VOTA QUESTO SITO

ALCUNE INFORMAZIONI SU DI ME

La mia foto
Italy
Da alcuni anni sono referente per la dislessia e insegno nella scuola primaria di Argentera Canavese. Autrice della favola "Lucertolina e Mirtillina" del libro per bambini sui DSA "Abracadabra Lucertolina". Alcune mie favole sono state pubblicate in altri due libri per bambini editi dalla casa editrice Mammeonline; curo il forum DSA su un sito per mamme;ho relazionato ad incontri e convegni sui disturbi specifici dell'apprendimento. Ho presentato il libro sui DSA, di cui sono coautrice, al Salone del Libro di Torino. Ho conseguito la specializzazione polivalente presso l'Istituto G Toniolo di Torino, con il massimo dei voti.

sabato 21 gennaio 2012

CONVEGNO LEGGE 170 . IVREA

Oggi si è tenuto il convegno sulla legge 170, presso le officine H d'Ivrea.
Sono intervenuti diversi specialisti del settore, tra cui il prof Ghidoni membro del comitato MIUR per la legge sui DSA
La dottoressa Martini della NPI dell'asl TO4 ha proiettato i dati relativi alle diagnosi DSA e all'invio di alunni ai servizi, di questi ultimi anni.. L'ASL TO4 è tra le poche che è in grado di garantire una certa omogeneità d'intervento in quanto al suo interno operano specialisti diversi dal NPI alle logopedisti.Uno degli aspetti positivi della legge sui DSA è che ha sensibilizzato la scuola verso questi disturbi e obbliga le asl a rilasciare le diagnosi.

QUAL E' IL PERCORSO DIAGNOSTICO PER I DSA?



Questo è l'iter che si segue quando si viene inviati all'asl per un'indagine più accurata circa le difficoltà scolastiche.


  1. Accoglienza da parte del NPI


  2. Valutazione neurologica


  3. valutazione cognitiva


  4. Approfondimento per sospetto DSA


  5. Formulazione della diagnosi secondo la Consensus Conference


  6. Restituzione diagnosi e proposta di trattamento


L'asl TO4 collabora anche con i professionisti privati in quanto la Circolare Regionale ha dato disposizioni in merito a quanto affermato dalla legge, ossia ha legiferato in merito alle diagnosi rilasciate dai centri accreditati. Poiché l'ASL non riesce a far fronte a tutte le richieste e spesso diventa importante la precocità d'intervento viene consigliato all'utenza, se può, di rivolgersi al privato e di portare la diagnosi per la convalida. La regione Piemonte, a tal fine, ha istituito una commissione denominata UMVD composta da più specialisti (NPI, psicologi, logopedisti) che hanno il compito di valutare le diagnosi dei privati accertando che siano state fatte secondo i criteri stabiliti dalla legge e che riportino il tipo di test utilizzato per la diagnosi e le deviazioni standard. Se il percorso è stato seguito correttamente la commissione convalida la diagnosi.
La diagnosi DSA viene rilasciata alla fine della 2 elementare mentre prima può essere emesso un certificato di DA, cioè di disturbo dell'apprendimento che è diverso dal disturbo specifico..
Le asl rilasciano anche la diagnosi di EES, ossia di bisogni educativi speciali che sono un contenitore di cui fanno parte anche i DSA. Il bambino con certificato di EES necessita di un percorso specifico con facilitazioni. Tale percorso dev'essere tarato sul tipo di difficoltà.
La dottoressa Martini ha poi specificato che il QI si considera nella norma da 70 in su. Tra i 70 e gli 84 si ha un'intelligenza al limite e il bambino è considerato borderline.



PROF GHIDONI



Il Professorn Ghidoni ha illustrato la L 170 ponendo l'attenzione sui punti di forza e debolezza della legge stessa.


Attualmente è stato emanato un solo decreto attuativo della legge che riguarda esclusivamente tutti gli ordini di scuola. Il secondo decreto sarà pubblicato a breve e darà indicazioni precise su :



  1. linee guida per lo screening




  2. interventi per l'individuazione dei segnali predittivi nella scuola dell'infanzia




  3. interventi per la scuola primaria




  4. accordo per indicazioni al problema della diagnosi e certificazione diagnostica. In particolare indicherà i tempi entro cui emettere la diagnosi e prendere in carico i bambini (non più di 4 mesi per emettere la diagnosi)




  5. criteri per l'individuazione dei centri accreditati




  6. elenco degli elementi che devono essere previsti nella certificazione diagnostica


La mancanza di questo secondo decreto sta creando delle criticità in molte regioni italiane in quanto vengono accettate solo le diagnosi rilasciate dalle asl, le vecchie diagnosi non hanno più valore e devono essere rifatte. Tutto ciò sta intasando il servizio sanitario ce fatica a far fronte alle richieste. Alcune regioni, tra cui il Piemonte, invece, sono intervenuti con leggi regionali proprie che hanno dato indicazioni sulle diagnosi, come previsto dalla legge. La regione Piemonte ritiene valide quelle rilasciate prima della legge e quelle dei centri privati purchè convalidate dalla commissione UMVD



La legge dà una definizione di DSA



I DSA riguardano il 3% della popolazione scolastica, questo li rende un'mergenza epidemiologica di massa.
.
I DSA sono delle entità di carattere sanitario in quanto sono alterazioni della funzione di determinate aree cerebrali che servono per le funzioni di lettura e scrittura.


I DSA sono una neurodiversità che costituisce una ricchezza della specie umana. I DSA, però possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana.


Esiste un'ambiguità dello status dei DSA perchè da un lato interessano la sanità da un punto di vista diagnostico mentre dall'altro l'intervento coinvolge la scuola perchè è di tipo pedagogico-didattico.


La scuola, quindi, fa la parte da leone e ha un ruolo fondamentale.



CHE COSA FA LA SCUOLA QUANDO SI RENDE CONTO CHE C'E' UN PROBLEMA?



Dopo aver progettato e attivati adeguati percorsi di recupero e aver verificato che non ci sono stati miglioramenti significativi, la scuola convoca la famiglia consigliando di rivolgersi a uno specialista per approfondire l'origine del problema. Le modalità di comunicazione sino lasciate all'autonomia scolastica. Ci sono scuole che hanno preparato un documento apposito col quale le famiglie vengono informate della necessità di rivolgersi a uno specialista. Altre scuole decidono di informare solo verbalmente.Naturalmente una comunicazione scritta può essere messa agli atti della scuola ed essere la dimostrazione che la scuola si è mossa di fronte al problema. Quali sono le parole migliori per dirlo? Bisogna essere sinceri e trasparenti spiegando che nonostante le attività mirate di recupero non ci sono stati miglioramenti.La famiglia può decidere di non proseguire, allora la scuola deve accettare queste decisioni, non può imporre un percorso diagnostico, però deve informare che qualora le difficoltà dovessero persistere il bambino non potrà essere tutelato in sede d'esame e di INVALSI, in quanto se non c'è una diagnosi non si può applicare la legge


.
FLESSIBILITA' DIDATTICA


la flessibilità didattica significa supportare i bambini in difficoltà con gli strumenti. Se il bambino può utilizzare gli strumenti adeguati riesce ad apprendere.


Gli obiettivi devono restare gli stessi del gruppo classe, ciò che cambiano sono la metodologia e gli strumenti.


L'esonero alla lingua straniera deve'essere richiesta solo in casi gravissimi in quanto se c'è l'esonero non può essere rilasciato un diploma. Il ragazzo, però, può essere dispensato dalla lingua scritta e compensare con le interrogazioni orali, attraverso le quali può dimostrare comunque il raggiungimento degli obiettivi e l'acquisizione delle competenze.


CHE COSA E' ACCADUTO DOPO LA LEGGE?



  1. Emanazione del decreto attuativo 5969

  2. linee guida

  3. schede di lavoro (non ancora pubblicate)

  4. 2° decreto attuativo sulla salute (non ancora emanato)



LA LIBERTA' D'INSEGNAMENTO



La libertà d'insegnamento dev'essere rispettata ma il docente stesso deve basare tale libertà anche sulle conoscenze scientifiche . Fino a diversi anni fa andava di moda il metodo globale per l'apprendimento della lettura e della scrittura ma poi è stata dimostrata la sua inefficacia in quanto non era un vero metodo di lettura e creava diverse difficoltà nei bambini con un DSA latente. In Francia questo metodo è stato bandito per legge. Studi recenti hanno dimostrato che il metodo migliore è quello fonico sillabico.



Dopo l'intervento deL Prof Ghidoni è stato dato spazio al dibattito ed io sono intervenuta con una domanda che attendevo di fare da tempo a qualche esperto di DSA



“Ci sono dei riabilitatori della scrittura che ritengono il corsivo il carattere di scrittura migliore che va insegnato sin dai primi giorni della scuola primaria. Le motivazioni addotte da tali esperti è che il corsivo è più spontaneo per il bambino in quanto legato allo sviluppo di una determianta zona cerebrale chiamata il Pallido e perchè tale tratto è molto simile allo scarabocchio che è il primo gesto grafico compiuto dal bambino. Il problema è che le loro affermazioni sono in netto contrasto con quanto affermato da sempre dagli specialisti DSA e ciò crea molto confusione in noi insegnanti che non sappiamo come comportarci, quale carattere insegnare per prima. Quindi le chiedo le motivazioni per cui voi ritenete piu' utile e migliore lo stampatello a differenza del corsivo e cosa ci consiglia di fare, dato che le diagnosi dsa vengono rilasciate a fine seconda ma noi dobbiamo insegnare a scrivere in 1. Inoltre noi non sappiamo chi, in classe 1, è potenzialmente un dsa




Risposta: lo stampatello è ritenuto il carattere migliore per imparare a scrivere in quanto i caratteri sono staccati e le lettere ben distinte le une dalle altre pertanto viene facilitato il riconoscimento fonologico. Utilizzando da subito lo stampatello vengono ridotti i casi di disortografia grazie a questa maggiore capacità di discriminazione. Nel corsivo non è possibile perchè le lettere sono concatenate tra loro ed è difficile distinguerle, soprattutto se un bambino è disgrafico.



Il consigio è quello di presentare un carattere per volta partendo dallo stampatello.

Nessun commento:

Posta un commento