla maestra Pulvirenti Antonella, referente per la dislessia del 3° circolo di San Remo.
QUI SI SCARICA
QUI SI PUO' VEDERE DI COSA SI TRATTA
COME USARE IL CD:
Dopo aver scelto una fascia di età, si accede ad un elenco di software"zippati" (compressi in formato .zip); basterà cliccare sul link apposito per copiarli sul PC in uso - in qualunque posizione- ed estrarli successivamente (icona ). ..........Per ogni software si può leggere una recensione, con alcune videate del programma e le istruzioni d'uso. ......consultare la scheda con le note tecniche, che segnala se il programma deve essere installato o è direttamente eseguibile. Gli eventuali file aggiuntivi, necessari per alcuni programmi, saranno anch'essi compressi in formato zip e scaricabili direttamente dal link presente nel documento stesso. Tutti i file aggiuntivi sono contenuti nel CD, ad esclusione dei controlli MS ActiveX, indispensabili per i programmi in cui vi è il personaggio parlante Merlino (per tali controlli, scaricabili gratuitamente dal sito Microsoft, leggere le note tecniche dei singoli software e l'apposito videotutorial). Se vengono segnalati files aggiuntivi, con le relative istruzioni di installazione, questi possono essere copiati con facilità sul PC, cliccando sul link corrispondente. .....Molti software consentono di modificare gli archivi degli esercizi: Personalizzare gli esercizi sulla base delle difficoltà riscontrate può essere determinante per favorire il successo formativo del bambino con DSA.

giovedì 20 marzo 2008

CI INSEGNI A RICONOSCERE LA DISLESSIA?

Alcuni giorni fa una collega mi ha posto questa domanda che è stata, per me, spunto di riflessione su cosa i colleghi, in realtà, si aspettino dal loro referente .

Rileggendo il mio blog mi sono resa conto che ho dato diverse informazioni ma che alla fine ciò che gli isnegnanti cercano e vogliono è qualcosa di estremamente pratico e veloce da "utilizzare" pertanto , in questo post, voglio provare a mettere insieme le informazioni che ho tratto dai vari convegni e corsi creando una specie di vademecum a uso di chiunque si trovi di fronte ad alunni con delle difficoltà di apprendimento...


PRIMA DI TUTTO COME INSEGNANTE DEVO PRENDERE COSCIENZA DI ALCUNI PUNTI FONDAMENTALI:

1: la diagnosi di dislessia e DSA non rientra nelle mie competenze ma spetta agli specialisti.


2: poichè sono un'insegnante sono uno specialista di didattica e pedagogia pertanto devo saper insegnare a chi non apprende spontaneamente (Dal convegno di Torino del 15/03/2008 )


3. come insegnante devo saper osservare i comportamenti al fine di individuare i segnali predittivi di un disturbo

4: devo prendere coscienza del fatto che, in caso di DSA, più è precoce l'intervento abilitativo da parte dei servizi di NPI maggiore sarà il recupero da parte del bambino, pertanto devo essere in grado di escogitare delle stretegie comnunicative atte a far prendere coscienza del problema ai genitori più reticenti.

5: la fretta è sempre una cattiva consigliera e con i bimbi DSA può fare danni davvero seri, quindi devo imparare ad avere obiettivi diversi che vanno oltre la fretta di svolgere tutto il programma ministeriale


COSA DEVO OSSERVARE?


Quando osservo mi pongo delle domande a cui cerco di dare delle risposte:


1: Il bambino ha un deficit sensorile?

SI'? Non è un DSA
NO? potrebbe essere un DSA


2: l'ambiente famigliare è deprivante?
SI? Non è un DSA
NO? potrebbe essere un DSA


3: Ha turbe emotive, psicologiche?
SI? Non è un DSA
NO? Potrebbe essere un DSA



MOLTO PROBABILMENTE SI TRATTA DI DSA SE....


  • il bambino fatica ad automatizzare e interiorizzare abilità che gli altri compagni hanno già raggiunto?



  • il bambino è lento, si stanca e si distrae molto facilmente, manifesta turbe del comportamento, diventa porvocatorio e oppositivo, oppure particolarmnete ansioso e iperattivo



  • fatica a copiare dalla lavagna, vede le lettere muoversi e assumere forme strane

  • durante la lettura inventa parole in sotituzione a quelle presenti nel testo o salta frequantemente le righe

  • legge sillabando in un'età in cui l'automatismo della lettura dovrebbe essere acquisito (dalla classe 2 primaria in poi)



  • assume una postura particolare durante la lettura: sembra sdraiarsi sul testo, contorcersi durante il compito








  • sembra spesso distratto e guardare altrove, in realtà il bambino si sta concentrando. Spesso per mantenere l'attenzione hanno bisogno di fare altro, è il caso dei bimbi che quando spieghiamo disegnano o scrivono: è una strategia per mantenere l'attenzione sulle nostre parole. Di norma quei bimbi sono in grado di ripetere tutto ciò che abbiamo detto

  • presenta difficoltà nell'organizzazione spazio/temporale (non riesce ad orientarsi sul foglio e ad utrilizzarlo in modo armonioso; prende il quaderno al contrario; non sa da dove inizare a scrivere, scrive da destra a sinistra; molte lettere e numeri sono al contrario; la scrittura non rispetta le regole grafiche: tende a salire o a scendere al di fuori degli spazi,le lettere sono irregolari, tremolanti, senza una regola grafica; non sa discriminare la destra dalla sinistra, non sa leggere l'orologio, il calendario, il diario, fatica a memorizzare i mesi, i giorni della settimana)


  • quando aumentano le difficoltà (di norma verso la 3 /4 elementare ) tende a scrivere con caratteri sempre più piccoli, quasi volesse nascondere la scrittura, pertanto la sua grafia diventa intelleggibile.

  • omette spesso le lettere maiuscole

  • predilige e chiede di scrivere nello stampato maiuscolo in cui, di norma è molto più abile e veloce, mentre presenta notevoli difficoltà nel corsivo

  • fatica a riconoscere i diversi caratteri tipografici

  • i maggiori errori di lettura si presentano nella lettura dello stampato minuscolo dove molte lettere differiscono solo per la direzione

  • nella lettura tende a sostituire suoni simili: p/b d/t m/n r/l s/z

  • ha difficoltà nel discriminare e ripordurre ortograficamente corretti suoni difficili da pronunciare: chi/che ghi/ghe gn/gl sci/sce ( al convegno di Torino del 15/03/2008 gli specialistui hanno consigliato di rimandare lo studio di questi suoni alla secoidna elementare per permettere ai bimbi in diffciltà di acquisire meglio la scrittura e la lettura di suoni più semplici)

  • difficoltà nella discriminazione e riproduzione delle doppie

  • difficoltà nell'uso della punteggiatura: spesso manca nei loro testi o è usata in modo improprio



  • difficoltà a usare il vocabolario e a imparare l'ordine alfabetico















  • difficoltà nel memorizzare le tabelline















  • difficoltà nel memorizzare la procedura delle operazioni aritmetiche

  • difficoltà ad imparare termini psecifici delle diverse discipline, ad interiorizzare e usare in modo corretto il lessico nuovo.

  • difficoltà a ricordare le date storiche, gli eventi, gli elementi geografici, lo spazio geografico e i nomi sulle carte.

  • difficoltà a ricordare quando è il proprio compleanno, quando sono le ricorrenze più importanti (Natale , Capodanno...)

Quanto elencato sono semplicemente degli elementi predittivi che debbono alzare il livello di attenzione da parte dell'insegnante. Più caratteristiche sono presenti contemporanemamente maggiori sono le possibilità che il bambino abbia un DSA. Allo stesso tempo non è automatico che le caratteristiche appena elencate siano indice di un disturbo specifico. Le variabili da considerare e di cui tener presente sono molteplici: l'emotività, l'esperienza, gli stimoli, la famiglia, l'ambiente in cui il bambino vive ed è cresciuto, eventuali traumi....


RICORDATE: gli insegnanti devono rispettare i ruoli e le competenze, di conseguenza, non fanno diagnosi, quelle spettano agli specialisti.


Gli insegnanti possono avere dei sospetti derivanti da osservazioni attente e approfondite del comportamento e delle abilità del bambino, pertanto possono decidere di suggerire alla famiglia un consulto specialistico. Quando parlano con i genitori non devono mai accennare alla dislessia e ai DSA perchè essi fanno parte di una diagnosi conseguente alla somministrazione di test specifici.


Gli insegnanti devono parlare delle difficoltà didattiche che ha il bambino senza dare loro un nome. La didattica è di competenza degli insegnanti. (Indicazioni date da M.Bianchi dell'AID di Torino al corso di Chivasso)