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Da alcuni anni sono referente per la dislessia e insegno nella scuola primaria di Argentera Canavese. Autrice della favola "Lucertolina e Mirtillina" del libro per bambini sui DSA "Abracadabra Lucertolina". Alcune mie favole sono state pubblicate in altri due libri per bambini editi dalla casa editrice Mammeonline; curo il forum DSA su un sito per mamme;ho relazionato ad incontri e convegni sui disturbi specifici dell'apprendimento. Ho presentato il libro sui DSA, di cui sono coautrice, al Salone del Libro di Torino. Ho conseguito la specializzazione polivalente presso l'Istituto G Toniolo di Torino, con il massimo dei voti.

sabato 18 giugno 2016

ABILITAZIONE, NON RIABILITAZIONE


Confrontandomi con un collega mi sono accorta che è doverosa una precisazione sull'utilizzo di alcune terminologie specifiche.
Il termine “abilitazione” si utilizza per indicare tutti gli interventi sui soggetti con DSA in quanto si va ad abilitare una condizione inesistente  sin dalla nascita. Ossia, la difficoltà della lettura è innata, il bambino nasce così quindi gli interventi specifici vanno a  creare quelle condizioni per cui impara delle strategie per acquisire e/o migliorare la competenza che non diventa automatica
Il termine “riabilitazione” , invece, si utilizza in quei soggetti che hanno perso un’abilità o una funzione presente sin dalla nascita o acquisita. Ad esempio si riabilita una funzione motoria dopo un trauma. Prima il soggetto sapeva camminare, poi ha subito un trauma perdendo la funzionalità dell’arto che va riabilitato  affinché il soggetto possa tornare a camminare.
Il termine “riabilitazione” viene spesso usato in modo improprio e può essere condannato da esperti del settore, soprattutto da quelle famiglie molto attente al problema dei DSA in quanto è riferito, soprattutto, all'ambito medico.
 I DSA non sono né  una malattia, né una disabilità pertanto l’uso di termini che possono ricondurre, anche solo inconsciamente, alla medicalizzazione, può indispettire i soggetti più suscettibili ,questo perché è ancora radicata la paura del pregiudizio, l’essere considerati dei diversi con delle capacità diverse dalla maggioranza della popolazione .

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