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ALCUNE INFORMAZIONI SU DI ME

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Torino , Italy
Da 13 anni sono referente per la dislessia, da 3 Funzione Strumentale per l'inclusione del mio istituto. Insegno da 26 anni nella scuola primaria. Dal 2019 collaboro con l'associazione O.S.D a.p.s ( Organizzazione a Sostegno dei Disturbi dell'età evolutiva) come referente per il Piemonte e la Valle d'Aosta ( osdpiemonte@gmail.com ) Sono autrice della favola "Lucertolina e Mirtillina" del libro per bambini sui DSA "Abracadabra Lucertolina". Alcune mie favole sono state pubblicate in altri due libri per bambini editi dalla casa editrice Mammeonline; curo il forum D.S.A su un sito per mamme;ho relazionato ad incontri e convegni sui disturbi specifici dell'apprendimento. Ho presentato il libro sui D.S.A, di cui sono coautrice, al Salone del Libro di Torino. Ho conseguito la specializzazione polivalente presso l'Istituto G Toniolo di Torino, con il massimo dei voti.

domenica 12 luglio 2009

BAMBINI DISLESSICI O CATTIVI INSEGNANTI?

Questo è un articolo comparso su Varese news http://www3.varesenews.it/scuola/articolo.php?id=146362

La scuola italiana sta vivendo in questi ultimi anni cambiamenti che ne stanno snaturando l’essenza e la funzione: istruire e formare le nuove generazioni.Da un decennio circa la scuola è sotto osservazione e "monitorata" da enti e associazioni pubbliche e private, estranee al mondo della scuola, che stanno proponendo soluzioni insolite, inusuali e di dubbia efficacia, per risolvere le problematiche legate all’istruzione.Con l'utilizzo di screening e progetti vari, l'attenzione è stata deviata dalla vera didattica per incanalarla verso problematiche di carattere medico-psicologico che nulla hanno a che fare con l’ambiente scolastico, nella ricerca e individuazione di presunti disturbi psichici negli studenti.Preoccupanti in particolare sono le iniziative anche a livello istituzionale in merito ai cosiddetti disturbi dell'apprendimento, come “dislessia”, “discalculia”, “disortografia”, ecc.. Con una manipolazione del linguaggio si sta cercando di far passare per “disturbi” di origine neurologica gli errori nella lettura, nella scrittura e nel far di conto dei nostri alunni, errori che esistono da sempre.Oggi in molte scuole dove queste teorie sono entrate, un ragazzo che fa errori di scrittura, calcolo o lettura, viene segnalato, certificato poi come dislessico, disortografico o discalculico e con questa certificazione seguirà poi percorsi individualizzati alla stregua di un portatore di handicap o di un diversamente abile, come dir si voglia, in quanto le sue difficoltà vengono stigmatizzate e tradotte in “disturbi mentali”.Sulla base di queste “teorie”, chi non potrebbe avere un disturbo dell'apprendimento ed essere al riparo da una diagnosi psichiatrica?Qualunque insegnante può trasformare un alunno in un soggetto affetto da tale disturbo: è sufficiente che spieghi male o che non sappia insegnare.Attualmente c'è addirittura in discussione in Commissione Istruzione al Senato una legge sulla dislessia che tra le altre, cose sollecita screening di massa preventivi in tutte le scuole, a partire dalla scuola dell'infanzia. Sulla base di test cronometrati e con punteggi del tutto arbitrari, i bambini che non rientrano nei parametri saranno i futuri disabili incanalati in un percorso scolastico differenziato, che ne farà degli incapaci.Ad esempio in un alunno che fa errori nella lettura non solo non vengono individuate le parole che non ha capito e che lo portano a sbagliare, ma gli viene inculcata l'idea che i suoi errori sono dovuti ad un suo disturbo mentale e che per questo non dovrà più leggere, ma potrà utilizzare strumenti sostitutivi, come ad esempio audio libri. Per tutta la vita non solo non migliorerà le sue capacità, ma non ci proverà neanche. Alla fine di un percorso di studi avremo un bambino che non saprà leggere, convinto di essere portatore di un handicap per sempre. Come si può considerare questo un aiuto o la risoluzione di un disagio?Per non parlare dei genitori, che si troveranno i propri figli etichettati disabili, parcheggiati in una scuola che non ha tenuto in nessun conto i percorsi educativi e didattici intrapresi, le unità di apprendimento affrontate in classe, l’ambiente familiare e il contesto sociale in cui sono inseriti, né tanto meno la possibile incapacità dei docenti di trasmettere il sapere. Avremo una scuola che si limita, attraverso degli “specialisti”, a discriminare gli studenti sollecitando il corpo docente ad utilizzare strumenti compensativi e misure dispensative. Questi alunni passeranno da una classe all'altra senza aver acquisito alla fine neanche la strumentalità di base necessaria alla loro autonomia, destinati ad un sicuro fallimento, ad un abbandono scolastico con effetti negativi a pioggia su tutta la nostra società.Riteniamo che sia la scuola a dover essere migliorata, indirizzandosi in particolare alle metodologie didattiche e alle programmazioni funzionali, ponendo particolare attenzione sulla qualità dell'insegnamento piuttosto che su presunte incapacità genetiche dell'alunno. Occorre riportare la scuola alla sua funzione didattico-educativa, così che possa dare un reale contributo alla società in termini di persone istruite e competenti.Pertanto noi, insegnanti e genitori, chiediamo che vengano messe al bando queste dannose e demagogiche teorie “innovative”, perché è in gioco il futuro dei nostri figli e della nostra società.

Avv. Andrea Di Francia vecchio insegnante e nonno
Dott.ssa M. Paola Casali genitore/pedagogista
Andrea Pirrone genitore/insegnante
Andrea Trentini genitore/educatore
Antonella Nesti genitore
Domenico Mileto insegnante
Chiara Masiero zia
Angelo Lunetti genitore
Denise Fasanelli zia
Andrea Vice genitore
Laura Gatti genitore/insegnante
Celestina Schmidt genitore
Antonella Raschetti insegnante
Marco Pezzotti genitore
Paola Leonardi genitore/insegnante
Mario Casiraghi genitore
Maria Vallias genitore
Annalucia Mantovani genitore
Giovanna Leone insegnante
Marina Pogliani genitore
Marta Padova insegnante
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QUESTA LA RISPOSTA DELL'ASSOCIAZIONE OSDISLESSIA
Siamo un’associazione senza scopo di lucro. Ma, prima di tutto, siamo famiglie. Siamo genitori di bambini con diagnosi di DSA e adulti con DSA cresciuti in un mondo che non teneva in alcun conto il nostro disagio. Nasciamo “dal basso”, nel territorio. Raccogliamo ogni giorno storie di dolore di bambini e di genitori disorientati. È con dispiacere e preoccupazione che, leggendo una certa “lettera aperta” inviata come comunicato stampa da un gruppo di insegnanti e genitori, apprendiamo come parte del mondo della scuola si sta preparando ad accogliere la nostra legge. Nostra, perché finalmente riconosce quello che siamo, e ci fornisce le opportunità di accedere al sapere che tutti gli altri hanno. Nostra perché abbiamo raccolto e ancora stiamo raccogliendo le firme per una petizione popolare (http://www.petitiononline.com/amicar01/petition.html). Questo gruppo di insegnanti e genitori vuole denunciare tutti i mali che si abbatteranno sull’intera società a causa di questo cambiamento. Bisogna, secondo loro, fermare tutto ciò che loro stessi definiscono “insolito e inusuale”. Che poi sia o meno efficace ci sembra alquanto strano giudicarlo a priori. I dubbi possono essere anche leciti, se non fosse per il fatto che nel resto del mondo questi metodi così inusuali stanno portando dei buoni risultati. In Ungheria (non in Svezia) una legge sulla dislessia esiste dal 1993. Ma vogliamo parlare della lettera, delle argomentazioni che sono state addotte come motivo per incitare gli insegnanti a rifiutare questa legge.
• Non è vero che si vogliono far passare per disturbi dei semplici errori. I ragazzi che vengono definiti “con Disturbo Specifico dell’Apprendimento” (DSA) devono essere diagnosticati e certificati da un medico. Riteniamo che un medico specialista (un neuropsichiatra infantile) che ha per anni studiato questa materia abbia più strumenti rispetto ad un nonno, ad un genitore e perfino rispetto ad un insegnante per capire se un ragazzo ha o meno un disturbo di origine neurologica. Non devono preoccuparsi gli insegnanti: ci saranno ancora degli alunni che faranno degli errori ai quali potranno rimediare. Destino vuole che ci siano invece anche dei ragazzi che non possono oggettivamente farlo.
• Il monitoraggio e la eventuale segnalazione da parte degli insegnanti dei ragazzi “a rischio DSA” è importantissima. Gli insegnanti hanno un osservatorio unico, un punto di vista privilegiato anche rispetto agli stessi genitori, poiché essi possono fare confronti tra ragazzi con lo stesso grado di sviluppo e pari intelligenza. Dopo la eventuale segnalazione, il ragazzo in questione verrà comunque valutato da un medico e sarà quest’ultimo, non l’insegnante, sulla base di tecniche diagnostiche già sperimentate e riconosciute, a formulare o meno una diagnosi. I ragazzi con DSA non sono da paragonare ai portatori di handicap (che, nella lettera in cui abbiamo avuto la ventura di imbatterci, vengono trattati con un po’ di disprezzo, o almeno questa è la nostra impressione). Se così fosse, avrebbero già una legge di riferimento (ahi, Avv. Andrea… lei non ne ha mai sentito parlare?). Si tratta della Legge n. 104 del 5 febbraio 1992, "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 17 febbraio 1992, n. 3. I ragazzi con DSA non rientrano in questa legge.
• Sulla possibilità di trasformare un ragazzo in disturbato mentale da parte di un insegnante, rimaniamo a bocca aperta. Un ragazzo con DSA non è un disturbato mentale, bensì una persona che ha un disturbo specifico che riguarda solo e unicamente l’apprendimento. Si tratta di una IMPOSSIBILITA’ CONGENITA nel poter leggere (o scrivere, o far di calcolo). Prendete un bambino che ha eseguito i test cognitivi ed è risultato pari o leggermente o anche molto superiore alla media come intelligenza (come succede molto spesso ai ragazzi con DSA). Eppure quel bambino ha difficoltà a leggere. Quando tocca a lui farlo a voce alta davanti alla classe comincia a stare male, a sudare. E legge male, ancora peggio di come potrebbe farlo. Quel bambino semplicemente NON PUO’ leggere come gli altri perché NON PUO’ automatizzare i meccanismi della lettura. Grazie a questi metodi “inusuali” questo bambino potrà apprendere come tutti gli altri. Ci chiediamo,poi, quanto impreparato possa essere un insegnante che non riesca ad insegnare le basi della lettura ad un bambino intelligente. Come mai questo insegnante non riesce a passare il suo sapere solo ed unicamente a quel bambino mentre tutto il resto della classe invece impara? Se un’intera classe non fa progressi a causa dell’ incapacità di un insegnante, siamo sicuri che non passerebbe molto tempo prima di un intervento decisivo da parte dei genitori.
• Come può un gruppo di insegnanti e genitori sapere come avviene la diagnosi e giudicare “arbitrari” dei criteri diagnostici utilizzati in tutto il mondo?
• La diagnosi di DSA non farà di questi bambini dei disabili né degli incapaci (e continuiamo ad avere la sensazione di un certo disprezzo nell’uso di questi termini, a dispetto dell’integrazione scolastica, campo in cui la nostra scuola è all’avanguardia), bensì darà loro gli unici mezzi che possono dare loro accesso al sapere alla pari con tutti gli altri.
• Un bambino con DSA non ha i mezzi per poter migliorare, anche se ci mette tutto il suo impegno, tutta la sua dedizione. Gli strumenti compensativi come gli audiolibri, citati nella lettera aperta, sono indispensabili perché un ragazzo che non può leggere bene come gli altri possa, appunto, capire. Perché un ragazzo con DSA, lo abbiamo già detto, è intelligente e può capire se gli si danno gli strumenti giusti. Questi strumenti non saranno dati in modo indiscriminato ma ad ognuno verrà dato quello giusto, quello che gli serve (e questi strumenti saranno suggeriti da un medico), perché ogni ragazzo è diverso dall’altro. Vorremmo ripetere ancora una volta questo concetto: questo non fa di lui un portatore di handicap. È un aiuto perché un bambino intelligente che ha difficoltà a scuola ha bassa stima di sé, è un aiuto perché queste difficoltà lo espongono ad umiliazioni. Se non vogliamo andare avanti, vogliamo tornare indietro? Vogliamo tornare al cappello a cono con le orecchi d’asino o alle tirate d’orecchie?
• Come abbiamo già avuto più volte modo di dire, questa legge non “etichetta” nessuno come disabile. Da quanto ci risulta, allo stato attuale delle cose i bambini con DSA sono invece spesso etichettati dagli stessi insegnanti e dai compagni. Le etichette usate sono “asino”, “buono a nulla”, “fannullone”, “sfaticato”. E potremmo andare avanti a lungo. Dei genitori consapevoli e informati sanno bene che ORA i loro ragazzi sono discriminati e che i docenti, grazie proprio a quegli strumenti così disprezzati nella lettera aperta, potranno trasmettere il loro sapere a tutti, anche ai bambini con DSA. Destinati ad un sicuro fallimento sono i ragazzi la cui diagnosi non viene fatta, a cui si continuano ad applicare le etichette di cui sopra e sono questi ultimi i maggiormente esposti al rischio di abbandono scolastico. Già, perché molti ragazzi con DSA abbandonano la scuola, e qualcuno riesce a convincerli che in effetti sono dei buoni a nulla. Ci sono casi di bambini piccoli con sintomi di depressione e propensione al suicidio. Certamente, per voi insegnanti sarà una rivoluzione e non c’è dubbio che è più facile addossare la colpa alle mamme (che sono le solite, troppo apprensive… un tempo addirittura si addossava loro la colpa dell’autismo infantile!), è più facile riempire i quaderni di segnacci rossi e di “appellativi”. Eppure ci sono anche degli insegnanti disposti ad accettare questa “novità”. Perché la scuola deve essere un monolite, qualcosa di rigido ed enorme che non deve mai cambiare, che non deve adeguarsi alle nuove tecnologie? Perché non dobbiamo liberarci delle vecchie idee e dei vecchi pregiudizi? Per favore, fate uno sforzo e dimostrateci che siete capaci di adeguarvi ai tempi, di aiutare le persone, di capire le sofferenze. Mettetevi in gioco per aiutarci. Vogliamo credere che ci starete accanto nel limitare una sofferenza che a volte è veramente molto grande e pesante da sopportare. Vogliamo credere che la nostra scuola è ancora all’avanguardia, che è ancora dinamica e capace di cambiare laddove c’è bisogno di un cambiamento per il bene di tutti. Il noto dislessico (e fisico) Albert Einstein, si sentì dire un giorno da un suo insegnante che non avrebbe mai concluso niente nella vita. A dirla con lui, è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio. Con molta speranza vi salutiamo OSD - Organizzazione a sostegno della Dislessia, a nome di tutti i bambini con DSA e dei loro genitori.
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QUI POTETE TROVARE ALTRE RISPOSTE AI FIRMATARI E ALL'ARTICOLO CHE SPIEGANO IN MODO CHIARO CHE COSA SONO LA DISLESSIA E I DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO CONTROBATTENDO ALLA DISINFORMAZIONE E ALLE INESATTEZZE COMPARSE NELL'ARTICOLO. LA PUBBLICAZIONE DI SCRITTI COME QUELLO DEL VARESE NEWS SE DA UN LATO DANNO VOCE A UNA DIVERSA OPINIONE, DALL'ALTRO SONO DEVIANTI E PERICOLOSI PER CHI HA UNA CONOSCENZA SOMMARIA DEL PROBLEMA, PER CHI HA GIA' DEI PREGIUDIZI E PER CHI NON HA MAI SENTITO PARLARE DI DISLESSIA E DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO. BASTA AVERE UN MINIMO D'INFORMAZIONE PER RENDERSI CONTO DI QUANTA IGNORANZA TRASPARE DALLE PAROLE DEI FIRMATARI. LA COSA SCONCERTANTE E' CHE TRA DI LORO CI SONO INSEGNANTI, PEDAGOGISTI ED EDUCATORI......

domenica 5 luglio 2009

ATTIVITA' PRATICHE PER DISCALCULICI

(spunti tratti da "La discalculia evolutiva" Biancardi- Mariani - Pieretti
Ed Franco Angeli. A fine luglio lo troverete presso la biblioteca di Rivarolo , codice: 616 8 BIA)

I discalculici hanno peculiarità proprie pertanto non esistono regole fisse valide per tutti. Ci sono discalculici che riescono a memorizzare le tabelline e le strategie per calcoli semplici e discalculici che non ci riusciranno mai. Prima di tutto, quindi, è necessario verificare quali sono le caratteristiche di apprendimento del bambino che abbiamo di fronte: ad esempio dobbiamo verificare se ha una buona capacità di lettura, se ha buona memoria verbale e se ha buone capacità esecutive.
Alcuni bimbi discalculici possono imparare grazie alla ripetizione delle tabelline, all'esecuzione rapide di addizioni e sottrazioni entro il 10, alle rime e alle associazioni visive. Per molti altri discalculici, invece, queste strategie non servono ed è invece necessario l'uso di strumenti dispensativi e compensativi. Ci sono poi discalculici che apprendono solo alcuni fatti aritmetici e non altri.
L'insegnante deve per prima cosa provare ad insistere su tabelline e calcolo semplice facendoli ripetere tante, tante volte, questo tipo di lavoro dev'essere limitato al tempo necessario per capire se il bambino è in grado di trattenere quanto appreso, se si verifica che il bambino non ha queste capacità è inutile insistere e si deve passare agli strumenti compensativi.
L'associazione di quello che devo apprendere a rime semplici è una delle strategie più usate per l'insegnamento delle tabelline ed è quanto si trova in "Tabelline che passione" Di Barbara Greco Ed. Erickson;alle rime si può anche associare un disegno che richiami velocemente alla memoria il risultato. Bisogna fare molta attenzione affinché l'associazione di rime nell'apprendimento delle tabelline non complichi il compito. Sta all'insegnante verificarlo osservando il bambino che ha di fronte.

Contrariamente a quanto si pensa, le dita sono un ottimo strumento e un ottimo supporto per il calcolo, pertanto si può incentivare il loro uso al fine di acquisire le prime tecniche del calcolo mentale. Quindi bisogna incoraggiare i bambini ad usare le mani per contare spronandolo a trovare delle strategie , questo anche in virtù del fatto che è impossibile memorizzare la grande quantità di informazioni fornite dalla matematica, per un bambino discalculico, poi, questo tipo di memorizazione risulta essere impossibile, quindi è necessario fornirgli dei validi strumenti per scoprire delle strategie che lo conducano ugualmente, a dei validi risultati.

Per le addizioni devo insegnare al bambino, anche attraverso schemi che userà come strumenti compensativi, la proprietà commutativa grazie alla quale devo aggiungere al primo addendo il secondo minore, questo al fine di velocizzare i calcolo, di renderlo più semplice.
Quindi, se devo fare 5 + 17 il bambino deve imparare che si parte dal 17 e gli si aggiunge il 5 questo perché è molto più facile anche con l'uso delle dita, infatti alzerò 5 dita e andrò avanti a contare dal 17 (il 17 lo metto in testa e 5 sulle dita, vai avanti e dimmi a quale numero arrivi!) fermandomi al 5 dito

Le dita si possono usare anche nelle moltiplicazioni: sulle dita metto il moltiplicatore, quindi recito la sequenza della tabellina che ho imparato (se invece appartiene alla schiera dei bimbi che non memorizzano le tabelline userà la tavola pitagorica) . Con le dita può imparare a memorizzare e associare alcune tabelline tra cui quella del 9: "si individua sulle dita il moltiplicatore, che fungerà da separatore tra le decine (a sinistra) e le unità a destra del risultato dell'operazione . Tutta la tabellina del 9 può essere eseguita in questo modo..." ( da la discalculia evolutiva Biancardi, Mariani, Pieretti)
Un'altra strategia è quella di far imparare solo metà tavola pitagorica (la famosa tavola pitagorica cinese che elimina tutte le ridondanze,qui potete trovare un esempio http://utenti.quipo.it/base5/numeri/tavolapit.htm) infatti l'altra metà è data dalla commutazione dei fattori, quindi una volta che ho imparato 2 X 4 = 8 non mi serve imparare 4 X 2 = 8 perché è sufficiente applicare la proprietà commutativa e richiamare alla mente il risultato di 2 X 4. Così facendo i 72 risultati contenuti nella tavoli pitagorica vengono ridotti a 36!
Non sempre, però, la riduzione delle informazioni da imparare favorisce l'apprendimento, per molti discalculici la memorizzazione delle tabelline rimane ostica, a questo punto si può tentare insegnando solo alcune tabelline base da cui , poi, è possibile arrivare al risultato delle altre attraverso altri meccanismi di calcolo. La tabellina più facile per tutti è quella del 5 in quanto alterna lo 0 e il 5 e modifica le decine in ordine progressivo, anche un discalculico non dovrebbe avere difficoltà nel memorizzarla. Una volta che il bimbo ha memorizzato bene la tabellina del 5 può eseguire tutte le altre moltiplicazioni in questo modo 6 x 8 esegue 5 x 8 = 40 al 40 aggiunge ancora 8 che fa 48
se deve fare 7 x 9 esegue prima 5 x9 = 45 al 45 aggiunge 9 + 9 che fa 63
se deve fare 8 x 7 eseguirà 5 x 7 = 35 al 35 aggiunge 7 + 7 + 7 che fa 56
gli esempi riportati avevano il moltiplicatore maggiore di 5; nel caso del moltiplicatore minore di 5 viene segnato il resto da togliere, così:
4 x 8 eseguo 5 x8 = 40 a 40 tolgo 8 che fa 32
3 x 9 eseguo 5 x 9 che fa 45 a 45 tolgo - 9 -9 e fa 27
2 x 6 eseguo 5 x 6 = 30 a 30 tolgo -6-6-6 che fa 12

Una volta che il bambino ha interiorizzato questo tipo di procedimento posso insegnargli ad applicare la proprietà commutativa quindi fare 8 x 7 diventa più semplice e veloce se faccio 7 x 8 ( 5x8 = 40; 40 + 8 +8 =56)

Si possono poi insegnare calcoli più semplici e memorizzabili per assonanza: 6 x 8 = 48 asino cotto; 6 x 4 = 24 ho mangiato un gatto

Qui trovate del materiale utile
http://www.atuttascuola.it/didattica/matematica.htm

Per quanto riguarda il calcolo mentale più complesso esso può essere suddiviso in tappe fatte di addizioni e sottrazioni

Se deve risolvere 35 + 12 può scomporre i numeri in decine , sommarle tra loro e aggiungere la somma delle unità [(30 + 10) + ( 5 +2 ) ] = 40 + 7 = 47
Idem per le sottrazioni 37 - 16 = [ (30-10) + ( 7 -6 ) ] = 20 + 1 = 21 questo tipo di operazione, però, può risultare piuttosto complessa perché vede l'utilizza di due operazioni, tra cui un'addizione , per arrivare al risultato dell'addizione, pertanto serve capire se questo procedimento può essere d'aiuto o meno al bambino, se vediamo che gli confonde le idee è meglio lasciar perdere e provare a riproporlo più avanti
Si può contare scomponendo in decine un solo addendo 27 + 14 =(27 + 10 ) + 4 = 41 oppure, nel caso della sottrazione 37 - 16 = (30 - 10 ) - 6

Questi esercizi devono essere preceduti da un buon allenamento sulle decine: contare per 10 andando avanti e indietro.
Questi esercizi hanno lo scopo di allenare i bambino al calcolo mentale vero e proprio inducendolo ad abbandonare l'immaginazione dell'operazione in colonna. Spesso i discalculici, quando devono fare un calcolo mentale, immaginano in colonna l'operazione e la eseguono con l'immaginazione, facendo tutti i passaggi, il rischio, però, è quello di commettere degli errori durante i vari step.

PERCHE' BISOGNA ABITUARE I DISCALCULICI AL CALCOLO SCRITTO?

Quando un bambino è discalculico si tende a proporgli, come strumento compensativo, l'uso della calcolatrice, soprattutto per l'esecuzione di calcoli scritti, in realtà è opportuno che accanto all'uso di tale strumento si continui a proporre una serie di calcoli scritti che hanno l'obiettivo di fornirgli una certa indipendenza nella vita di tutti i giorni perché non sempre è possibile utilizzare la calcolatrice.

COSA FARE QUANDO IL BAMBINO COMMETTE I SEGUENTI ERRORI?

1: ERRORE NEL RICONOSCIMENTO DEL SEGNO MATEMATICO

il bambino esegue, ad esempio, un'addizione al posto di una sottrazione.
Lo posso aiutare intervenendo così:

  • attività sul significato dei singoli segni (gioco dei dadi dove devo aggiungere i risultati)
  • giochi sui segni opposti ( + e - ): disegno i due segni su due cartoncini e a seconda che venga estratta la + o la - il bambino deve prendere (se è +) o cedere (se è -) degli oggetti.
  • per sviluppare l'attenzione sul segno + x e - inventare dei giochi in cui se vince deve addizionare o moltiplicare i punteggi conseguiti, se perde deve sottrarre.
  • far eseguire operazioni a cui manca il segno, il bambino deve indovinare qual è quello adatto : 4 .... 2 = 6
  • per comprendere il significato delle operazioni proporre diverse attività con gli insiemi: se devo fare 4 - 3 posso disegnare un insieme di 4 caramelle da cui ne tolgo, ne mangio, ne butto via ....3. Oppure posso lavorare sulla linea dei numeri: parto da 4 vado indietro di 3 arrivo a 1, in alternativa si può usare anche il gioco dell'oca, oppure dei percorsi, dei dadi...

2: ERRORI NELLE PROCEDURE DI CALCOLO

il bambino sbaglia il calcolo durante alcuni passaggi: ad esempio può dimenticare di calcolare tutti o alcuni riporti, può non calcolare il prestito....

  • far evidenziare SEMPRE le cifre da riportare e quelle chieste in prestito
  • far eseguire tanti problemi in modo che il bambino possa sperimentare procedure diverse
  • proporre tante sottrazioni con la presenza dello 0 e del 9
  • usare degli indicatori per evidenziare l'ordine spazio temporale con cui si devono eseguire i passaggi: quando il bambino deve eseguire una sottrazione con due cifre al minuendo non fatica nel capire a quale cifre deve chiedere il prestito : 34 - 18 = sa che deve chiedere una decina al 3... ma se il minuendo ha più di 2 cifre può trovarsi in difficoltà nel capire a quale la deve chiedere per prima, ecco, allora che servono dei simboli, delle frecce che lo orientino proprio da un punto di vista spaziale e sequenziale
  • porre l'attenzione sulla direzionalità d'esecuzione: addizione e sottrazione vanno da destra verso sinistra e dall'alto verso il basso; nella moltiplicazione, invece, parto dal moltiplicatore quindi vado dal basso verso l'alto ma sempre da destra verso sinistra. Per aiutare il bambino nel comprendere la direzionalità si possono usare delle frecce colorate
  • si può aiutare il bambino ad orientarsi nella procedura del calcolo mentale attraverso l'uso di griglie

3. ESERCIZI SULLA LINEA DEI NUMERI

Questi esercizi vengono svolti prima sulla linea dei numeri, poi oralmente e infine per iscritto

  • Contare avanti e indietro , per uno, entro il 100
  • contare in avanti per due
  • inserimento di numeri mancanti sulla linea dei numeri (prima), in una sequenza numerica (poi)
  • ricostruzione della sequenza numerica dopo aver osservato la linea dei numeri
  • cercare il numero che segue e quello che precede un numero dato
  • la linea dei numeri è utile anche per la correzione di errori: se sbaglia a enumerare confondendo il 67 col 77 gli si fa osservare e scrivere la sequenza da 70 a 8 chiedendogli di individuare nella sequenza il numero 67...

(CONTINUA)

venerdì 3 luglio 2009

DISCALCULIA: ESTRATTO DEGLI APPUNTI DEL CORSO DI AGGIORNAMENTO DI CHIVASSO

la discalculia rientra nei DSA ed è una difficoltà specifica del calcolo, il bambino presenta diffcioltà nel riconoscimento dei simboli numeri, nella scrittura del numero, nell'associaizone del numero alla quantità, nella numerzaione crescente e decrescente e nella risoluzione dei problemi. Hanno difficoltà ad automatizzare le tabelline pertanto non riescono ad eseguire moltiplicazioni e divisioni. Non riescono a recuperare concetti di base di particolari operazioni; presentano difficoltà nel calcolo mentale entro il 100.
I bambini discalculici presentano difficoltà nel riconoscere il valore posizionale delle cifre nonostante sappiano nominare le singole cifre.

La diagnosi di discalculia non può essere fatta prima della terza primaria ma già negli anni precedenti possono essere evidenziate importanti discrepanze tra il livello cognitivo e l'apprendimento del calcolo e dell'aritmetica

Anche la discalculia è di origine neurobiologica ma sin dalla prima infanzia è possibile impostare delle attività tali in grado di fornire al bambino delle strategie di apprendimento, pertanto sono importanti le esperienze concrete e la manipolaizone da fare sin dai primi mesi di vita e, sopratutto nella scuola dell'infanzia e nei primi anni della primaria. E' importante l'uso dei seguenti materiali: oggetti, immagini, blocchi logici, regoli in colore, multibase

A 3 anni il bambino può iniziare enumerare oggetti ma non è in grado di rispondere alla domanda " quanti sono?" lo capirà solo intorno ai 4 anni. Intorno ai 5 anni il bambino è in grado di riconoscere molti aspetti del numero: sintattici, semantici e lessicali.

La scuola e la famiglia possono lavorare su :

  • misurare
  • localizzare
  • porre in relazione
  • contare
  • raggruppare
  • riflettere
  • ordinare
  • progettare
  • inventare
  • operare
  • riconoscere le proprietà

Il gioco dell'oca è particolarmente indicato per allenare alle suddette abilità

il tutto sottoforma di gioco, soprattutto corporeo

le abilità di conteggio si sviluppano attraverso:
  • enumerazione
  • corrispondenza biunivoca
  • principio di cardinalità
  • sviluppo delle abilità di lettura di un numero: al di sotto dei 5 anni il bambino riconosce i numeri ma non comprende il loro significato

devo intervenire quando un bambino della scuola primaria ha le seguenti difficoltà:

  • enumerare sino a 5
  • comprendere il principio di cardinalità
  • comparazione di piccole quantità
  • raccontare esperienze seguendo un ordine cronologico
  • difficoltà a capire qual è il numero più grande

COME AIUTARE I BAMBINI A RICONOSCERE LE QUANTITA' ATTRAVERSO IL COMPLESSO SISTEMA SIMBOLICO DEI NUMERI?

le strategie mentali di soluzione sviluppano la conoscenza numerica ma esse non aumentano con i calcoli.

Il calcolo sviluppa solo gli automatismi ma un DSA non sviluppaerà mai l'automatismo; bisogna quindi lavorare sulla strategia che aiuta a sviluppare il calcolo. Non serve propinare batterie di calcoli. Il sistema dei numeri e del calcolo funzionano insieme ma sono tra loro indipendenti.

Prima di tutto è necessaria un'analisi dell'errore commesso dal bambino: se il bambino non ha ancora interiorizzato i numeri è inutile fornirgli la calcolatrice.

Se il problema è legato alla memoria e alla organizzazione mentale dei numeri allora diventa indispensabile l'uso della calcolatrice.

Se deve fare 5 + 2 il bambino dev'essere in grado di capire che 5 corrisponde a un mucchietto, a una quantità più grande di 2. I numeri in colore sono un ottimo strumento pratico e concreto, diventano uno strumento pessimo se si trasferisce sul quaderno quanto fatto nel concreto, disegnare sul quaderno le attività svolte coi numeri in colore (anche detti regoli) è un'operazine inutile in quanto il bambino DSA presenta enormi difficoltà nell'ordine. Se voglio che resti una documentazione di quanto fatto concretamente devo essere io insegnante a predisporre delle schede ordinate dove il bambino deve semplicemente mettere il regolo sopra al disegno. Non bisogna assolutamente fargli ricopiare il regolo sul foglio: sarebbe un'attività troppo complessa!

Quando si passa dal concreto all'astratto sul quaderno, bisogna valutare bene se il tipo di attività che vogliamo proporre non diventa un ostacolo.

I segni delle operazioni + x e - sono un dramma per il bambino discalculico in quanto ha difficoltà a discriminarli.

Il bambino discalculico tende a anche a saltare il 6 e il 7 durante la numerazione progressiva, questo perchè i due numeri hanno un suono molto simile, per aiutarlo posso colorare le due dita della mano che , nel conteggio, corrispondono ai due numeri in modo tale che il colore attiri la sua attenzione rievocando il fatto che dopo il 5 ci sono altri due numeri.

ERRORI NEL DISCALCULICO

molti errori che spesso tendiamo ad attribuire alla distrazione sono, in realtà, dovuti a meccanismi neuronali particolari. i segnali che devono mettere in allarme sono:

  • il bambino ha in mente un numero e ne scrive un altro (questo è un problema legato all'etichetta del numero)
  • riconosce il 7, il 4, l'1 e il 5 ...però se detto 714 scrive 70014

Gli esperti di matematica sconsigliano l'uso di colori diversi per evidenziare la posizione delle cifre, l'AID sostiene, invece, che possono aiutare per la memorizzazione, ma il bambino ha bisogno di uno schema predisposto con spazi di colori diversi, questo per evitare che ogni volta il bambino debba prendere i colori e colorare gli spazi a seconda delle cifre che deve scrivere.

  • omissione della decina

chiedergli di contare avanti o indietro di 1 o di 2 ...non serve a nulla se non gli si fornisce la linea dei numeri. Anche nella scuola secondaria di primo grado è necessario fornire loro la linea dei numeri. La linea dei numeri permette di risolvere problemi legati all'omissione di numeri in una sequenza; alla sostituzione di un numero con un altro , all'inversione della sequenza numerica; alla confusione tra le regole di calcolo. Sono necessari esercizi di consolidamento sulla linea dei numeri entro il 20 in quanto se il bambino ha acquisito bene la numerazione entro il 20 prosegue con maggiore facilità.

Posso esercitare i bambino usando anche dei puzzle numerati, cioè deve ricostruire un puzzle attaccando i pezzi secondo la sequena numerica rappresentata accanto al disegno (o nel retro). Gioco del bersaglio, gioco dell'oca. Il bambino intuisce la successione dei numeri facendolo camminare avanti e indietro sulla linea dei numeri. Personalmente ho usato le mattonelle di plastica fatte a puzzle per i bambini piccoli che si trovano nei supermercati. Ce ne sono di diverse misure, ho preso quelle più grandi e vi ho incollato sopra i numeri, grossi e ben visibili. Ho fatto comporre la linea dei numeri dal bambino, aggiungendo via via mattonelle, su quella linea abbiamo svolto vari esercizi di riconoscimento, discriminazione, calcolo, sequenza. Sulla linea il bambino saltava, camminava, correva calpestando i numeri , leggendoli e vedendoli direttamente, non va bene una linea che va avanti e poi gira in quanto il bambino può confondersi, se lo spazio non consente di costruire linearmente la linea è necessario trovare delle strategie che aiutino il bambino a seguire il percorso giusto.

TABELLINE: i bambini discalculici faticano a memorizzare le tabelline, una strategia d'aiuto può essere quella di associare alla sequenza una melodia. Una melodia diversa per ogni tabellina. No a tabelline cantate così: 2 x 4 otto mi mangio un biscotto. Le melodie possono esser inventate dai bambini.

CONSIGLI SULLA PRESENTAZIONE GRAFICA DEGLI ESERCIZI E SUL MATERIALE SCOLASTICO.

  • Usare quadretti da 1 cm in prima elementare
  • passare ai quadretti da 1/2 cm e tenerlo, per tutti, sino alla 5°
  • tra un esercizio e l'altro lasciare un bello spazio
  • inserire un concetto per pagina con le regole e gli esempi ben visibili
  • costruire griglie e schemi
  • usare le mani per imparare le tabelline
  • usare gli strumenti compensativi suggeriti in letteratura
  • non inserire troppi esercizi in una stessa scheda

potete trovare altre informazioni sulla discalculia qui http://www.aiditalia.org/upload/discalculia_aavv.pdf

andando su groups.google.it/grouplibrodiscuola trovate del materiale pratico

giovedì 2 luglio 2009

GIOCHI SULLA PERCEZIONE FONETICA

Questo tipo di lavoro va bene per i bambini della scuola dell'infanzia che presentano un DSL.
Ovviamente ogni attività fa scrupolosamente concordata, programmata e confrontata con la logopedista o gli specialsiti che seguono il bambino, oltre che con la famiglia e/o la scuola.
Quando s'inzia un percorso abilitativo è idnispensabile che tutti si muovano allo stesso modo e che gli esercizi proposti dal logopedista, le strategie e le impostazioni oro facciali siano fatte eseguire sia dalla scuola, sia dalla famiglia. Mi spiego meglio, se la logopedista ha impostato il suono CI che prevede una certa impostazione oro facciale da ricordare ogni volta che il bambino sbaglia il suono, è necessario che anche la scuola sappia cosa deve fare quando il bambino sbaglia la pronuncia del suono CI, idem la famiglia, questo affinchè si crei una continuità nel lavoro favorendo una veloce acquisizione dell'automatismo del fonema.

Per poter interiorizzare un suono devo saperlo percepire e discriminare rispetto ad altri simili, a tal proposito sono utili i seguenti giochi che precedono quello più conosciuto del "un bastimento carico di"

Si preparano due tesserine con l'immagine di un oggetto il cui nome inzia coi suoni trattati, ad esempio CI e GI




CILIEGIA GIOSTRA














Si mettono le due tesserine sul tavolo, si fa pronunciare bene il nome di ciascun eggetto facendo notare che ciliegia inizia col suono CI e giostra col suono GI.
Il suono CI è simile allo schiocchio di una frusta; la lingua dal "tetto della bocca cade verso il pavimento della bocca"; raccolgo la saliva e faccio finta di sputare....
Il suono GI , invece, lo sento vibrare , se metto una mano sulla gola sento che tutto vibra.

A questo punto si dicono al bambino una serie di parole aventi come inizio i suddetti suoni, li enfatizziamo affinchè li possa percepire bene, deve indicare a quale gruppo appartiene la parola detta: al gruppo CI di Ciliegia o al gruppo GI di Giostra?
Se sbaglia evidenziamo la caratteristica del suono, ad esempio:

GIOCO: senti che GI vibra se metti una mano sulla gola? Prova !

All'inizio presentare solo e sempre due suoni per volta e con suono iniziale, quando il bambino ha acquisito bene la percezione del suono presentare parole che lo contengono, infine si può passare a più suoni per volta ma mai superare i 3.


PAROLE CHE INIZIANO PER CI


Queste parole possono essere usate anche come semplice esercizio di ripetizione del suono acquisito. Si può abbinare un lavoro di acquisizione lessicale utilizzando per ogni parole delle tessere/immagine in questo modo il bambino sa esattamente che cos'è il ciondolo qualora la parola non facesse ancora parte del suo bagaglio lessicale e può sistemare la tesserina col disegno nel gruppo del suono a cui appartiene.

prima col suono CI poi col suono CE , poi entrambi mescolati


CILIEGIA - CIALDA - CIAO - CIBO - CICALA - CICCIA - CICCIO - CICLAMINO - CIPI' - CICLISMO - CICLISTA - CICLOPE - CICOGNA - CICORIA - CIECO - CIGLIA - CIGNO - CILINDRO - CIMA - CINEMA - CINESE - CINGHIA - CINGHIALE - CINGUETTARE - CINQUANTA - CINQUE - CINTURA - CINTURINO - CIOCCOLATA - CIONDOLO - CIOTOLA - CIPRESSO - CIPRIA - CIRCO - CIRCOLO - CITOFONO - CITTA' - CIUFFO - CIURMA - CIVETTA - CIABATTA


PAROLE CHE INIZIANO CON CE


CEDRATA - CEDRO - CEROTTO - CERTO - CEFFONE - CERUME - CELEBRE - CELESTE - CERVELLO - CERVO - CELLA - CESPUGLIO - CEMENTO - CEBERE - CENA - CENERENTOLA- CESTINO - CESTO - CETRA - CETRIOLO - CENONE - CENTESIMO - CENTRINO- CENTRALE


PAROLE CHE INIZIANO CON GI


GIACCA - GIALLO - GILET - GINO - GIAPPONE - GIARDINO - GIGANTE - GINOCCHIO - GINOCCHIERE - GIOCARE - GIOCATTOLO - GIOIELLO - GIORNALE - GIORNALINO - GIOVANE - GIRAFFA - GIRANDOLA - GIRARE - GIRINO - GRASOLE - GIROTONDO - GITA - GIU' - GIUBBOTTO - GIUDICE - GIUGNO


PAROLE CHE INIZIANO CON GE

GELATO - GELATINA - GELOSO - GELSOMINO - GEMMA - GEMELLO - GENEROSO - GENERALE - GETTONE - GESSO - GENTILE - GENTE - GENGIVA - GENIO - GENITORI - GENNAI -


Lo stesso tipo di lavoro può essere fatto con CI - SCI / CE - SCE

mercoledì 1 luglio 2009

PASSO A PASSO: COME ARRIVARE ALLA DIAGNOSI

l'ARTICOLO RIPORTATO QUI DI SEGUITO E' DI ALESSANDRA ROSSETTI

"Una diagnosi ufficiale di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) può essere fatta solo all’inizio della terza elementare, quando risulta ormai certo che gli automatismi di letto-scrittura, ortografia e calcolo non sono stati assimilati.Di solito, però, un genitore può accorgersi molto prima che il proprio figlio può essere a “rischio DSA”. In età prescolare, si possono ottenere diagnosi più generiche, come quella di disprassia dell’età evolutiva o disturbo del linguaggio, che possono essere poi cambiate in una diagnosi di “rischio DSA” e, all’età giusta una diagnosi definitiva. Questo, al fine di ottenere quanto previsto dalla legge che speriamo di vedere presto o, nel frattempo, dalle circolari ministeriali, e cioè le misure compensative e dispensative (quanto meno alcune di esse).Il primo passo è sicuramente parlare dei propri dubbi col pediatra del bambino. Non è raro che si incontrino già a questo punto i primi ostacoli e che il genitore venga scoraggiato e “accusato” di essere troppo apprensivo. In ogni casoil medico di base non può rifiutarsi di prescrivere una visita specialistica di controllo presso un Neuro Psichiatra Infantile (NPI).A questo punto ci sono diverse possibilità:
1. Si può prendere un appuntamento presso una Unità Materno Infantile della propria ASL.
2. Si può prendere un appuntamento presso il reparto di Neuropsichiatria Infantile in un ospedale, preferibilmente pediatrico.
3. Si può prendere un appuntamento presso un NPI privato
4. Si può fare un day-hospital che preveda anche l’esame audiometrico (perché a volte la “distrazione” di un bambino può essere dovuta a motivi fisici) e la visita logopedica.

Il NPI farà fare delle valutazioni logopediche e dei test “standard” per poter esprimere una diagnosi.

Una volta ottenuta la diagnosi:

  1. Se il bambino è già in età scolare, è molto importante portare copia della diagnosi a scuola, magari accompagnata da una lettera in cui il genitore stesso descrive le particolari difficoltà e i punti di forza del proprio figlio e farla protocollare. Questo passo è importantissimo se si vuole ottenere un minimo di ascolto da parte della scuola.
  2. Il bambino con diagnosi di DSA ha bisogno di terapia logopedica. Purtroppo le liste di attesa del Servizio Sanitario Nazionale (e anche quelle dei centri privati accreditati) sono molto lunghe, quindi il consiglio è di fare domanda ovunque possibile nel proprio territorio. Il bambino, probabilmente, verrà di nuovo visitato e la diagnosi confermata.
  3. Dopo un’attesa variabile a seconda del territorio, sarà chiamato ad intraprendere la terapia e sarà preso in carico dalla ASL o dal centro accreditato.
  4. Nel frattempo, se se ne ha la possibilità, è consigliabile iniziare il prima possibile una terapia logopedica anche privatamente."

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Aggiungo: state attenti perchè un qualunque certificato antecendente la fine della seconda primaria /inizio terza, non ha alcun valore di diagnosi DSA , quindi non può tutelare il nostro bambino (uso strumenti dispensativi, compensativi...); prestate molta attenzione a quello che vi rilasciano gli specialisti, leggete bene le diciture e nel dubbio chiedete chiarimenti sull'uso di quanto rilasciato, se necessario chiedete che venga rifatta una valutazione all'inzio della terza in modo da avere una diagnosi vera e propria in caso di reale DSA.

ASSOCIAZIONE EGO' DI TORINO

l'associazione EGO' , sita in Via Vittorio Amedeo II n° 21, a Torino nasce nel 2008 e coinvolge al suo interno professionalità diverse: dagli psicologi, agli psicoterapeuti; dagli insegnanti agli informatici...tutti esperti in tecnologie didattiche, psicologia scolastica e neuropsicologia dell'età evolutiva.

L'associazione organizza:
  • laboratori e percorsi multimediali di supporto all'apprendimento per bambini e ragazzi, dedicando un'attenzione privilegiata agli aspetti emotivi e relazionali.
  • laboratori per genitori coinvolgendoli in tutte le fasi della presa in carico attraverso percorsi individuali o di gruppo
  • corsi di formazione all'uso del multimediale per insegnanti ed educatori
  • incontri con gli scrittori che trattano tematiche relative ai DSA e non solo

L'associazione non è solo questo ma è molto, molto altro e per scoprire le altre proposte e attività rivolte ai bambini e a tutte le categorie professionali e non che si occupano della crescita dei nostri figli visitate il sito http://www.associazioneego.it/

Se invece volete maggiori chiarimenti o fissare un appuntamento potete telefonare ai seguenti numeri 0116994962 oppure 3492482127 o mandare una mail ad associazione.ego@gmail.com rivolgendovi alle Dott.se Gisella Riva e Alessandra Agosti (incontro informativo gratuito)

martedì 30 giugno 2009

SITOGRAFIA SUI DSA

Qui di seguito vi elenco i siti che , in qualche modo, si occupano di DSA

http://www.dislessia.it/

http://www.neuropsy.it/deficit/dislessia/index.html

http://www.iprase.tn.it/prodotti/materiali_di_lavoro/dislessia/index.asp

http://www.leonardoausili.com/archivio30.htm

http://www.anastasis.it/AMBIENTI/NodoCMS/CaricaPagina.asp?ID=175&gclid=CP2u-tLyz4cCFQkwXgodLypbFw

qui trovate materiale audio per DSA e la possibilità di registrazione vocale
http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello

http://www.ilnarratore.it/

http://www.audiolibri.it/

http://www.lanuovaitalia.it/~hynie/tombola/apriTombola.htm (giochi sulle tabelline)

http://www.ripmat.it/ qui ci sono dei giochi di matematica

http://www.univ.ts.it/~nirital/texel/coni/conihome.htm in questo sito si coniugano i verbi

http://vbscuola.it/

http://www.osnet.it/ qui c'è materiale specifico per la letto scrittura

http://www.ediomega.com/ qui si può acquistare matreriale specifico sui DSA

http://www.comune.empoli.fi.it/CentroRisAuXH/Software%20vari.htm#prerequisiti qui ci sono strumenti per la didattica multimediale

http://www.uiciechi.it/servizi/lp/introlp.asp audiolibri

http://www.libroparlato.org/

http://www.sapere.it/tca/minisite/scuola/mappe/mappe_hp.htm mappe concettuali

http://www.darioianes.it/ Dario Anes è un formatore erickson

http://www.ilnarratore.com/ audiolibri

http://www.arcisio.com/edu/it/giocaregioni.html softweare free di geografia

http://www.maurorossi.net/pagine/programmi/italy.htm è un programma di geografia per IV e V elementare

http://www.iprase.tn.it/prodotti/software_didattico/giochi/geografia/gioco.asp?id=734 geografia sulle regioni

http://www.ivana.it/softdid/download/geografia/atlante/italia/italia.html geografia italiana

http://www.grammaticanto.it/canzoni.htm

http://www.letteratour.it/calcolandia/calcola/f-calc.html è una calcolatrice

http://www.descrittiva.it/calip/0203/alfabetiere/index.htm alfabetiere per comporre parole

http://utenti.quipo.it/base5/ matematica ricreativa

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/index.html matematica per la scuola secondraia di primo grado

http://www.pianetino.it/rino_nella_storia/introduzione.htm storia per la primaria

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/grammaticale/farfalle.html analisi grammaticale

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/grammaticale/aquiverbi.html analisi grammaticale del verbo

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/grammaticale/cama.html la forma del verbo

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/grammaticale/apiverbose.html modi e tempi dei verbi

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/grammaticale/apiverbose.html modi del verbo

http://cicloacqua.altervista.org/altro/movie.html scienze

http://www.far.unito.it/geografia.asp laboratori virtuali di geografia

http://www.raffaellostudenti.it/ulisse/VU_01_partenza.html il viaggio di ulisse

http://www.raffaellostudenti.it/letteriamo/home.swf giochi con i fonemi

http://www.funnymathforkids.com/about_program.php?jzk=it operazioni matematiche

http://www.sapere.it/tca/minisite/scuola/junior/index.htm scrittura creativa

http://www.areato.org/noquadri/ausilidinamici/AusDnm_05_Ausili_Per_Categoria.Asp?IDCATEGORIA=3&CATEGORIA=Facilitazione+dell%7apprendimento&SOTTOCATEGORIA=Educazione+linguistica&FORMATO=G ausili softweare

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/egitto/egitto.html viaggio nell'antico egitto

http://gcompris.net/ attività varie

http://www.esa.int/esaKIDSit/SEMSFTMZCIE_OurUniverse_0.html scienze: l'universo e il sistema solare

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/viaseta/viaseta.html

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/navigazioni/navigazioni.html storia

http://www.centrononvedenti.it/cnv/pagina.asp?tipo=pagina&id=55. geografia

http://www.studiopk.it/il_libro_dei_palloncini.htm gioco per i bimbi di prima primaria

http://www.timmyascuola.net/index.php?option=com_content&task=section&id=4&Itemid=36 sito creato da un bimbo con autismo: si trova molto materiale utile

http://opensource.dschola.it/scuolainospedale/ è del Regina Margherita di torino

http://didattica.org/news.htm softweare per la scuola

http://www.e-tutor.it/ E.Tutor è un insieme strutturato di programmi didattici utilizzabile nella scuola primaria e, in parte, nella scuola media di primo gradoIl suo obiettivo principale è quello di fornire agli insegnanti una serie di strumenti per la verifica e il rinforzo degli apprendimenti permettendo di impostare percorsi di insegnamento individualizzati. Completamente gratis.

http://www.chioggia5circolo.it/AreaDidatttica/as05-06/sc_infanzia/scopro_imparo.htmIl sito di una scuola dell'infanzia che ha avviato un progetto per l'identificazione precoce delle difficoltà riconducibili ad un possibile DSA

http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/D2043602.html consigli pratici per il lavoro con i bimbi DSA forniti dalla DS dottr.sa Maria Merola

http://www.dislessia.indire.it/forum/SER/attachment.php?s=5bbf635c3ddb6ee2d335a22293c123f8&postid=1239 consigli in caso di DSA

http://www.istcomprensivoloreggia.it/risorse/materiali_corso_dislessia_07_08/DSA_strumenti.pps strumenti compensativi digitali

http://www.comprensivocairate.it/polo%20H/materiali/dia%20Caligaris.ppt difficoltà numeriche e il calcolo

http://inforscuola.com/download.asp?a=1,38668239116669E+20&c=a14n34&file=lami.pdf mappe


http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/index.html
sito interessante con materiale didattico per le quarte, le quinte e la secondaria di primo grado


IPRASE
http://www.iprase.tn.it/prodotti/software_didattico/giochi/index.asp


Il software di Katia programmi didattici per la scuola primaria


http://www.campustore.it/ distributore specializzato di softweare didattico


http://www.dislessia.anastasis.it/ guida agli ausili informatici


http://www.impararegiocando.it/ produttore di softweare per i DSA

ATTI DEI VARI CONVEGNI

Vi elenco , qui di seguito, i link attraverso cui accedere ad atti di vari convegni e corsi di aggiornamento che si sono tenuti in diverse città e scuole italiane.

potete aggiungerne altri di cui non sono a conoscenza

IL QUADERNINO DELLE REGOLE DI MATEMATICA


Dopo il quadernino delle regole d'italiano è stato pubblicato il quedernino delle regole di matematica. Entrambi sono ottimi strumenti per il lavoro con i bambini con disturbi specifici dell'apprendimento, non solo, i quedernini possono essere utlizzati con qualunque bambino e adottati per l'intera classe.


Il qudernino ha 160 pagine suddivise nei seguenti argomenti:


  • ARITMETICA

  • GEOMETRIA

  • PROBLEMI

  • SCHEDE ALLEGATE

Le pagine sono staccabili in quanto il quadernino è ad anelli. Il carattere di scrittura utilizzato è adatto agli alunni con DSA riducendo le difficoltà di lettura. gli argomenti sono facilmente consultabili grazie a delle linguette che richiamano il colore del contenuto trattato.


Il quadernino può essere ordinato scrivendo direttamente a Milli a questo indirizzo damilli@alice.it il costo è di 15 euro.


se volete vedere l'indice degli argomenti andate qui http://blog.edidablog.it/files/File/Dislessia/materiali/QUADERNINO%20MATEMATICA%20-%20indice.pdf



mercoledì 24 giugno 2009

LA DISGRAFIA




La disgrafia rientra nei DSA, può essere associata agli altri disturbi specifici come no.






CAUSE DELLA DISGRAFIA






La disgrafia può dipendere dalla dislessia come da una scarsa coordinazione oculo manuale; uno sviluppo incompleto della lateralizzazione e dal mancinismo.




COME LA SI RICONOSCE?




La disgrafia è facilmente riconoscibile, soprattutto quando si passa al corsivo. Il bambino è :






  • molto più lento rispetto al gruppo classe



  • fatica molto



  • la sua grafia è a volte incomprensibile



  • il tratto è irregolare



  • le lettere possono essere sovrapposte o eccessivamente distaccate



  • non riesce a mantenere in modo regolare lo spazio dei margini del foglio e della riga



  • scrive con grandezze irregolari: può partire con parole macroscopiche e arrivare a parole rimpicciolite, oppure all'interno di una stessa parola le lettere possono essere di dimensioni diverse



  • le lettere non sono inclinate nel modo giusto: o troppo o troppo poco...



  • l'impugnatura della penna è scorretta



  • la postura del corpo e delle mani non sono corrette



  • il bambino disgrafico può apparire goffo e scoordinato nei movimenti quindi è utile un'attenta osservazione della sua attività motoria. Può essere maldestro.



  • non è ordinato, quindi è naturale che non riesca a mantenere una certa organizzazione spaziale, soprattutto in matematica



CHI FA LA DIAGNOSI?


Lo psicomotricista o il logopedista sottopongono il bambino a una serie di test oggettivi per la valutazione del disturbo, i risultati vengono controllati da un NPI che, in caso di esito positivo, rilascerà la diagnosi.


Il NPI è anche il primo specialista a cui viene inviato il bambino con sospetto DSA che attraverso una prima analisi verifica la reale possibilità dell'esistenza del disturbo, in quel caso lo invia allo specialista (in genere logopedista) per la successiva indagine.



COME AIUTARE IL BAMBINO DISGRAFICO?


Prima di tutto è indispensabile che nella scuola dell'infanzia venga posta moltissima attenzione allo sviluppo della motricità fine con appositi esercizi legati alla manualità (impastare, manipolare il pongo.., infilare pasta e perline in un filo; ) bisogna dare tantissimo spazio al pregrafismo che non è l'insegnamento della lettura e della scrittura, come succede in alcune scuole!




Bisogna insegnare la postura corretta durante le attività grafiche e la giusta impugnatura della matita: gli errori di impugnatura vanno corretti il prima possibile, non più tardi della prima elementare. Per insegnare come si tiene in mano una matita esistono diversi esercizi:


http://www.peav.it/articolo_03.htm



  • l'indice e il pollice sono la bocca della paperetta che becca il grano (il grano è una pallina che dev'essere presa dalle due dita)



  • la paperetta (sempre l'indice e il pollice) prendono la matita e l'appoggiano sul medio lasciandola scorrere lentamente sull'incavo creatosi tra le dita

La scuola primaria deve porre moltissima attenzione alla postura e alla corretta prensione della matita/penna e correggere eventuali errori. Non bisogna assolutamente presentare il carattere ollografico corsivo da subito ma dare ampio spazio allo stampatello partendo dalle lettere che hanno tratti simili e semplici. Al corsivo si può passare in seconda elementare, viste le aspettative di molti genitori, però, è necessario che tale decisione metodologica venga spiegata a inizio anno e, ovviamente, deve riguardare l'intero gruppo classe. Se il bambino disgrafico continua a dimostrare fatica nello scrivere in corsivo si può concordare, con il bambino e la famiglia,l'uso dello script a cui potrà passare quando si sentirà sufficientemente pronto. L'uso dello script può evidenziare la presenza o meno di una disortografia, poiché le lettere sono staccate tra di loro l'eventuale omissione di parti può essere legata a una mancata automatizzazione della regola ortografica e non a una difficoltà grafica come , invece, può accadere nel corsivo.


Le righe migliori per un disgrafico sono quelle che delimitano esattamente lo spazio, quindi le classiche righe per la prima e la terza elementare. Di difficile uso sono quelle di 5° in quanto essendo tutte uguale non danno un riferimento preciso a livello di organizzazione spaziale. E' essenziale che i quaderni abbiano i margini e che il destro venga evidenziato dal sinistro con un colore diverso, questo per aiutare l'orientamento nella scrittura.


In matematica si possono usare i quadrettoni da 1 cm, utili anche per fare le cornicette. I bimbi disgrafici presentano tantissime difficoltà in questa pratica che va assolutamente allenata in previsione del disegno geometrico.


Di fronte a una disgrafia grave è necessario utilizzare il pc, personalmente sono dell'idea che il pc debba essere usato come strumento dispensativo laddove è necessario avere un elaborato chiaro e leggibile (ad esempio in una prova d'esame) altrimenti sono del parere che al bambino debbano essere dati degli strumenti "comuni" in quanto lo scrivere fa parte del nostro quotidiano e non sempre si ha a disposizione un computer. Certe pratiche non devono essere perse o abbandonate, semplicemente vanno trovate delle soluzioni congeniali alla propria peculiarità, che comportano un minore dispendio di energia e una minore ansia.


I bambini disgrafici si rendono conto di non riuscire a scrivere bene, sanno paragonarsi ai compagni e spesso l'insuccesso mina l'autostima. E' giusto pretendere un buon grado d'impegno, una particolare attenzione all'ordine ma bisogna tenere conto dei limiti e dello sforzo emotivo e pratico che certe richieste comportano. Una volta che il bambino conosce la propria difficoltà e sa quali sono le ragioni della brutta scrittura, non è necessario ribadirglielo costantemente in quanto potrebbe essere fonte di frustrazione. Ciò che deve fare un'insegnante è concordare con lui un percorso che lo aiuti a migliorare e a correggere ciò che non va, ad esempio la postura e l'attenzione.


Il bambino disgrafico difficilmente riesce ad essere ordinato quindi è inutile che abbia un quaderno perfetto, però lo si può aiutare con delle indicazioni. Ad esempio se deve incolonnare dei numeri si possono usare dei simboli che lo aiutino ad organizzare lo spazio. Bisogna guidarlo a una giusta pressione della penna sul foglio senza pretendere che questo autocontrollo avvenga dall'oggi al domani, è anche possibile che non avvenga mai!



In quanto alla valutazione bisogna valutare il contenuto e non la grafia: MAI abbassare il voto perché il bambino non ha una bella grafia!!!! Se si abbassa il voto perché "ha scritto male" si possono avere ripercussioni emotive, il bambino può demoralizzarsi perché sa di aver dato il massimo, sa di aver impiegato tutte le energie senza raggiungere il risultato atteso da genitori e insegnanti, pertanto c'è il rischio che rifiuti la disciplina o che, in casi davvero estremi, abbandoni la scuola. Lo scrivere bene è tutta una questione di abilità e non di volontà.




Il bimbo disgrafico non e' abile nella grafia nonostante la buona volontà e il massimo impegno!




La scuola quando evidenzia la presenza di una disgrafia deve parlarne alla famiglia al fine di concordare un percorso metodologico comune. Non bisogna sovraccaricare il bambino di esercizi di bella scrittura: sarebbero controproducenti.




I bambini disgrafici possono trovare giovamento da una riabilitazione psicomotoria che va ad agire anche sulla sfera emotiva spesso compromessa, bisogna però fare attenzione che lo specialista in questione sia formato in STRATEGIE ERGONOMICHE DELLA SCRITTURA, quindi non basta un semplice psicomotricista.

lunedì 22 giugno 2009

REGOLAMENTO DEFINITIVO PER LA VALUTAZIONE DEGLI STUDENTI DI OGNI ORDINE E GRADO

Il 28 maggio 09 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Regolamento per la valutazione degli alunni di ogni ordine e grado.

Scuola primaria

Nella scuola primaria gli alunni saranno valutati dall'insegnante unico di riferimento.La valutazione terrà conto del livello di conoscenza e del rendimento scolastico complessivo degli alunni nelle singole materie.La valutazione nelle singole materie sarà espressa in voti numerici così come avviene in tutti i Paesi Europei.Solo per l'insegnamento della religione cattolica resta la valutazione attraverso un giudizio sintetico formulato dal docente.I docenti di sostegno parteciperanno alla valutazione di tutti gli alunni.Nella scuola elementare gli alunni potranno essere non ammessi alla classe successiva solo in casi eccezionali e motivati.»

Voto in condotta nella scuola elementare
Il voto in condotta nella scuola elementare sarà espresso attraverso un giudizio del docente o dei docenti contitolari.


Scuola secondaria di I grado (scuola media)

Nella scuola secondaria di primo grado gli studenti saranno valutati nelle singole materie con voti numerici . Questo metodo di valutazione riguarderà anche l'insegnamento della musica .Anche alle medie l'insegnamento della religione cattolica continuerà ad essere valutato attraverso un giudizio sintetico del docente.Per essere ammessi all'anno successivo, comunque, sarà necessario avere almeno 6 in ogni materia.Per la ammissione all'esame di Stato di terza media gli alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso il voto in condotta.In sede d' esame finale agli alunni particolarmente meritevoli che conseguiranno il punteggio di 10 decimi potrà essere assegnata la lode dalla commissione che deciderà all'unanimità.»

Voto in condotta alle scuole medie

Il voto in condotta nella scuola secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico accompagnato da una nota di illustrazione e riportato anche in lettere in pagella.

Scuola secondaria di II grado (scuola superiore)

Alle scuole superiori la valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe.Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospenderà il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più materie, senza decidere immediatamente la non promozione, ma comunicando i risultati conseguiti nelle altre materie. A conclusione dei corsi di recupero per le carenze dimostrate il consiglio di classe, dopo aver accertato il recupero delle lacune formative entro la fine dello stesso anno scolastico, non oltre la data di inizio delle lezioni dell'anno successivo, formulerà il giudizio finale e l'ammissione alla classe successiva.Secondo quanto indicato dall'ordinanza ministeriale n.40 dell'8 aprile 2009, per l'anno scolastico 2008/09, per l'ammissione all'esame di Stato sarà necessaria la media del 6.

Il voto in condotta concorrerà alla formazione della media.A partire dall'anno scolastico 2009/10 saranno ammessi all'esame di Stato tutti gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta.

Accesso diretto all'esame di stato per gli "ottisti"

Saranno ammessi direttamente agli esami di Stato gli studenti che in quarta hanno conseguito 8 decimi in ciascuna materia e nel comportamento e che hanno riportato una votazione non inferiore al 7 in ciascuna disciplina, 8 per la condotta nelle classi seconda e terza.L'educazione fisica concorre come ogni altra disciplina alla determinazione della media dei voti.

Voto in condotta alle scuole secondarie di primo e secondo grado

Con il Regolamento approvato oggi dal Consiglio dei Ministri il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici.Il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, purché prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare. Inoltre, l'insufficienza in condotta dovrà essere motivata con un giudizio e verbalizzata in sede di scrutinio intermedio e finale.Una sanzione disciplinare, quindi, sarà come un cartellino giallo, dopo il quale se i comportamenti gravi persisteranno il collegio dei docenti darà il cartellino rosso e cioè il 5 in condotta.La valutazione del comportamento è partita già nel primo quadrimestre dell'anno scolastico in corso ed ha portato a galla circa 34 mila insufficienze. Gli studenti avranno tempo nella seconda parte dell'anno per recuperare.L'insufficienza nel voto di condotta (voto inferiore a 6) comporterà la non ammissione all'anno successivo o agli esami di Stato.

Valutazione degli alunni con disabilità

Per la valutazione degli alunni con disabilità si dovrà tener conto, oltre che del comportamento, anche delle discipline e delle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato. Inoltre si prevede, per gli alunni disabili, la predisposizione di esame di prove differenziate, corrispondenti agli insegnamenti impartiti e idonei a valutare il progresso dell'alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.

Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento-DSA

Per gli alunni in situazione di difficoltà specifica di apprendimento debitamente certificate per la prima volta viene dettata una disciplina organica, con la quale si prevede che, in sede di svolgimento delle attività didattiche, siano attivate adeguate misure dispensative e compensative e che la relativa valutazione sia effettuata tenendo conto delle particolari situazioni ed esigenze personali degli alunni.

Obbligo scolastico

Resta confermato l'obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età, sempre nel quadro del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione.

mercoledì 10 giugno 2009

COME MODIFICARE LA METODOLOGIA DIDATTICA ADATTANDOLA AI BIMBI DSA

Il primo passo che deve compiere un'insegnante di qualunque ordine di scuola che ha degli alunni DSA, è quello di modificare la propria didattica e la propria metodologia. Modificarla adattandola all'intero gruppo classe e non solo ed esclusivamente al gruppo di bimbi con difficoltà/disturbo.

Ma come si modifica la propria didattica?

Tra le varie strategie da adottare c'è il COOPERATOVE LEARNING

CHE COS'E' IL COOPERATIVE LEARNING?

Il CL è una specifica metodologia d'insegnamento dove i bambini apprendono lavorando in piccoli gruppi e collaborando tra di loro. Ogni bambino si sente artefice del successo del gruppo e d è spintoa collaborare con i compagni per il raggiungimento di obiettivi comuni. Ogni bambino, all'intreno del gruppo, ha un ruolo e ciò è fattibile quando ogni idnividuo ha sviluppato delle buone competenze sociali.
L'insegnante è una guida: organizz il lavoro all'interno dei gruppi, media laddove necessario, ha un ruolo di facilitatore e struttura l'ambiente in modo che faciliti l'apprendimento.

Il CL può essere applicato ad ogni disciplina.

I bimbi con DSA, lavorando in gruppo riescono a sopportare meglio le ansie psicologiche e a sviluppare una maggiore autostima, si snetono supportati, guidati e valorizzati

questo è il portale dell'apprendimento coopertaivo della provincia di Torino
http://www.apprendimentocooperativo.it/

BUONGIORNO SONO LA B

E' una fiaba scritta dalla mamma di un bimbo dislessico che in collaborazione con un' insegnante di scuola primaria, referente per i DSA, ha deciso di farne un cartone animato.
Le canzoni e i disegni sono stati pensati dal bimbo :O)

Il cartone animato può essere scaricato qui http://www.maestrantonella.it/DSA/C...no_sonolaB.html

Per avere il DVD da vedere con la TV basta masterizzare il file che si trova nella pagina ("copia immagine disco") su un DVD vergine.

Sarebbe bene che tutti lo vedessero e lo facessero vedere nelle scuole dei propri figli