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ALCUNE INFORMAZIONI SU DI ME

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Da alcuni anni sono referente per la dislessia e insegno nella scuola primaria di Argentera Canavese. Autrice della favola "Lucertolina e Mirtillina" del libro per bambini sui DSA "Abracadabra Lucertolina". Alcune mie favole sono state pubblicate in altri due libri per bambini editi dalla casa editrice Mammeonline; curo il forum DSA su un sito per mamme;ho relazionato ad incontri e convegni sui disturbi specifici dell'apprendimento. Ho presentato il libro sui DSA, di cui sono coautrice, al Salone del Libro di Torino. Ho conseguito la specializzazione polivalente presso l'Istituto G Toniolo di Torino, con il massimo dei voti.

domenica 4 maggio 2014

DGR 16-7072 DEL 4/2/2014 REGIONE PIEMONTE


 

PERCHE’ NASCE LA DGR 16-7072?
Il DGR nasce dall’esigenza di rispettare la tempestività diagnostica per i DSA.

PERCHE', IN QUESTO CASO, DGR, VUOLE L'ARTICOLO "LA" E NON L'ARTICOLO "IL"?
Perchè DGR sta per Delibera della Giunta Regionale e non per Decreto

QUANDO DEVE AVVENIRE IL PERCOSRO DIAGNOSTICO?
Esso dovrebbe avvenire solo ed esclusivamente dopo che la scuola ha progettato e attuato un percorso di recupero e potenziamento delle difficoltà e nonostante ciò persistono senza risultati apprezzabili.

QUALI SONO GLI INTENTI DELLA REGIONE PIEMONTE CON QUESTA DGR?
La regione vuole proporre un percorso comune per tutte le scuole e le ASL del territorio che ha come fine ultimo la certificazione di DSA entro 6 mesi dalla presentazione degli allegati al DGR
DA CHE COS’E’ COSTITUITO IL DGR?
  1.  A LLEGATO  1 = protocollo d’intesa tra Stato/Regioni e definizione delle modalità uniformi su tutta la regione per l’effettuazione della diagnosi e il rilascio della certificazione per DSA  
  2. ALLEGATO 2= scheda di collaborazione scuola/famiglia ad uso della scuola primaria
  3. ALLEGATO 3 = scheda di collaborazione tra istituzioni scolastiche, istituzioni formative e famiglia, descrittiva delle azioni didattico-pedagogiche e della abilità scolastiche

A COSA SERVE LA SCHEDA DI COLLABORAZIONE SCUOLA/FAMIGLIA  AD USO DELLA SCUOLA PRIMARIA (ALLEGATO2) ?
Esso è uno STRUMENTO DIDATTICO_EDUCATIVO per favorire l’apprendimento dei bambini con difficoltà. Si suddivide in 2 parti. Nella parte A  vengono condotte delle osservazioni sul percorso scolastico del bambino sulle attività svolte . In particolare si pone attenzione alle attività di recupero e potenziamento messe in atto per capire se la difficoltà era o meno recuperabile. Nella parte B si descrivono le difficoltà scolastiche più significative rimaste dopo il percorso di recupero/potenziamento.

 La PARTE B è molto significativa e importante in quanto attraverso esempi concreti permette di rendere il documento trasparente e facilmente fruibile da tutti gli operatori in gioco per la presa in carico del bambino. Le difficoltà vengono “fotografate” in modo esplicito e concreto dipingendo il quadro completo delle abilità del bambino, dei suoi punti di forza e di difficoltà.  Questa parte dovrebbe aiutare gli specialisti a capire verso quale direzione indagare meglio il possibile disturbo.

 CHE COSA DEVE FARE L’INSEGNANTE DI SCUOLA PRIMARIA?
Quando il docente si trova di fronte a un bambino con delle difficoltà persistenti deve:

  1. Osservare l’alunno aiutandosi anche con le linee guida dell’allegato “ parte A. in questo modo può capire in modo più preciso il tipo di difficoltà che presenta il bambino (memoria, attenzione, calcolo, lettura, grafia, scrittura….?)
  2. Si accorda con la famiglia confrontandosi sul tipo di difficoltà evidenziate
  3. Individuato il problema pianifica le attività di recupero utilizzando anche gli strumenti compensativi e dispensativi previsto dalla L 170 e osservando le risposte nel momento in cui tali strumenti vengono tolti. L’abilità è stata acquisita e  interiorizzata? Riesce a seguire determinate procedure solo con l’ausilio degli strumenti? Tale progettazione viene condivisa con la famiglia in quanto è necessaria anche la collaborazione tra le due istituzioni
  4. Dopo il percorso di recupero che, in genere deve durare qualche mese (si suggerisce di almeno mezzo quadrimestre) , stila la parte B dell’allegato indicando le difficoltà persistenti.
  5. Condivide il documento finale con la famiglia che deve firmarlo e presentarlo all’ASL per proseguire il percorso.

CHE COSA FA LA FAMIGLIA?
  1. Collabora con la scuola nell’azione di recupero (condivide l’uso degli strumenti, delle metodologie)
  2. Presenta l’allegato 2 all’ASL per il percorso diagnostico

 
CHE COSA FA L’ASL?
  1. Quando l’ASL riceve l’allegato 2 prende in carico il bambino e entro 6 mesi avvia  e completa il percorso diagnostico ed eventualmente di certificazione
  2. L’ASL istituisce un’apposita commissione chiamata GDSA (Gruppo Disturbi Specifici di Apprendimento) composta da NPI, psicologo, logopedista, neuro psicomotricista.

A COSA SERVE L’ALLEGATO 3?
Anche l’allegato 3 è uno strumento che garantisce la collaborazione tra scuola e famiglia e viene usato dai docenti del
  1. I grado
  2. II grado
  3. Scuole professionali

Serve:
  1. Se l’alunno è già certificato DSA la scheda è uno strumento di raccordo tra ordini di scuola che mette in evidenza il percorso pedagogico – didattico e delle abilità acquisite nell’ordine di scuola precedente.
  2. Per richiedere il rinnovo della certificazione DSA che deve avvenire non prima di tre anni dalla precedente
  3. Strumento di comunicazione tra scuola e famiglia
 
QUANDO ENTRA IN VIGORE LA DGR?
La DGR può essere usata già dall’as 2013/14 in riferimento alle nuove situazioni.

CHE COSA SUCCEDE QUANDO LA FAMIGLIA PRESENTA LA DOCUMENTAZIONE ALL'ASL?

Il bambino ha la precedenza per la valutazione e la diagnosi su tutti gli altri tipi di diagnosi poichè la presa in carico deve avvenire entro 6 mesi dalla presentazione del documento

CHE COSA SUCCEDE SE UN DOCENTE SI RIFIUTA DI COMPILARE IL DOCUMENTO?

E' passibile di denuncia da parte della famiglia in quanto quest'ultima di fronte a un sospetto può rivolgersi a un centro privato il che comporta una spesa economica non indifferente, mentre con la compilazione del documento ha la precedenza nel pubblico