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ALCUNE INFORMAZIONI SU DI ME

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Torino , Italy
Da 13 anni sono referente per la dislessia, da 3 Funzione Strumentale per l'inclusione del mio istituto. Insegno da 26 anni nella scuola primaria. Dal 2019 collaboro con l'associazione O.S.D a.p.s ( Organizzazione a Sostegno dei Disturbi dell'età evolutiva) come referente per il Piemonte e la Valle d'Aosta ( osdpiemonte@gmail.com ) Sono autrice della favola "Lucertolina e Mirtillina" del libro per bambini sui DSA "Abracadabra Lucertolina". Alcune mie favole sono state pubblicate in altri due libri per bambini editi dalla casa editrice Mammeonline; curo il forum D.S.A su un sito per mamme;ho relazionato ad incontri e convegni sui disturbi specifici dell'apprendimento. Ho presentato il libro sui D.S.A, di cui sono coautrice, al Salone del Libro di Torino. Ho conseguito la specializzazione polivalente presso l'Istituto G Toniolo di Torino, con il massimo dei voti.

mercoledì 1 luglio 2009

ASSOCIAZIONE EGO' DI TORINO

l'associazione EGO' , sita in Via Vittorio Amedeo II n° 21, a Torino nasce nel 2008 e coinvolge al suo interno professionalità diverse: dagli psicologi, agli psicoterapeuti; dagli insegnanti agli informatici...tutti esperti in tecnologie didattiche, psicologia scolastica e neuropsicologia dell'età evolutiva.

L'associazione organizza:
  • laboratori e percorsi multimediali di supporto all'apprendimento per bambini e ragazzi, dedicando un'attenzione privilegiata agli aspetti emotivi e relazionali.
  • laboratori per genitori coinvolgendoli in tutte le fasi della presa in carico attraverso percorsi individuali o di gruppo
  • corsi di formazione all'uso del multimediale per insegnanti ed educatori
  • incontri con gli scrittori che trattano tematiche relative ai DSA e non solo

L'associazione non è solo questo ma è molto, molto altro e per scoprire le altre proposte e attività rivolte ai bambini e a tutte le categorie professionali e non che si occupano della crescita dei nostri figli visitate il sito http://www.associazioneego.it/

Se invece volete maggiori chiarimenti o fissare un appuntamento potete telefonare ai seguenti numeri 0116994962 oppure 3492482127 o mandare una mail ad associazione.ego@gmail.com rivolgendovi alle Dott.se Gisella Riva e Alessandra Agosti (incontro informativo gratuito)

martedì 30 giugno 2009

SITOGRAFIA SUI DSA

Qui di seguito vi elenco i siti che , in qualche modo, si occupano di DSA

http://www.dislessia.it/

http://www.neuropsy.it/deficit/dislessia/index.html

http://www.iprase.tn.it/prodotti/materiali_di_lavoro/dislessia/index.asp

http://www.leonardoausili.com/archivio30.htm

http://www.anastasis.it/AMBIENTI/NodoCMS/CaricaPagina.asp?ID=175&gclid=CP2u-tLyz4cCFQkwXgodLypbFw

qui trovate materiale audio per DSA e la possibilità di registrazione vocale
http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello

http://www.ilnarratore.it/

http://www.audiolibri.it/

http://www.lanuovaitalia.it/~hynie/tombola/apriTombola.htm (giochi sulle tabelline)

http://www.ripmat.it/ qui ci sono dei giochi di matematica

http://www.univ.ts.it/~nirital/texel/coni/conihome.htm in questo sito si coniugano i verbi

http://vbscuola.it/

http://www.osnet.it/ qui c'è materiale specifico per la letto scrittura

http://www.ediomega.com/ qui si può acquistare matreriale specifico sui DSA

http://www.comune.empoli.fi.it/CentroRisAuXH/Software%20vari.htm#prerequisiti qui ci sono strumenti per la didattica multimediale

http://www.uiciechi.it/servizi/lp/introlp.asp audiolibri

http://www.libroparlato.org/

http://www.sapere.it/tca/minisite/scuola/mappe/mappe_hp.htm mappe concettuali

http://www.darioianes.it/ Dario Anes è un formatore erickson

http://www.ilnarratore.com/ audiolibri

http://www.arcisio.com/edu/it/giocaregioni.html softweare free di geografia

http://www.maurorossi.net/pagine/programmi/italy.htm è un programma di geografia per IV e V elementare

http://www.iprase.tn.it/prodotti/software_didattico/giochi/geografia/gioco.asp?id=734 geografia sulle regioni

http://www.ivana.it/softdid/download/geografia/atlante/italia/italia.html geografia italiana

http://www.grammaticanto.it/canzoni.htm

http://www.letteratour.it/calcolandia/calcola/f-calc.html è una calcolatrice

http://www.descrittiva.it/calip/0203/alfabetiere/index.htm alfabetiere per comporre parole

http://utenti.quipo.it/base5/ matematica ricreativa

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/index.html matematica per la scuola secondraia di primo grado

http://www.pianetino.it/rino_nella_storia/introduzione.htm storia per la primaria

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/grammaticale/farfalle.html analisi grammaticale

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/grammaticale/aquiverbi.html analisi grammaticale del verbo

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/grammaticale/cama.html la forma del verbo

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/grammaticale/apiverbose.html modi e tempi dei verbi

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/grammaticale/apiverbose.html modi del verbo

http://cicloacqua.altervista.org/altro/movie.html scienze

http://www.far.unito.it/geografia.asp laboratori virtuali di geografia

http://www.raffaellostudenti.it/ulisse/VU_01_partenza.html il viaggio di ulisse

http://www.raffaellostudenti.it/letteriamo/home.swf giochi con i fonemi

http://www.funnymathforkids.com/about_program.php?jzk=it operazioni matematiche

http://www.sapere.it/tca/minisite/scuola/junior/index.htm scrittura creativa

http://www.areato.org/noquadri/ausilidinamici/AusDnm_05_Ausili_Per_Categoria.Asp?IDCATEGORIA=3&CATEGORIA=Facilitazione+dell%7apprendimento&SOTTOCATEGORIA=Educazione+linguistica&FORMATO=G ausili softweare

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/egitto/egitto.html viaggio nell'antico egitto

http://gcompris.net/ attività varie

http://www.esa.int/esaKIDSit/SEMSFTMZCIE_OurUniverse_0.html scienze: l'universo e il sistema solare

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/viaseta/viaseta.html

http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/navigazioni/navigazioni.html storia

http://www.centrononvedenti.it/cnv/pagina.asp?tipo=pagina&id=55. geografia

http://www.studiopk.it/il_libro_dei_palloncini.htm gioco per i bimbi di prima primaria

http://www.timmyascuola.net/index.php?option=com_content&task=section&id=4&Itemid=36 sito creato da un bimbo con autismo: si trova molto materiale utile

http://opensource.dschola.it/scuolainospedale/ è del Regina Margherita di torino

http://didattica.org/news.htm softweare per la scuola

http://www.e-tutor.it/ E.Tutor è un insieme strutturato di programmi didattici utilizzabile nella scuola primaria e, in parte, nella scuola media di primo gradoIl suo obiettivo principale è quello di fornire agli insegnanti una serie di strumenti per la verifica e il rinforzo degli apprendimenti permettendo di impostare percorsi di insegnamento individualizzati. Completamente gratis.

http://www.chioggia5circolo.it/AreaDidatttica/as05-06/sc_infanzia/scopro_imparo.htmIl sito di una scuola dell'infanzia che ha avviato un progetto per l'identificazione precoce delle difficoltà riconducibili ad un possibile DSA

http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/D2043602.html consigli pratici per il lavoro con i bimbi DSA forniti dalla DS dottr.sa Maria Merola

http://www.dislessia.indire.it/forum/SER/attachment.php?s=5bbf635c3ddb6ee2d335a22293c123f8&postid=1239 consigli in caso di DSA

http://www.istcomprensivoloreggia.it/risorse/materiali_corso_dislessia_07_08/DSA_strumenti.pps strumenti compensativi digitali

http://www.comprensivocairate.it/polo%20H/materiali/dia%20Caligaris.ppt difficoltà numeriche e il calcolo

http://inforscuola.com/download.asp?a=1,38668239116669E+20&c=a14n34&file=lami.pdf mappe


http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/index.html
sito interessante con materiale didattico per le quarte, le quinte e la secondaria di primo grado


IPRASE
http://www.iprase.tn.it/prodotti/software_didattico/giochi/index.asp


Il software di Katia programmi didattici per la scuola primaria


http://www.campustore.it/ distributore specializzato di softweare didattico


http://www.dislessia.anastasis.it/ guida agli ausili informatici


http://www.impararegiocando.it/ produttore di softweare per i DSA

ATTI DEI VARI CONVEGNI

Vi elenco , qui di seguito, i link attraverso cui accedere ad atti di vari convegni e corsi di aggiornamento che si sono tenuti in diverse città e scuole italiane.

potete aggiungerne altri di cui non sono a conoscenza

IL QUADERNINO DELLE REGOLE DI MATEMATICA


Dopo il quadernino delle regole d'italiano è stato pubblicato il quedernino delle regole di matematica. Entrambi sono ottimi strumenti per il lavoro con i bambini con disturbi specifici dell'apprendimento, non solo, i quedernini possono essere utlizzati con qualunque bambino e adottati per l'intera classe.


Il qudernino ha 160 pagine suddivise nei seguenti argomenti:


  • ARITMETICA

  • GEOMETRIA

  • PROBLEMI

  • SCHEDE ALLEGATE

Le pagine sono staccabili in quanto il quadernino è ad anelli. Il carattere di scrittura utilizzato è adatto agli alunni con DSA riducendo le difficoltà di lettura. gli argomenti sono facilmente consultabili grazie a delle linguette che richiamano il colore del contenuto trattato.


Il quadernino può essere ordinato scrivendo direttamente a Milli a questo indirizzo damilli@alice.it il costo è di 15 euro.


se volete vedere l'indice degli argomenti andate qui http://blog.edidablog.it/files/File/Dislessia/materiali/QUADERNINO%20MATEMATICA%20-%20indice.pdf



mercoledì 24 giugno 2009

LA DISGRAFIA




La disgrafia rientra nei DSA, può essere associata agli altri disturbi specifici come no.






CAUSE DELLA DISGRAFIA






La disgrafia può dipendere dalla dislessia come da una scarsa coordinazione oculo manuale; uno sviluppo incompleto della lateralizzazione e dal mancinismo.




COME LA SI RICONOSCE?




La disgrafia è facilmente riconoscibile, soprattutto quando si passa al corsivo. Il bambino è :






  • molto più lento rispetto al gruppo classe



  • fatica molto



  • la sua grafia è a volte incomprensibile



  • il tratto è irregolare



  • le lettere possono essere sovrapposte o eccessivamente distaccate



  • non riesce a mantenere in modo regolare lo spazio dei margini del foglio e della riga



  • scrive con grandezze irregolari: può partire con parole macroscopiche e arrivare a parole rimpicciolite, oppure all'interno di una stessa parola le lettere possono essere di dimensioni diverse



  • le lettere non sono inclinate nel modo giusto: o troppo o troppo poco...



  • l'impugnatura della penna è scorretta



  • la postura del corpo e delle mani non sono corrette



  • il bambino disgrafico può apparire goffo e scoordinato nei movimenti quindi è utile un'attenta osservazione della sua attività motoria. Può essere maldestro.



  • non è ordinato, quindi è naturale che non riesca a mantenere una certa organizzazione spaziale, soprattutto in matematica



CHI FA LA DIAGNOSI?


Lo psicomotricista o il logopedista sottopongono il bambino a una serie di test oggettivi per la valutazione del disturbo, i risultati vengono controllati da un NPI che, in caso di esito positivo, rilascerà la diagnosi.


Il NPI è anche il primo specialista a cui viene inviato il bambino con sospetto DSA che attraverso una prima analisi verifica la reale possibilità dell'esistenza del disturbo, in quel caso lo invia allo specialista (in genere logopedista) per la successiva indagine.



COME AIUTARE IL BAMBINO DISGRAFICO?


Prima di tutto è indispensabile che nella scuola dell'infanzia venga posta moltissima attenzione allo sviluppo della motricità fine con appositi esercizi legati alla manualità (impastare, manipolare il pongo.., infilare pasta e perline in un filo; ) bisogna dare tantissimo spazio al pregrafismo che non è l'insegnamento della lettura e della scrittura, come succede in alcune scuole!




Bisogna insegnare la postura corretta durante le attività grafiche e la giusta impugnatura della matita: gli errori di impugnatura vanno corretti il prima possibile, non più tardi della prima elementare. Per insegnare come si tiene in mano una matita esistono diversi esercizi:


http://www.peav.it/articolo_03.htm



  • l'indice e il pollice sono la bocca della paperetta che becca il grano (il grano è una pallina che dev'essere presa dalle due dita)



  • la paperetta (sempre l'indice e il pollice) prendono la matita e l'appoggiano sul medio lasciandola scorrere lentamente sull'incavo creatosi tra le dita

La scuola primaria deve porre moltissima attenzione alla postura e alla corretta prensione della matita/penna e correggere eventuali errori. Non bisogna assolutamente presentare il carattere ollografico corsivo da subito ma dare ampio spazio allo stampatello partendo dalle lettere che hanno tratti simili e semplici. Al corsivo si può passare in seconda elementare, viste le aspettative di molti genitori, però, è necessario che tale decisione metodologica venga spiegata a inizio anno e, ovviamente, deve riguardare l'intero gruppo classe. Se il bambino disgrafico continua a dimostrare fatica nello scrivere in corsivo si può concordare, con il bambino e la famiglia,l'uso dello script a cui potrà passare quando si sentirà sufficientemente pronto. L'uso dello script può evidenziare la presenza o meno di una disortografia, poiché le lettere sono staccate tra di loro l'eventuale omissione di parti può essere legata a una mancata automatizzazione della regola ortografica e non a una difficoltà grafica come , invece, può accadere nel corsivo.


Le righe migliori per un disgrafico sono quelle che delimitano esattamente lo spazio, quindi le classiche righe per la prima e la terza elementare. Di difficile uso sono quelle di 5° in quanto essendo tutte uguale non danno un riferimento preciso a livello di organizzazione spaziale. E' essenziale che i quaderni abbiano i margini e che il destro venga evidenziato dal sinistro con un colore diverso, questo per aiutare l'orientamento nella scrittura.


In matematica si possono usare i quadrettoni da 1 cm, utili anche per fare le cornicette. I bimbi disgrafici presentano tantissime difficoltà in questa pratica che va assolutamente allenata in previsione del disegno geometrico.


Di fronte a una disgrafia grave è necessario utilizzare il pc, personalmente sono dell'idea che il pc debba essere usato come strumento dispensativo laddove è necessario avere un elaborato chiaro e leggibile (ad esempio in una prova d'esame) altrimenti sono del parere che al bambino debbano essere dati degli strumenti "comuni" in quanto lo scrivere fa parte del nostro quotidiano e non sempre si ha a disposizione un computer. Certe pratiche non devono essere perse o abbandonate, semplicemente vanno trovate delle soluzioni congeniali alla propria peculiarità, che comportano un minore dispendio di energia e una minore ansia.


I bambini disgrafici si rendono conto di non riuscire a scrivere bene, sanno paragonarsi ai compagni e spesso l'insuccesso mina l'autostima. E' giusto pretendere un buon grado d'impegno, una particolare attenzione all'ordine ma bisogna tenere conto dei limiti e dello sforzo emotivo e pratico che certe richieste comportano. Una volta che il bambino conosce la propria difficoltà e sa quali sono le ragioni della brutta scrittura, non è necessario ribadirglielo costantemente in quanto potrebbe essere fonte di frustrazione. Ciò che deve fare un'insegnante è concordare con lui un percorso che lo aiuti a migliorare e a correggere ciò che non va, ad esempio la postura e l'attenzione.


Il bambino disgrafico difficilmente riesce ad essere ordinato quindi è inutile che abbia un quaderno perfetto, però lo si può aiutare con delle indicazioni. Ad esempio se deve incolonnare dei numeri si possono usare dei simboli che lo aiutino ad organizzare lo spazio. Bisogna guidarlo a una giusta pressione della penna sul foglio senza pretendere che questo autocontrollo avvenga dall'oggi al domani, è anche possibile che non avvenga mai!



In quanto alla valutazione bisogna valutare il contenuto e non la grafia: MAI abbassare il voto perché il bambino non ha una bella grafia!!!! Se si abbassa il voto perché "ha scritto male" si possono avere ripercussioni emotive, il bambino può demoralizzarsi perché sa di aver dato il massimo, sa di aver impiegato tutte le energie senza raggiungere il risultato atteso da genitori e insegnanti, pertanto c'è il rischio che rifiuti la disciplina o che, in casi davvero estremi, abbandoni la scuola. Lo scrivere bene è tutta una questione di abilità e non di volontà.




Il bimbo disgrafico non e' abile nella grafia nonostante la buona volontà e il massimo impegno!




La scuola quando evidenzia la presenza di una disgrafia deve parlarne alla famiglia al fine di concordare un percorso metodologico comune. Non bisogna sovraccaricare il bambino di esercizi di bella scrittura: sarebbero controproducenti.




I bambini disgrafici possono trovare giovamento da una riabilitazione psicomotoria che va ad agire anche sulla sfera emotiva spesso compromessa, bisogna però fare attenzione che lo specialista in questione sia formato in STRATEGIE ERGONOMICHE DELLA SCRITTURA, quindi non basta un semplice psicomotricista.

lunedì 22 giugno 2009

REGOLAMENTO DEFINITIVO PER LA VALUTAZIONE DEGLI STUDENTI DI OGNI ORDINE E GRADO

Il 28 maggio 09 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Regolamento per la valutazione degli alunni di ogni ordine e grado.

Scuola primaria

Nella scuola primaria gli alunni saranno valutati dall'insegnante unico di riferimento.La valutazione terrà conto del livello di conoscenza e del rendimento scolastico complessivo degli alunni nelle singole materie.La valutazione nelle singole materie sarà espressa in voti numerici così come avviene in tutti i Paesi Europei.Solo per l'insegnamento della religione cattolica resta la valutazione attraverso un giudizio sintetico formulato dal docente.I docenti di sostegno parteciperanno alla valutazione di tutti gli alunni.Nella scuola elementare gli alunni potranno essere non ammessi alla classe successiva solo in casi eccezionali e motivati.»

Voto in condotta nella scuola elementare
Il voto in condotta nella scuola elementare sarà espresso attraverso un giudizio del docente o dei docenti contitolari.


Scuola secondaria di I grado (scuola media)

Nella scuola secondaria di primo grado gli studenti saranno valutati nelle singole materie con voti numerici . Questo metodo di valutazione riguarderà anche l'insegnamento della musica .Anche alle medie l'insegnamento della religione cattolica continuerà ad essere valutato attraverso un giudizio sintetico del docente.Per essere ammessi all'anno successivo, comunque, sarà necessario avere almeno 6 in ogni materia.Per la ammissione all'esame di Stato di terza media gli alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso il voto in condotta.In sede d' esame finale agli alunni particolarmente meritevoli che conseguiranno il punteggio di 10 decimi potrà essere assegnata la lode dalla commissione che deciderà all'unanimità.»

Voto in condotta alle scuole medie

Il voto in condotta nella scuola secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico accompagnato da una nota di illustrazione e riportato anche in lettere in pagella.

Scuola secondaria di II grado (scuola superiore)

Alle scuole superiori la valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe.Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospenderà il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più materie, senza decidere immediatamente la non promozione, ma comunicando i risultati conseguiti nelle altre materie. A conclusione dei corsi di recupero per le carenze dimostrate il consiglio di classe, dopo aver accertato il recupero delle lacune formative entro la fine dello stesso anno scolastico, non oltre la data di inizio delle lezioni dell'anno successivo, formulerà il giudizio finale e l'ammissione alla classe successiva.Secondo quanto indicato dall'ordinanza ministeriale n.40 dell'8 aprile 2009, per l'anno scolastico 2008/09, per l'ammissione all'esame di Stato sarà necessaria la media del 6.

Il voto in condotta concorrerà alla formazione della media.A partire dall'anno scolastico 2009/10 saranno ammessi all'esame di Stato tutti gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta.

Accesso diretto all'esame di stato per gli "ottisti"

Saranno ammessi direttamente agli esami di Stato gli studenti che in quarta hanno conseguito 8 decimi in ciascuna materia e nel comportamento e che hanno riportato una votazione non inferiore al 7 in ciascuna disciplina, 8 per la condotta nelle classi seconda e terza.L'educazione fisica concorre come ogni altra disciplina alla determinazione della media dei voti.

Voto in condotta alle scuole secondarie di primo e secondo grado

Con il Regolamento approvato oggi dal Consiglio dei Ministri il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici.Il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, purché prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare. Inoltre, l'insufficienza in condotta dovrà essere motivata con un giudizio e verbalizzata in sede di scrutinio intermedio e finale.Una sanzione disciplinare, quindi, sarà come un cartellino giallo, dopo il quale se i comportamenti gravi persisteranno il collegio dei docenti darà il cartellino rosso e cioè il 5 in condotta.La valutazione del comportamento è partita già nel primo quadrimestre dell'anno scolastico in corso ed ha portato a galla circa 34 mila insufficienze. Gli studenti avranno tempo nella seconda parte dell'anno per recuperare.L'insufficienza nel voto di condotta (voto inferiore a 6) comporterà la non ammissione all'anno successivo o agli esami di Stato.

Valutazione degli alunni con disabilità

Per la valutazione degli alunni con disabilità si dovrà tener conto, oltre che del comportamento, anche delle discipline e delle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato. Inoltre si prevede, per gli alunni disabili, la predisposizione di esame di prove differenziate, corrispondenti agli insegnamenti impartiti e idonei a valutare il progresso dell'alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.

Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento-DSA

Per gli alunni in situazione di difficoltà specifica di apprendimento debitamente certificate per la prima volta viene dettata una disciplina organica, con la quale si prevede che, in sede di svolgimento delle attività didattiche, siano attivate adeguate misure dispensative e compensative e che la relativa valutazione sia effettuata tenendo conto delle particolari situazioni ed esigenze personali degli alunni.

Obbligo scolastico

Resta confermato l'obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età, sempre nel quadro del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione.

mercoledì 10 giugno 2009

COME MODIFICARE LA METODOLOGIA DIDATTICA ADATTANDOLA AI BIMBI DSA

Il primo passo che deve compiere un'insegnante di qualunque ordine di scuola che ha degli alunni DSA, è quello di modificare la propria didattica e la propria metodologia. Modificarla adattandola all'intero gruppo classe e non solo ed esclusivamente al gruppo di bimbi con difficoltà/disturbo.

Ma come si modifica la propria didattica?

Tra le varie strategie da adottare c'è il COOPERATOVE LEARNING

CHE COS'E' IL COOPERATIVE LEARNING?

Il CL è una specifica metodologia d'insegnamento dove i bambini apprendono lavorando in piccoli gruppi e collaborando tra di loro. Ogni bambino si sente artefice del successo del gruppo e d è spintoa collaborare con i compagni per il raggiungimento di obiettivi comuni. Ogni bambino, all'intreno del gruppo, ha un ruolo e ciò è fattibile quando ogni idnividuo ha sviluppato delle buone competenze sociali.
L'insegnante è una guida: organizz il lavoro all'interno dei gruppi, media laddove necessario, ha un ruolo di facilitatore e struttura l'ambiente in modo che faciliti l'apprendimento.

Il CL può essere applicato ad ogni disciplina.

I bimbi con DSA, lavorando in gruppo riescono a sopportare meglio le ansie psicologiche e a sviluppare una maggiore autostima, si snetono supportati, guidati e valorizzati

questo è il portale dell'apprendimento coopertaivo della provincia di Torino
http://www.apprendimentocooperativo.it/

BUONGIORNO SONO LA B

E' una fiaba scritta dalla mamma di un bimbo dislessico che in collaborazione con un' insegnante di scuola primaria, referente per i DSA, ha deciso di farne un cartone animato.
Le canzoni e i disegni sono stati pensati dal bimbo :O)

Il cartone animato può essere scaricato qui http://www.maestrantonella.it/DSA/C...no_sonolaB.html

Per avere il DVD da vedere con la TV basta masterizzare il file che si trova nella pagina ("copia immagine disco") su un DVD vergine.

Sarebbe bene che tutti lo vedessero e lo facessero vedere nelle scuole dei propri figli

mercoledì 20 maggio 2009

UNA METAFORA PER I DSA

andando su questo sito http://www.hippocampo.net/index.php/myblog/Una-metafora-per-i-DSA.html potete trovare del buon materiale per poter spiegare ai bambini che cosa sono i DSA, cosa succede nel cervello di una persona con Disturbi Specifici dell'Apprendimento.

Il materiale è tratto da un articolo di una rivista americana tradotta dallo psicologo Pier Paolo Faresin . Lo studio americano parla dell'importanza delle metafore per spiegare in modo efficace ai bambini che cosa sono i DSA e come funziona il cervello di una persona con disturbo specifico

Dategli un'occhiata, ne vale la pena!

LA VALLE D'AOSTA HA APPROVATO LA SUA LEGGE SUI DSA


La regione autonoma della Valle d'Aosta ha approvato la sua legge a tutela dei bimbi con DSA. Il testo lo potete scraicare dal sito dell'AID.





La regione istituisce un comitato tecnico scientifico che penserà a promuovere la formazione del personale docente e sanitario...le scuole di ogni ordine e grado, all'interno del POF, potranno aderire a questa formazione e progettarne di proprie al fine di attuare percorsi individualizzati e l'applicazione di strategie efficaci.


Le istuzioni scolastiche devono garantire l'uso degli strumenti compensativi e dispensativi, il rispetto dei tempi e la progettazione di percorsi individualizzati. Si dovranno prevedere adeguate forme di verifica e valutazione al fine di non creare un divario eccessivo rispetto ai compagni.


Il consiglio di classe deve documentare tutto il percorso al fine di grantire una buona continuità tra ordini di scuola.


La regione erogherà dei contributi per l'attuazione di progetti specifici sui DSA.

Alle famiglie verranno concessi contribuiti per l'acquisto di strumenti informatici.

I famigliare di alunni con DSA potranno usufruire di una flessibilità oraria lavorativa al fine di poter seguire in modo adeguato i figli :O)))


Le disposizioni entreranno in vigore dall'anno 2009/2010.


LA LEGGE NAZIONALE E' STATA APPROVATA AL SENATO

(ASCA) - Roma, 19 mag - La Commissione Istruzione del Senato ha licenziato, il testo unificato della nuova legge che definisce le norme in materia di difficolta' specifiche di apprendimento riferibili alla dislessia. Lo rende noto la senatrice della Lega Nord Irene Aderenti la quale spiega come gia' durante il precedente governo erano state depositate diverse proposte di legge sul tema.''I due disegni di legge presentati dai commissari del Pd e dai commissari Pdl e Lega Nord - ha spiegato Aderenti - all'inizio dell'attuale legislatura, sono stati riunificati in un testo unico e condiviso da tutti. Da troppi anni i genitori degli alunni dislessici e gli stessi studenti aspettavano una legge che potesse non solo riconoscere e collocare il disturbo in un ambito adeguato, ma anche sancire alcune strategie che la scuola puo' e deve adottare per venire incontro alle esigenze degli alunni dislessici''. Il fenomeno della dislessia, della discalculia e della disgrazia, ha detto la senatrice della Lega ''e' stato configurato in difficolta' specifiche di apprendimento (DSA) e sappiamo che riguarda oltre il 5% della popolazione scolastica. Gli alunni dislessici imparano a leggere, a scrivere e a far di conto con una sforzo enorme in termini di concentrazione ed autocontrollo vivendo un disagio psicologico pesante e spesso mascherato da strategie che sono interpretate come scarso impegno, pigrizia e svogliatezza''.Gli alunni dislessici, avranno diritto ad una diagnosi specialistica ''che accerti quantita' e qualita' del disturbo in modo tale da essere accompagnati lungo il percorso scolastico da strategie didattiche compensative e dispensative che permettano di escludere l'attuazione di continui richiami ossessivi all'impegno perche' non esistono forme di 'impegno'' che possano modificare la realta' della dislessia''.

"Non sono state previste, purtroppo, risorse per sostenere la scuola nell'attuazione di questa iniziativa di legge e tuttavia la sua approvazione segna una svolta culturale nella scuola italiana e nella vita sociale del Paese. D'ora in poi i ragazzi che presentano queste difficoltà e loro famiglie potranno sentirsi accolti e sostenuti nel percorso scolastico senza dover affrontare ulteriori ostacoli». (dichiara la senatrice del Pd Albertina Soliani)

Come può essere efficace una legge senza risorse per attuarla? Sopratutto una legge simile che ha bisogno di moltissime risorse a partire dai PC per i bambini disgrafici e disortografici! Come si può prevedere di farli lavorare al computer se il laboratorio della scuola non è attrezzato e se per far scrivere un testo a un bimbo DSA devo spostare l'intera classe in aula informatica? Non sarebbe meglio prevedere almeno uno o due pc portatili per plesso? (senza voler cadere nell'utopia di un pc per aula!). Come si può applicare bene una legge se per avere l'audiolibro del sussidiario, tanto per fare un esempio, devo fare una trafila burocratica infinita e inoltrarla l'anno prima per quello dopo perchè altrimenti campa cavallo che il bimbo ha il suo bel testo da ascoltare?
Alle elementari, poi, dove ogni bimbo ha bisogno di mille attenzioni perchè tutti sono in crescita verso una personale autonomia, come si fa ad applicare bene la legge se l'insegnante è sola (unica) in classi di 27 o 28 con mille problematiche da affrontare? Non sarebbe forse bene prevedere, tra le risorse, personale in più (ERESIA, IN UN'EPOCA DOVE SI VOGLIONO ELIMINRAE PIU' DOCENTI POSSIBILI...) assegnato ai circoli che mette in atto laboratori di recupero per alunni con DSA, laboratori all'interno dei quali con calma si riprendono i concetti spiegati in classe? E come si può pensare che una legge venga applicata a dovere se la percentuale di insegnanti formate e informate sull'argomento sono pochissime? Non sarebbe meglio rendere obbligatoria la formazione sui DSA per tutti gli insegnanti di ordine e grado, esattamente come si pretende di rendere obbligatoria la formazione di tutti i docenti della primaria per l'insegnamento della lingua inglese, compresi quelli che l'inglese non lo hanno mai masticato nemmeno alle medie? NOn è forse più importante che i bimbi DSA abbiano insegnanti veramente preparati nel saper affrontare un disturbo che se trattato male può generare individui depressi ed emotoivamente deprivati? Credo che tutti concordino con me sul fatto che è meglio utilizzare i fondi previsti per la formazione di tutti gli insegnanti in lingua inglese, per specializzare tutti sui DSA.
E' vero che la legge è un primo passo, mi auguro che a questo ne seguano tanti altri o la legge servirà a poco!

sabato 16 maggio 2009



Ieri pomeriggio presso lo spazio Stock del Salone del Libro di Torino si è tenuto il convegno dal titolo "Abracadabra Lucertolina: la dislessia e altri disturbi specifici dell'apprendimento" Durante l'incontro è stato presentato il libro di fiabe per bambini con DSA e non solo, scritto da me, Dobatella Rosa e Maria Giuliana Saletta. All'incontro sono intervenute anche Rosanna Gangi presidente territoriale AID Torino e Piera Quaglia, anch'ella dell'AID di Torino.

Qui di seguito vi posto il mio intervento che era più tecnico.

Donatella e Giuliana hanno invece raccontato la loro esperienza di madri di bimbi con DSA: le paure, le ansie, le frustrazioni che le famiglie e i bambini devono affrontare . Le autrici hanno anche dato dei suggerimenti, sperimenti sulla loro pelle, su come affrontare e far affrontare i bambini questa loro particolarità.

Le rappresentanti AID hanno descritto la funzione dell'associazione

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Buona sera a tutti, mi chiamo cristiana zucca, insegno nella scuola primaria di argentera, una frazione della direzione didattica di rivarolo canavese in cui mi occupo di dislessia e disturbi dell'apprendimento da circa tre anni. L'interesse e il coseguente studio di questo modo caratteristico di apprendere da parte di alcuni bambini e' nato quando mi sono ritrovata ad affrontare una situazione piuttosto complessa: nella mia classe era stato inserito un bambino con disturbi di apprendimento piuttosto gravi, non accettati dalla famiglia che ha tentato di ostacolare in tutti i modi la collaborazione che proponevano sia la scuola sia l'asl. Da quell'esperienza, dallo studio susseguito negli anni e dal confronto con alcuni colleghi che si occupano di dsa, sono arrivata ad alcune considerazioni che vorrei condividere con voi e che sono intrinseche nella favola di mirtillina.
L'esperienza mi ha insegnato che l'infornazione è il perno su cui ruota tutto l'intervento per e sui bimbi DSA. Se manca l'informazione manca la collaborazione, pertanto questi bimbi rischiano di trovarsi sempre più soli. La collaborazione dev'essere a 360°: scuola, famiglia, e opeartori socio sanitari. Ognuno deve superare paure e pregiudizi e seguire solo ed esclusivamente la propria professionalità anche nella consapevolezza che a volte la verità può accompagnarsi a qualche rischio.
Questo vale per tutti:per i genitori i cui sospetti possono essere sottovalutati e la cui preparazione/ informazione rischia di essere interpretata come ingerenza, presunzione o saccenza verso la scuola o la sanità;
gli insegnanti che potrebbero incorrere in ostilità da parte di genitori che faticano ad accettare l'esistenza di un problema perchè ogni mamma si aspetta che il suo bambino sia perfetto e di fronte a qualunque tipo di difetto entra in crisi e si mette in discussione, pertanto si creano delle dinamiche personali piuttosto complessi che se gestite nel modo sbagliato possono dare origine a dei conflitti piuttosto seri tra tutti gli attori in gioco (scuola/famiglia/ asl)
gli operatori asl che rischiano anch'essi ostilità e scarsa collaborazione da parte delle famiglie e della scuola.
Sono rischi , che se si presentano, devono essere affrontati, perchè al centro del processo educativo di ciascuno di noi, c'è il bambino. Un bambino che si trova spesso disorientato e impaurito, si sente solo perchè si rende conto che qualcosa non va, si percepisce diverso rispetto ai compagni perchè ha perfettamente coscienza di sè e sa riconoscere i suoi limiti e ancor di più gli insuccessi.Il bambino non vorrebbe mai deludere le attese degli adulti, primi fra tutti i genitori e quando questo avviene si scatenano delle dinamiche comportamentali che incidono sulla sfera emotiva e prestazionale. Il problema è che un bambino difficilmente riesce a dare un nome a ciò che gli accade interiormente e difficilmente riesce a non colpevolizzarsi perchè lui vorrebbe che mamma, papà, le maestre e perchè no, anche il pediatra, fossero fieri di lui, però percepisce che non è così perchè i bambini sanno leggere anche oltre le parole dette e scritte. è nostro compito di adulti intervenire al fine di accompagnare il bambino nella presa di coscienza delle proprie potenzialità rendendole punto di forza su cui agire.
Il bambino DSA dev'essere guidato per lungo tempo non solo nel processo di apprendimento e autonomia ma anche in quello relativo alla crescita emotiva/ psicologica. Molti bimbi DSA rischiano di diventare adulti fortemente depressi, se non correttamente accompagnati nel loro processo di crescita. Noi non dobbiamo permetterlo perchè è anche nell'interesse della società avere persone che stanno bene sia nel
corpo che nelle emozioni.
Che cosa può fare la scuola? La scuola deve innanzitutto formarsi e informarsi.
La formazione dovrebbe essere obbligatoria per tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado perchè stando alle percentuali i bambini con DSA non sono un caso che forse può capitare in una classe piuttosto che in un'altra, ma sono sempre più una realtà frequente. Stando ai dati statistici in ogni classe potrebbe esserci almeno un bambino con disturbo o difficoltà di apprendimento, pertanto la formazione diventa una necessità di ogni ordine e grado perchè ogni insegnante dovrebbe poter individuare i segnali predittivi dei DSA. Segnali che possono comparire sin dalla scuola dell'infanzia ad esempio con un disturbo specifico del linguaggio, infatti l'80% dei DSL si sviluppano in DSA. Teniamo presente che sia i DSL
che i DSA hanno per lo più un'origine genetica pertanto un'anamnesi famigliare dovrebbe aiutare ad avere sospetti. CHiaramente alle insegnanti non spetta il compito di diagnosticare o meno la presenza di un DSL o di un DSA in quanto questi vanno valutati con appositi strumenti da personale sanitario qualificato quali logopedisti o NPI, ma la scuola può indirizzare le famiglie verso una prima valutazione che molte volte serve per tranquillizzare tutti quanti. Inoltre piùl'intervento è precoce prima è possibile abilitare il bamino dandigli quegli strumenti compensativi che gli possono permettere di apprendere le stesse cose dei compagni. Di fronte a un DSL l'abilitazione dovrebbe partire sin dalla scuola dell'infanzia. Nella scuola,primaria gli interventi dovrebbero proseguire per tutti e 5 gli anni al fine di fornire al bambino gli strumenti e le strategie indispensabili per un apprendimento sempre piu' autonomo. Solo uno specialista può progettare un percorso sinergico perchè solo lo specialista è in grado di valutare i progressi di un bimbo DSA in merito alla sua disabilità. La scuola deve anche conoscere quali strumenti può usare per migliorare e favorire il processo di apprendimento dei bimbi DSA. Gli insegnanti devono rendersi conto che va modificata la loro didattica e che non esiste una ricetta valida per tutti perchè ogni bimbo DSA è diverso dagli altri essattamente come lo sono i bimbi senza disturbo specifico.
L'insegnamento e la didattica devono essere elastici, flessibili, malleabili. E' necessario rispettare i tempi, gli schemi mentali, si va per tentativi ed errori perchè ciò che funziona per Pierino può non funzionare per Tizio. La scuola fornisce degli strumenti,degli schemi e delle strategie di studio, poi sarà il bambino a creare un proprio processo mentale, un proprio schema mentale. La scuola deve anche
conoscere le leggi, deve sapere quali sono i diritti degli alunni DSA,quale il diritto di avere piu' prove orali rispetto a quelle scritte, soprattutto
nella lingua straniera. Il diritto di avere tempi più lunghi per sostenere una verifica o una prova d'esame. Il diritto di usare il pc con correttore ortografico o con sintesi vocale. Il diritto di avere i
sussidiari parlati. Il diritto di avere una valutazione sul contenuto distinta da quella ortografica...il diritto di poter usare strumenti dispensativi quali la tavola pitagorica o dei mesi...Infine c'e' da tener presente che tutte le startegie adatte per i DSA sono adattabili a tutta la classe. Si può partire presentando a tutti l'uso della tavola pitagorica
per fare le x, ma poi gli altri se ne staccheranno man mano che acquisiranno l'automatismo delle tabelline e il fatto che Pierino continui ad usarla non
costiutuirà elemento di discriminazione.
La scienza medica del settore non fa solo un distinguo tra i vari DSA ma specifica che oltre ai DSA possono esserci dei DDA cioè delle difficoltà di apprendimento. A parer mio ciò che deve importare agli insegnanti è che i DSA non acquisiranno mai gli automatismi,quindi Pierino non imparerà mai le tabelline e avrà sempre bisogno della calcolatrice per contare o del correttore ortografico, questo anche quando sarà un medico di fama mondiale. I DDA acquisiscono gli automatismi quindi Tizio un bel giorno imparerà a usare le tabelline e a contare senza l'uso della calcolatrice e sapra' scrivere acqua finalmente col cq!
Agli insegnanti soprattutto della primaria, da un punto di vista metodologico, non deve importare a quale categoria appartiene il proprio bimbo perchè le strategie e le metodologie che si usano per i
DSA vanno bene anche per i DDA e i piu' bravi della classe.













martedì 3 febbraio 2009

Fiabe per aiutare a comprendere meglio i disturbi specifici dell'apprendimento - Casa Ed. Mammeonline




Ecco la presentazione di un libro di favole per bambini sui DSA, di cui sono coatrice:


AbracadabraLucertolina


autrici: Donatella Rosa, Maria Giuliana Saletta, Cristiana Zucca

Illustrazionidi Adele Zuccoli

ISBN: 9788889684214

Prezzo: 10 euro

Al libro per bambini è allegato un opuscolo per i grandi.


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Oggi si parla molto di dislessia e disturbi specifici dell'apprendimento, a volte viene anche la sensazione che se ne parli 'troppo', che sia il solito argomento di moda; secondo alcuni il numero di ragazzi con Dsa sta diventando talmente alto che si sta esagerando nel verso opposto. Noi invece siamo felici che se ne parli e crediamo che, al contrario,ci sia da recuperare molto tempo perduto.Ma soprattutto crediamo che sia anche arrivato il momento per cominciare a parlarne sempre più concretamente ed è questo che Abracadabra Lucertolinasi propone di fare, rìvolgendosi ai bimbi con disturbi specifici dell'apprendimento, anche quelli che ancora non ne sono consapevoli, ma anche a tutti i bambini che, pur non essendo dislessici o discalculici,né disgrafici o disortografici, sono solo meno bravi a far qualcosa e infine a tutti i bambini affinché capiscano che la loro amichetta del cuore non odia la matematica o perché il loro compagno di banco è più bravo nel dettato che nel copiato e che non sono tutti uguali e ognuno di loro è un po' speciale. Ma il libro è rivolto anche ai grandi, che sicuramente hanno bisogno di qualche strumento in più per poter comprendere e accompagnare i loro figli o alunni; quindi, oltre alle fiabe che possono aiutarli a capire come si sente un bimbo con Dsa, per genitori e insegnanti sarà utile anche l'opuscolo, per cominciare a saperne di più: cosa sono i disturbi dell'apprendimento, come affrontarli, cosa devono fare i genitori o gli insegnanti....

Noi non crediamo che si stia esagerando a fare valutazioni di Dsa,assolutamente. I bimbi e ragazzi che vivono male la scuola e, se non compresi e aiutati, si preparano ad affrontare male la vita, sono realmente tanti. Scrive Pennac:'...anche se possiamo guarire dalla somaraggine, le ferite che essa ci ha inflitto non rimarginano mai del tutto. Quell'infanzia non è stata divertente e ricordarla non lo è di più' Oggi siamo in grado di dare un nome alla 'somaraggine' e anzi intervenire prima che lasci le cicatrici, alle prime difficoltà, con l'obiettivo di limitare i danni ai disturbi in sè ed evitare le conseguenze a volte anche peggiori che si hanno quando i disturbi non sono compresi: sfiducia, perdita di autostima, senso di sconfitta.Tenendo presente che i disturbi dell'apprendimento non sono mai poco gravi perchè, paradossalmente, più sono lievi e più sono difficili da osservare e da identificare, lasciandosi così scambiare per scarsa volontà! E, ancor più paradossalmente, l'intelligenza viva e alcune doti particolari dei ragazzi con Dsa rendono ancora più difficile la loro vita nell'ambito scolastico, facendone a volte: 'gli intelligenti che non si applicano' , anche se poi sarà grazie a queste doti che saranno invece compensati dalla vita.Il libro per bambini, con bellissime illustrazioni a colori, è scritto con accorgimenti tipografici (font senza grazie, interlinea maggiore,giustificazione, non sillabazione) che ne rendono più semplice la lettura, a tutti i bambini. Questo libro potrà essere richiesto gratuitamente in versione digitale, così da poter essere ascoltato dotandosi del software opportuno. Infine, invitiamo quanti interessati al tema sul forum specifico su www.mammeonline.net,creato con l'intento che diventi un luogo di confronto e un rifugio per chi si troverà ad affrontare il problema per la prima volta, per chi ci litiga da anni e per chi non si sente capito o accettato da coloro che considerano la dislessia una malattia o peggio ancora una moda per avere agevolazioni in campo scolastico...


Per informazioni o per ricevere una copia saggio da recensire contattareDonatella Caione: Ufficio Stampa Casa Editrice Mammeonline, telefonando allo 0881/661641 oppure scrivendoci a https://mail.pubblica.istruzione.it/squirrelmail/src/compose.php?send_to=editrice%40mammeonline.com Per altre informazioni, su acquisto e distribuzione, si può consultare il sito http://www.editrice.mammeonline.net/.


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Profilo autori:


Due delle autrici, Cristiana Zucca e Maria Giuliana Saletta, sono insegnanti. Cristiana è anche referente per la dislessia del Circolo Didattico di Rivarolo e nel 1992 ha conseguito la specializzazione polivalente per insegnanti di sostegno. Giuliana insegna inglese.
Cristiana Zucca ha partecipato con su fiabe ad altri libri di Mammeonline: Ancora Una e Mamma raccontami come sono nato. Maria Giuliana Saletta è invece l'autrice del libro La mucca Guendalina.
Donatella Rosa invece ha preso coscienza dei disturbi specifici dell'apprendimento soprattutto in qualità di mamma.
Ma tutte loro sono mamme.

giovedì 11 settembre 2008

QUANDO UN DSA VIENE DIAGNOSTICATO NELLA SCUOLA SUPERIORE

Le indicazioni generali sui DSA sono valide per ogni ordine di scuola, ciò che può cambiare è il contenuto, le metodologie possono essere,a grandi linee le stesse, benché più articolate e strutturate in relazione agli argomenti e alle discipline trattate.

Prima di passare alla metodologia credo sia importante trattare un aspetto di cui si è discusso durante la formazione online dei referenti per la dislessia, ossia l'accoglienza di un ragazzo DSA in un ordine di scuola superiore.
Prima di tutto voglio precisare che quanto esprimerò di seguito è semplicemente una riflessione che prende spunto da un interrogativo e un confronto avvenuto all'interno della piattaforma di autoformazione per i referenti DSA tra docenti della scuola secondaria, pertanto quanto espresso può essere messo in discussione, valorizzato e potenziato condividendo altre esperienze avvenute direttamente "sul campo".

La riflessione ha avuto origine dall'interrogativo di un collega che si domandava quale fosse il modo migliore per integrare un alunno DSA che ha scoperto da poco il suo disturbo.


Può succedere che i casi di DSA vengano diagnosticati tardivamente, magari quando il ragazzo ha concluso parte del suo percorso scolastico e si trova a dover fare delle scelte per il futuro.
Come devono comportarsi i professori di fronte a un ragazzo che scopre per la prima volta il suo disturbo e dà un nome alle sue difficoltà scolastiche?
Certamente la prima cosa da fare è parlare, il dialogo è fondamentale, soprattutto in un'età in cui il ragazzo è in grado di comprendere in modo profondo quanto gli viene spiegato. Non esiste una ricetta con modelli di frasi più o meno adatti: ogni ragazzo è un soggetto a sé e solo gli insegnanti che lo hanno seguito durante il percorso scolastico possono conoscere il modo migliore per affrontare l'argomento, pertanto diventa fondamentale la continuità educativa con gli ordini di scuola precedenti.

La prima cosa da accertare è la presa di coscienza da parte del ragazzo delle sue difficoltà, se si rende conto di averne e quanto queste influenzano la sua sfera psicofisica. L'emotività è un elemento importante nel processo di apprendimento, una scarsa autostima nelle proprie capacità, una mancata consapevolezza delle caratteristiche del proprio disturbo possono sia condizionare drasticamente i successi scolastici sia creare una percezione sbagliata di se stesso al punto da portare dentro di sé il disagio per tutta la vita. In merito credo sia opportuno riportare un passo tratto da “Diario di scuola “ di Pennac: “ANCHE SE POSSIAMO GUARIRE DALLA SOMARAGGINE LE FERITE CHE ESSA CI HA INFLITTO NON RIMARGINANO MAI DEL TUTTO. QUELL'INFANZIA NON E' STATA DIVERTENTE E RICORDARLA NON LO E' DI PIU'..."


Anche la relazione con la famiglia è fondamentale al fine di comprendere il livello di consapevolezza, di frustrazione e di "dolore" del ragazzo oltre che della famiglia stessa.
I genitori, spesso, sono condizionati dai pregiudizi comuni in merito agli insuccessi del proprio figlio e il più delle volte ignorano cosa siano la dislessia e i DSA pertanto mettono in atto comportamenti lesivi dell'autostima del figlio. Molte volte quando scoprono l'esistenza del disturbo si creano profondi sensi di colpa sia per non aver compreso le vere ragioni delle difficoltà del figlio negli anni scolastici precedenti, sia per l'esistenza stessa del problema. La madre, come avviene in tutte le situazioni diverse dalla normalità, si sente responsabile e ricerca nella propria gravidanza, nel parto e nel proprio albero genealogico le radici del disturbo. Questi sensi di colpa accompagnati all'apprensione verso il percorso scolastico del figlio sono sentimenti che non abbandoneranno mai la madre per tutto il resto della vita e anche in questo caso possiamo ricordare l'ultima pubblicazione di Pennac dove, nelle prime pagine racconta l'ansia persistente della madre ormai vicina ai cento anni, di fronte al figlio, senza considerare importante il fatto che l'asino del passato è ormai un uomo arrivato, un uomo che ha saputo vincere le proprie difficoltà.

Altro aspetto importante da non sottovalutare è l'ambiente sociale in cui il ragazzo deve trascorrere gran parte del suo tempo: la classe. Sappiamo che chi non è abile è spesso oggetto di scherno da parte dei suoi pari pertanto si rende necessario un accurato lavoro di mediazione e programmazione da parte di tutto il corpo insegnante atto a comprendere le diversità individuali mettendo in evidenza pregi e difetti, potenziando i primi e considerando peculiarità personali i secondi, da cui è comunque possibile estrapolare elementi positivi per la crescita sia individuale sia del gruppo stesso. Al fine di attuare una buona valorizzazione delle proprie potenzialità sono state messe a punto diverse metodologie non solo pedagogiche ma anche didattiche, primo fra tutti il cooperative learning dove tutti gli elementi di un gruppo sono costretti a collaborare mettendo a disposizione dei compagni i propri punti di forza al fine di raggiungere un obiettivo comune. In merito vi segnalo alcuni link in cui è possibile approfondire il discorso prendendo spunto per il proprio lavoro.

http://www.edscuola.it/archivio/comprensivi/cooperative_learning.htm
http://www.apprendimentocooperativo.it/
http://www.abilidendi.it/materiale.htm
http://www.scintille.it/

martedì 1 luglio 2008

CONVEGNO DI TORINO DEL 15/03/08 (2° PARTE)






...OSKAR SCHINDLER: LA DISLESSIA COME FENOMENO SECONDARIO AD ALTRE PATOLOGIE.







Il Professore Oskar Schindler è direttore del reparto di AUDIOLOGIA-FONIATRIA delle Molinette di Torino, direttore della Struttura Complessa di Audiologia e Foniatria dell’ Università degli Studi di Torino, Audiologo, Foniatra padre della Logopedia e della Deglutologia italiana, ha relazionato nel convegno di Torino del 15 marzo 2008.

Dallo scorso anno le idee relative alla dislessia sono state formalizzate con una CONFERENZA DI CONSENSO pertanto si hanno sia linee che terminologie comuni su tutto il territorio.

Secondo Schindler la lettoscrittura è un'abilità che si serve di un supporto grafico e / plastico per la comunicazione e per lo scambio di informazioni e di messaggi tra due o più individui.Schindler ha evidenziato come esistano bambini con disturbi di lettoscrittura che però non sono dislessici, pertanto, hanno bisogno di interventi diversi .

Il professore ha poi fatto un escursus delle tappe evolutive del linguaggio che hanno interessato l'uomo sin dalla sua comparsa e che s ripetono in ogni cucciolo d'uomo.

Sono poi state messe in evidenza le abilità che consentono la lettoscrittura quali:
  1. le prestazionalità generali (cosa sa fare un individuo in relazione alla sua età cronologca)
  2. le sensopercezioni; le practomotricità;l'elaborazione nervosa centrale; i rapporti interindividuali : emotivo/affettivo e socioculturale, capitoli questi che sono alla base del profilo comunicativo individuale

Il professore ha evidenziato come il disturbo della lettoscrittura secondario ad altre compromissioni sia più frequente della dislessia, ha quindi evidenziato le cause in :

  1. turbe senso percettive (a invece di e ; doppie dove non ci vogliono o viceversa)
  2. turbe practomotorie (occhio ballerino, convergenza dell'occhio, disturbi della glutizione che portano a errori di pronuncia)
  3. manualità e motricità della mano
  4. turbe del processamento centrale (attenzione, concentrazione, memoria)
  5. disturbi della relazione

PROFESSOR CARLO MUZIO: NPI PSICOTERAPEUTA, DOCENTE DI NEUROLINGUISTICA PRESSO L'UNIVERSTA' DI PAVIA

Alla fine degli anni 80 la situzione della clinica infantile vedeva due soli campi in cui inserire un bambino con difficoltà:

  1. DEFICIT COGNITIVI
  2. DIFFICOLTA' EMOTIVO/RELAZIONALI

Solo fino a 10 anni fa non erano ancora definiti con precisione alcuni quadri clinici.

Le prime definizioni di DSL (disturbi specifici di linguaggio) risalgono agli inizi degli anni 80. In questo periodo nascono i modelli specifici dello sviluppo.

Dalla fine dgli anni 80 agli inizi degli anni 90 si ha una definizione di dislessia come disturbo specifico della lettura e nasce il modello dei DSA a carico della lettura, del calcolo e della comprensione del testo.

DISTURBI SPECIFICI DELLO SVILUPPO.

Oggi ne possiamo parlare grazie allo studio delle neuroscienze, pertanto possiamo affermare che :

  1. non dipendono dalla relaizone madre/figlio e dal rapporto affettivo
  2. compromettono alcuni aspetti specifici: linguaggio; attenzione, organizzazione motoria; memoria; percezione dello spazio; processi di apprendimento

Si possono classificare in:

  1. disturbi di adattamento (può avere origini biologiche)
  2. disturbi dell'affettività (ansia e umore...)
  3. disturbi della regolazione
  4. disturbi del sonno e dell'alimentazione
  5. disturbi mulisistemici dello sviluppo
  6. disturbi generalizzati dello sviluppo
  7. iperattività e deficit attentivi
  8. disturbi specifici della funzione motoria
  9. disprassia
  10. disturbi specifici del linguaggio
  11. disturbi della condottoe dell'emotività
  12. disturbi specifici dell'apprendimento

Gli studi hanno permesso di capire che per poter aiutare un soggetto con un DSA è necessario capire la sua difficoltà all'interno di un percorso specifico, pertanto è molto importante l'osservazione del comportamento al fine di trarne i punti di debolezza e di forza di quel soggetto. I punti di forza serviranno per sostenere il bambino in difficoltà.

L'intervento sul bambino, affinchè sia efficace, dev'essere d'equipe in quanto "il sistema bambino" è un sistema dinamicamente complesso.

Per poter osservare e agire sul bambino in difficoltà è necessario conoscere gli 8 sistemi implicati nel processo di apprendimento:

  1. sistema di controllo dell'attenzione
  2. sisetma menmonico
  3. sistema dell'organizzazione spaziale
  4. sistema del linguaggio
  5. sistema della motricità
  6. sistema del pensiero superiore
  7. sistema dell'ordinamento sequenziale
  8. sistema del pensiero sociale

Negli ultimi anni è stata evidenziata una forte correlazione tra i DSL e il disturbo della coordinazione motoria (disprassia) .

La disprassia è un disturbo che coinvolge la programmazione e la coordinazione motoria.
il disordine disprassico coinvolge:

  • ADHD
  • DSL
  • DSA
  • Disturbo generalizzato dello sviluppo

(...CONTINUA)

sabato 12 aprile 2008

OSSERVAZIONE DEI SEGNALI PREDITTIVI NELLA SCUOLA DELL'INFANZIA

Come referente per la dislessia del mio circolo avevo pensato di fornire alle insegnanti della scuola dell'infanzia del materiale che potesse guidarle ed aiutarle nell'osservazione dei loro bambini al fine di individuare eventuali "segnali predittivi" permettendo loro di valutare l'eventualità di informare la famiglia delle difficoltà rilevate nel bambino, suggerendo un eventuale consulto specialistico.

Il materiale viene utilizzato nell'assoluto rispetto della privacy del bambino e della sua famiglia in quanto le osservazioni non prevedono alcuna registrazione scritta.

Alle insegnanti viene semplicemente spiegato che :

"
La dislessia evolutiva è un disturbo congenito che si manifesta in età scolare ma può avere una evidente sintomatologia già durante la scuola dell'infanzia.
Da recenti studi i cui risultati sono stati riportati dal dottor Giacomo Stella è emerso che il 40% dei dislessici ha avuto disturbi del linguaggio in età prescolare.
Di dislessia non si guarisce in quanto è un disturbo e non una malattia, ma attraverso interventi mirati e, soprattutto, precoci da parte di personale qualificato (logopedisti e insegnanti) il bambino può essere adeguatamente rieducato limitando gli insuccessi scolastici.
Più l'intervento è precoce maggiore sarà la possibilità di recupero
In quest'ottica è necessario che già nella scuola dell'infanzia venga effettuata un'osservazione sistematica di comportamenti considerati a rischio che devono essere evidenziati, prima di tutto, alla famiglia consigliando una consulenza logopedica e spiegando che solo specifici test potranno evidenziare la reale presenza di un disturbo (DSL); in seguito le osservazioni verranno discusse con le insegnanti della scuola primaria che accoglieranno il bambino in modo che possano continuare a prestare attenzione a determinati comportamenti ed evoluzioni delle abilità.

L'osservazione dev'essere condotta a partire dai bambini frequentanti il secondo anno di scuola dell'infanzia. Per loro il questionario potrà essere completato al termine dell'anno scolastico (mese di maggio) in tal modo sarà possibile valutare, anche insieme alla referente per la dislessia del circolo, se suggerire alla famiglia di sentire il parere di uno specialista

Per gli alunni dell'ultimo anno sarebbe opportuno condurre l'osservazioni il rpima possibile in modo da suggerire il più precocememente possibile un consulto specialistico: In questo modo, qualora i test evidenziassero davvero la presenza di una difficoltà, il bambino potrà iniziare eventuali terapie abilitative giungendo alla scuola primaria non solo con una valutazione sistematica da parte del servizio di NPI ma, soprattutto, con un'intervento già avviato. In questo modo gli si potranno evitare molti insuccessi scolastici, permettendo alle insegnanti di scuola primaria di affrontare il problema con strumenti adeguati attraverso la collaborazione con la logopedista."


ESEMPIO DI MODELLO DA SEGUIRE PER CONDURRE L'OSSERVAZIONE

1) Il bambino presenta disturbi del linguaggio che si manifestano in:


- confusione di suoni (s/z r/l v/f m/n p/b d/t)
SI, quali...................................................……………………………………….......
NO……………………………………………………………………………………………….


- frasi incomplete
SI, esempio.................………………………………………......................................
NO

2) Il bambino presenta una inadeguata padronanza fonologica quali:

- omissioni di lettere nella parola?
SI, quali………… ....................... ......……………..............................................
NO

- omissioni e/o inversioni di sillabe nella parola?
a. Se sì, QUALI ....................... .................................…………………….................
b. NO

C) mancata memorizzazione in varie situazioni di nomi di oggetti conosciuti e sempre usati?
a. SI
b. NO

D)inadeguatezza nei giochi linguistici, nelle storielle inventate, nei giochi di parole, nel riconoscimento e nella costruzione di rime
a. SI, quali…………………………………………………………………………………………
b. NO

3) Il bambino presenta inadeguata padronanza grafico-spaziali, quali:

-difficoltà nella copia da modello
a. SI
b. NO

-disorganizzazione spaziale
a. SI
b. NO

4) Il bambino presenta difficoltà mnemoniche, quali:

- difficoltà nella memorizzazione a breve termine
a. SI
b. NO

-difficoltà ad imparare filastrocche
a. SI
b. NO

5) Il bambino presenta difficoltà attentive?

-Riesce a soffermare l’attenzione?
a. SI
b. NO

-E’ facilmente distraibile?
a. SI
b.NO

6) Il bambino presenta difficoltà prassiche?

A). Ha difficoltà nella manualità fine?
a. SI
b. NO

B) È impacciato nel vestirsi/svestirsi, allacciare le scarpe, riordinare?
a. SI
b. NO

C) Presenta problemi di lateralizzazione?
a. SI
b. NO

D) Ha difficoltà a ripetere sequenze ritmiche e a mantenere il tempo?
a. SI
b. NO


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Tutte queste indicazioni sono state tratte dai convegni di Forno, Leinì, Torino e dal corso di Chivasso.

ALCUNE SPIEGAZIONI:

gli studi hanno evidenziato come esista una stretta correlazione tra i DSL (Disturbi Specifici del Linguaggio) che si manifestano in età prescolare e i DSA che emergono in età scolare, pertanto qualuqnue disturbo del lingiaggio non dev'essere mai sminuito, il genitore, prima dell'insegnante stesso, deve prestare attenzione all'evoluzione linguistica del proprio bambino portandolo il più precocemente possibile a un controllo specialistico. A volte c'è la tendenza da parte dei pediatri, dei famigliari o degli insegnanti di "sminuire" alcune difficoltà tendendo ad attribuirle a una caratteristica di crescita specifica del bambino; di norma ci si sente dire "non si preoccupi è normale che sia così, è ancora troppo piccolo, aspetti..." (magari in bimbi di 3 o 4 anni) in realtà solo il NPI, dopo un'attenta osservazione può valutare se il ritardo o il disturbo di linguaggio sono realmente legati a un aspetto di crescita del bambino.
Solo il NPI può suggerire indagini e terapie specifiche, tra cui un esame audiometrico anche in presenza di bimbi che sembrano sentire bene

MA COME SI PRESENTANO I BAMBINI DSL?

I bimbi con un DSL non manifestano solo difficoltà nella pronuncia o nell'articolazione di certi suoni ma anche:

-confusione tra suoni simili

- incapacità nel discriminare i suoni iniziali, centrali e finali delle parole: anche se gli abbiamo ripetuto 1000 volte che MELA inizia con M , quando gli chiediamo con che lettera inizia MELA non sanno rispondere o rispondono una lettera diversa

- incapacità a segmentare la parola in sillabe e ricostruirla, cosa che invece sa fare un bimbo senza DSL

- difficoltà a strutturare ed organizzare una frase (capita quando il bambino vuole raccontarci cos'ha fatto dai nonni e inizia a prendere il discorso alla lontana, facendo giri strani tanto che scoltandolo ci chiediamo: "ma dove vuole arrivare"? )

- fatica ad usare termini nuovi perchè non riesce a imprimerli nella memoria e non riesce a ripescarli quando gli servono per un discorso. Ciò è legato al punto precedente: il bambino è prolisso nel suo racconto perchè fatica a tirare fuori dalla memoria a lungo tremine i termini corretti per strutturare in modo coerente la frase che ha in testa.

COSA DEVO FARE COME INSEGNANTE?

Come insegnante devo condurre osservazioni attraverso il gioco.

Oltre che al linguaggio devo prestare attenzione a:

- difficoltà motorie: sono goffi nel vestirsi e svestirsi, non sanno legarsi le scarpe

- difficoltà visuo/spaziali: i bimbi DSL hanno un uso confuso e disordinato dello spazio; non sanno riconoscere una parte visiva , non sanno pescare l'unità grafica nella memoria trasferendola nel foglio; non ricordano la struttura delle lettere o dei segni pertanto necessitano del supporto di materiale strutturato.

- l'attenzione è labile e non viene mantenuta nemmeno per breve tempo

- difficoltà nel ricordare e riprodurre filastrocche o semplici poesie (spesso le madri se ne rendono conto durante le recite della scuola materna)

COSA POSSO FARE DIDATTICAMENTE?

sono consigliati molti giochi linguistici per osservare la capacità metafonologica (capacità di manipolare la parola) prima e per allenarla poi:

- è arrivato un bastimento carico di...
-dimmi una parola lunga e una corta
-giochi con le carte figurate raffiguranti molto oggetti che il bambino deve pescare e nominare
- creare un ambiente stimolante che ricordi al bambino le parole

Dove possibile è preferibile costruire il materiale con il bambino

VI CONSIGLIO UNA LETTURA...

Circa un mesetto fa ho acquistato il libro "Dislessia lavoro fonologico tra scuola dell'infanzia e scuola primaria"
Berton, Lorenzi, Lugli, Valenti
Ed. LibriLiberi (12 euro)

E' un libro che riporta una serie di indicazioni pratiche partendo dalla scuola dell'infanzia affinchè il bambino con incompetenze fonologiche possa approcciarsi alla letto-scrittura senza troppe frustrazioni.
Il libro ribadisce come la precocità degli interventi sui bambini "a rischio" di DSA (quindi su quelli con un DSL) riduca notevolmente l'insorgenza delle difficoltà legate alle abilità della lettura e della scrittura.

INDICE:

SCUOLA DELL'INFANZIA:

Il lavoro fonologico nella scuola dell'infanzia
  • giochi sull'ascolto
  • giochi sul ritmo
  • giochi di rinforzo dei movimenti bucco-fonatori
  • giochi fonologici
  • giochi di parole

L'attività fonologica

  • le routines
  • l'appello
  • gli incarichi
  • il calendario
  • che tempo fa
  • il menù
  • disegno e scrittura spontanea
  • le rime
  • la biblioteca

SCUOLA PRIMARIA

  • Percorso fonologico per livelli di acquisizione della scrittura
  • Attività sul nome proprio
  • La scrittura

sabato 22 marzo 2008

CONVEGNO DI TORINO DEL 15/03/2008



Sabato 15 marzo 2008, presso il Politecinco di Torino si è tenuto un convegno dal titolo "Dislessia, come affrontarla" . Al convegno, promosso dal Lions di Torino, sono intervenuti esperti del calibro di Stella, Muzio, Shindler nonchè Claudia Cappa, membro dell'AID di Torino, Maria Re, Paola Guglielmino, Concetta Mascalli esperta di DSA per l'Ufficio Scolastico Regionale.




Il convegno, che ha avuto inzio alle ore 9 e si è concluso alle 13, ha visto la partecipazione di numerosi insegnanti e dirigenti di ogni ordine di scuola, genitori, personalità politiche e giornalisti.




Qui di seguito voglio riportarvi alcuni passi del conveno mentre gli estratti inerenti gli interventi degli specialisti saranno pubblicati sul sito del Lions: http://www.lions108ia1.eu/




GIACOMO STELLA


  • La dislessia colpisce il 5%dei bambini


  • L'università ha in progetto una collaboraizione con le diverse direzioni scolastiche al fine di somministrare delle prove atte a verificare quali bambini sono potenzialmente a rischio di DSA.


  • La dislessia è una disabilità specifica dell'apprendimento di natura neurobiologica


  • esistono un apprendimento implicito ed un apprendimento esplicito.Quello implicito riguarda le abilità strumentali; quello esplicito riguarda gli apprendimenti scolastici


  • l'apprendimento è l'incremento dell'efficienza di un atto. Perchè un apprendimento sia efficiente è necessario che ci sia : un elevato grado di precisione; un basso impegno attentivo; una certa velocità d'esecuzione; mantenimento di uno standard di risposta elevata.


  • DISABILITA' DI APPRENDIMENTO: l'incremento di efficienza atteso non si manifesta nonostante la ripetuta esposizione agli stimoli.


  • COMPORTAMENTO OSSERVABILI: l'esperienza non viene accumulata; l'allenamento non sortisce effetti; la prestazione non diviene standard ma si manifesta in modo incostante ed occasionale e richiede uno sforzo attentivo volontario.


  • i bimbi DSA sono quei bimbi che hanno bisogno di uno specialista che insegni loro delle cose. L'insegnante deve dedicarsi a loro.


COSA DICONO LE NEUROSCIENZE PER IL RECUPERO?



  • il sistema ortografico italiano è adatto ad una strategia di tipo assemblativo

  • il metodo che favorisce la scoperta della regolarità tra grafema e fonema è il metodo fonico-sillabico

  • le strategie assemblative consentono di leggere una parola sommando in sequenza delle sillabe LU + CER + TO + LA = LUCERTOLA

  • Il metodo globale non è adatto allo studio della nostra lingua, in particolre per alunni in difficoltà, in quanto impegna troppo la memoria visiva; i francesi lo hanno addirittura vietato per legge.

  • nella scrittura è necessario stabilire la stabilità del carattere: è dannoso presentare i 4 caratteri in prima elementare, soprattutto se contemporaneamente.

  • in prima elementare bisogna dare largo spazio alla scrittura in stampato maiuscolo e introdurre lo stampato minuscolo come strumento di lettura, il corsivo dev'essere introdotto per ultimo.

  • in prima elementare non introdurre contrasti ortografici, ossia suoni che si scrivono in modi diversi

  • non introdurre le doppie

  • non introdurre grafemi multisegnici: i bambini dislessici in prima non sono ancora pronti ad interiorizzare le suddette difficoltà.

PERCHE' LA DISLESSIA RISCONTRA SCETTICISMO?



  • Perchè è una disabilità invisibile in quanto non ha marcatori biologici visibili

  • la dislessia non ha identità sociale fuori dalla scuola, si manifesta solo in determinati contesti

  • esistono ancora molti pregiudizi tra gli insegnanti che stentano a riconoscere l'esistenza della dislessia, pertanto se il bambino non apprende secondo le attese, le motivazioni vengono ricercate o in un basso QI (ritardo mentale) o in una mancanza di motivazione o nei problemi famigliari

COSA DEVE FARE L'INSEGNANTE?



  • deve osservare i comportamenti evidenziando eventuali campanelli d'allarme

  • deve saper insegnare a chi non apprende facilmente

  • l'insegnante è in grado di garantire il cambiamento didattico ed la frequenza quotidiana nell'intervento individualizzato


(CONTINUA....)

ALCUNE STRATEGIE

I bambini DSA , come qualunque altra persona, hanno caratteristiche individuali: c'è chi, comunque, non ha difficoltà ad apprendere una lingua straniera, chi invece non ci riuscirà mai; chi possiede una buona memoria e chi no....E' proprio in base alle peculiarità del singolo che l'insegnante deve modificare ed adattare la sua didattica, come ripetono spesso Stella e molti suoi colleghi "non esiste una ricetta valida per tutti i bimbi dislessici"



Personalmente, partendo dalle indicazione didattiche di base fornite da chi studia i DSA da anni, sto provando strategie diverse con i miei alunni in difficoltà di apprendimento e in base alle loro risposte traggo delle conclusioni personali che però sono valide per quel singolo bambino e potrebbero non esserlo per un altro.



Oggi voglio parlarvi della memoria.



Molti bimbi DSA posseggono una memoria di tipo uditivo/visivo. Imparano velocemente tanto quanto è maggiore la possibilità, per loro, di creare delle immagini mentali e delle associazioni. Lo studio delle tabelline , proprio perchè si basa sulla memorizazione di concetti matematici astratti è spesso ostico pertanto bisogna escogitare delle strategie . Alcuni insegnanti hanno provato ad inserire le tabelline all'interno di filastrocche da far memorizzare in modo che il bambino ricordando la filastrocca sia in grado di ricordare la tabellina. Personalmente ho provato con i miei alunni ed è risultato che chi aveva buona memoria non ha avuto alcuna difficoltà ad interiorizzare poesia, sequenza e operazione ; chi invece presentava deficit nella memorizzazione la fialstrocca è risultata essere un ostacolo in più. A quel punto ho richiesto lo studio solo della sequenza finalizzato, però, non tanto all'uso delle tabelline quanto all'allenamento mnemonico.

Ciò che invece, ho trovato essere utile per uno dei miei alunni è stato l'uso della Tavola Pitagorica come strumento compensativo: l'utilizzo sistematico lo porterà, gradualmente, ad interiorizzare le operazioni.



Altro strumento utile è stato il libro di Bortolato (http://www.camillobortolato.it/) "Imparare le tabelline" Erickson, in cui viene svolto tutto un lavoro atto ad attivare la memoria, in particolare Bortolato usa immagini e parole gancio che suggeriscono la risposta attraverso un accostamento associativo sia da un punto di vista fonico che iconografico.





Un altro sistema escogitato da alcune mamme di bimbi discalculici e non, è quello di far inventare ai bambini stessi rime e filastrocche collegate alla tabellina o al concetto da memorizzare: più la rima è strampala più il bambino riesce a ricordare. Ovviamente questo tipo di operazione dev'essere fatta dal bambino e non preconfezionata dall'adulto, dev'essere il bambino a trovare la strategia più adatta alla sua forma mentis, alla sua struttura mnemonica. Lo stesso sistema è stato utilizzato durante lo studio delle discipline, molti hanno continuato ad adottarlo durante il percorso universitario.



Per quanto concerne lo studio delle poesie, semplici, con rime, ho notato che vengono maggiormente interiorizzate se il bambino ha la possibilità di "giocarci" mettendosi dalla parte dell'insegnante: la maestra (o la mamma) prova a ripetere la poesia a memoria mentre il bambino controlla che venga recitata in modo corretto. Ovviamente ciò richiede una certa abilità di lettura da parte del bambino (pertanto non è detto che questo sistema sia adatto nel caso di dislessici gravi).



Ciò che aiuta la memorizzazione è anche la lettura lenta e scandita da parte di terzi. In tal modo il bambino utilizza le sue energie solo per memorizzare: se invece deve leggere autonomamente, poichè l'abilità della lettura non è automatica, le energie saranno convogliate a decodificare il testo scritto perdendo di vista la comprensione e , di conseguenza, la sua memorizazzione. Poichè non sempre è possibile la presenza costante di un adulto durante lo studio, è possibile usare dei registratori: l'adulto può registrare la poesia da memorizzare e il bambino potrà ascoltarla ripetutamente senza impegnare eccessivamente la mamma o il papà.