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ALCUNE INFORMAZIONI SU DI ME

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Torino , Italy
Da 13 anni sono referente per la dislessia, da 3 Funzione Strumentale per l'inclusione del mio istituto. Insegno da 26 anni nella scuola primaria. Dal 2019 collaboro con l'associazione O.S.D a.p.s ( Organizzazione a Sostegno dei Disturbi dell'età evolutiva) come referente per il Piemonte e la Valle d'Aosta ( osdpiemonte@gmail.com ) Sono autrice della favola "Lucertolina e Mirtillina" del libro per bambini sui DSA "Abracadabra Lucertolina". Alcune mie favole sono state pubblicate in altri due libri per bambini editi dalla casa editrice Mammeonline; curo il forum D.S.A su un sito per mamme;ho relazionato ad incontri e convegni sui disturbi specifici dell'apprendimento. Ho presentato il libro sui D.S.A, di cui sono coautrice, al Salone del Libro di Torino. Ho conseguito la specializzazione polivalente presso l'Istituto G Toniolo di Torino, con il massimo dei voti.

venerdì 11 giugno 2010

LIBRI DIGITALI

E' giunto il momento di richiedere i libri digitali per il prossimo anno scolastico.

Il sito è www.libroaid.it

tel 0516311685

mail libroaid@dislessia.it

mercoledì 9 giugno 2010

LEGGE SULLA DISLESSIA APPROVATA ALLA CAMERA

Il 9 giugno 2010 è stata approvata alla Camera la legge sui DSA che prevede una maggiore garanzia del diritto allo studio anche per le persone con DSA e stanzia 2 milioni di euro per la formazione del personale docente.

Il prossimo passo per l'approvazione definitiva è quello del Senato.

Ricordo che i DSA interessano il 5% delle popolazione scolastica pertanto la formazione e l'informazione del personale docente e dei genitori è fondamentale per superare, in primis, i tanti pregiudizi persistenti e per evitare di sentire ancora frasi del tipo : "non è che questi qua col DSA pensino di restare promossi solo perchè hanno una diagnosi di Disturbo specifico ....!!!" :O/

Ritengo anche che uno dei benefici della legge sia quello dello screening precoce in tutte le scuole senza più remore da parte di alcuni dirigenti che finora hanno rimandato lo screening per il timore di violare la privacy e di sollevare malumori tra le famiglie!

domenica 23 maggio 2010

QUESTO L'ARTICOLO PUBBLICATO SUL RISVEGLIO POPOLARE


Questo è l'articlo apparso su Il Risveglio Popolare del 21 maggio 2010 e firmato da Sara Martinetti.
Partendo da sinistra, seduti al tavolo: la presidente AID VdA Lumetta ; l'Ispettore Piero Floris; io; la logopedista Rosotti; la mamma / professoressa Piccolo

giovedì 13 maggio 2010

TAVOLA ROTONDA A PONT SAINT MARTIN



Mercoledì 12 maggio 2010, all'interno della 13° Festa del libro di Pont Saint Martin si è tenuta una tavola rotonda dal titolo " Imparare, Insegnare, si può fare". Sono intervenuti il Prof Floris, ispettore all'istruzione della Valle d'Aosta che ha presentato il suo libro dal titolo "Insegnanti allo specchio: come crescere professionalmente riflettendo sul proprio agire concreto".
La dottoressa, logopedista, Rosotti; la professoressa/mamma M Caterina Piccolo e l'insegnante, referente per i DSA della direzione didattica di Rivarolo Zucca Cristiana.
La tavola rotonda è stata coordinata dalla presidente AID dott.ssa M Grazia Lumetta.

Vi posto, qui di seguito, gli argomenti del mio intervento, vi parlerò anche delle bellissime cose dette dalla dott.ssa Rosotti, persona davvero competente nel suo campo e le emozioni manifestate da una mamma di bimbo DSA, la prof Piccolo, che sono le emozioni di tutte noi mamme .
Per quanto riguarda l'intervento del Prof. Floris preferisco aprire una discussione a parte, soprattutto dopo che avrò letto il suo libro al fine di poter affrontare in modo adeguato l'argomento.

La dottoressa Lumetta mi ha posto le seguenti domande:

  1. QUELLA DEL REFERENTE PER LA DISLESSIA E' UNA FIGURA DI RECENTE ISTITUZIONE, CI PUÒ SPIEGARE QUAL E' IL SUO RUOLO FUORI E DENTRO LA SCUOLA?

La figura del referente per la dislessia risale al 2004, quando il progetto ha preso il via da una regione pilota, l'Emilia Romagna. Questa regione ha messo a punto una prima formazione individuando all'interno delle istituzioni scolastiche, di ogni ordine e grado, degli insegnanti in grado di sostenere e portare avanti il ruolo di questa nuova figura professionale.

Nel 2005 altre 5 regioni hanno seguito l'esempio dell'Emilia Romagna:il Veneto, la Lombardia,

la Basilicata , la Puglia e la Sicilia.

Infine, nel 2006 il progetto è stato esteso a tutte le restanti regioni italiane.

La formazione consisteva in due incontri in presenza, iniziali che , in seguito , avrebbero dato l'accesso alla formazione online, ossia alla piattaforma INDIRE, luogo di scambio e confronto tra referente dell'intero territorio nazionale. Purtroppo non tutti i dirigenti hanno individuato in tempo utile i referenti, pertanto si sono verificati casi in cui il referente è stato nominato, all'interno della propria istituzione scolastica, solo a formazione iniziata, se non addirittura conclusa. In questo caso è stata data la possibilità di formarsi attraverso la partecipazione a corsi, convegni, tavole rotonde sull'argomento dislessia, per un totale di 12 ore. Al termine dl percorso l'AID di Bologna ha sottoposto ai potenziali referenti un questionario di valutazione al fine di verificare le loro competenze e poter confermare il ruolo ad essi assegnato, inserendoli in una lista nazionale dei referenti per i DSA.

Il referente ha dei compiti ben precisi, definiti dalle stesse note ministeriali:

prima di tutto è un punto di riferimento strategico per le richieste di counseling da parte dei colleghi.

All'inizio le richieste di counseling erano piuttosto scarse in quanto la maggior parte degli insegnanti non aveva ancora preso consapevolezza della nuova realtà, ossia del fatto che il 5% degli alunni che vanno male a scuola hanno, in realtà, un disturbo specifico dell'apprendimento, cioè un modo paricolare di accedere ai processi cognitivi che stanno alla base dell'apprendimento. Gradualmente la consapevolezza si è fatta più forte ed è iniziata una vera collaborazione tra gli insegnanti e il referente.

Insieme si valuta la reale necessità di invio di un bambino ai servizi sanitari, si concordano i sistemi di comunicazione più adatti per informare la famiglia dell'esistenza di un problema che non dev'essere sottovalutato o trascurato ma affrontato nella giusta misura. Col referente si cercano le strategie migliori affinché la famiglia venga sostenuta, rassicurata, accompagnata in questo cammino.

  • il referente ha anche il compito di promuovere la formazione e all'aggiornamento. In realtà questo si compito si va a scontrare con la realtà economica del momento dove le risorse sono sempre meno e le scuole si trovano spesso costrette a fare delle scelte di formazione. Pertanto si vengono a creare situazione in cui ci sono direzioni didattiche che investono sulla formazione dei docenti su come affrontare metodologicamente e didatticamente la dislessia e i DSA ad essa correlati, e scuole che danno la priorità ad altro. Molto spesso, di fronte alla mancanza di fondi, il referente si improvvisa un po' formatore dei colleghi mettendo a loro disposizione il proprio sapere, i propri materiali in questo campo. Nel contempo ha il dovere di informarsi su formazioni, convegni, tavole rotonde esterne alla propria realtà. Nel nostro territorio c'è il Rotary club che puntualmente organizza degli incontri sul tema della dislessia.

  • altro compito del referente è quello di tenere i contatti con gli operatori sanitari del bambino, di solito logopediste e psicologhe dell'asl e con la famiglia.

La famiglia ha davvero bisogno di essere sostenuta, ascoltata e capita. La famiglia ha bisogno di capire che la scuola frequentata da suo figlio è una scuola sensibile al problema, preparata e in grado di mettersi in gioco e in discussione. Una scuola rigida e ferma sulle proprie idee, presuntuosa del proprio sapere, è una scuola dannosa per la crescita di un bambino DSA. La presenza di un referente dà sicurezza perché laddove c'è un referente ci sono un dirigente e una scuola sensibili al problema della dislessia.

La collaborazione con gli specialisti che hanno in carico il bambino è fondamentale per mettere a punto una strategia adeguata d'intervento e abilitazione. Io, in qualità, di referente, ho consultato alcuni operatori della nostra ASL per quanto riguarda la formulazione del PEP da presentare nella nostra scuola.

2. LA REGIONE PIEMONTE HA EMANATO UNA CIRCOLARE, LA 326, CE NE VUOLE PARLARE?

La 326 è una circolare emanata il 30 ottobre del 2009 in seguito a un confronto tra Regione e USR in cui ci si è resi conto di come i casi di disturbo specifico sono in aumento, si è discusso sul fatto che i DSA hanno un'origine di tipo neuro biologico, pertanto non si può guarire da un DSA ma si possono trovare strategie adeguate per sfruttare le peculiarità del disturbo.
La 326 esplicita quanto già raccomandato dalle note ministeriali, ossia l'uso di strumenti dispensativi e compensativi per alunni con disturbo specifico, consiglia la compilazione di un PEP che è obbligatorio per le disabilità ma è solo consigliato per i disturbi specifici, però la 326 ribadisce l'importanza di questo documento a tutela del bambino, inoltre consiglia la compilazione della scheda tecnica che altro non è che una sintesi del percorso descritto all'interno dle PEP. La scheda tecnica è importante per la famiglia perchè permette loro di accedere a delle agevolazioni fiscali .
Poco prima che la circolare venisse emanata il collegio docenti della nostra scuola aveva approvato la mia proposta di rendere obbligatoria la compilazione del PEP per gli alunni che sarebbero passati all'ordine di scuola successivo al fine di tutelarli nel passaggio . Nel PEP avremmo descritto gli obiettivi da raggiungere, le metodologie e le strategie adottate, le modalità di verifica e valutazione , oltre al patto formativa concordato con la famiglia. Poiché la situazione del DSA è nuova per la scuola avevo pensato di affrontare gradualmente tutti gli aspetti, partendo dalle classi in cui i bambini avevano maggior bisogno di essere sostenuti e tutelati. Per le altre classi il PEP, a parer mio , non era, al momento, così fondamentale perché le insegnanti di classi conoscevano il loro bambino e il percorso fatto e da fare.
La circolare, alla fine, ha dato un taglio più netto e a quel punto ci siamo adeguati ed uniformati
3. NELLA SUA CARRIERA SCOLASTICA AVRÀ CERTAMENTE AVUTO, TRA I SUOI ALUNNI, BAMBINI CON UN DISTURBO SPECIFICO DELL'APPRENDIMENTO, CHE TIPO DI APPROCCIO PSICO PEDAGOGICO HA MESSO IN ATTO AFFINCHÉ' CI FOSSE UN BUON INSERIMENTO NEL GRUPPO CLASSE?

Prima di tutto l'insegnante deve liberarsi da ogni pregiudizio, solo in questo modo riuscirà a condividere in modo adeguato il dono della dislessia coi suoi alunni. Bisogna far capire che ognuno di noi ha delle individualità che vanno rispettate, la stessa cosa vale per l'apprendimento: non tutti impariamo allo stesso modo!
Le metodologie utilizzate per i DSA sono adeguate per l'intero gruppo classe. Ad esempio, ai miei alunni, ho fatto creare un quadernino che raccoglie formule e schemi utili per l'apprendimento della disciplina che insegno, allo stesso modo ha fatto al collega che insegna italiano. Questo quadernino altro non è che una raccolta di strumenti compensativi creati dai e coi bambini stessi. Ogni alunno, può utilizzare lo strumento durante lo svolgimento degli esercizi individuali o collettivi, oppure durante i compiti assegnati a casa, sanno che posso consultarlo fino a quando non si sentono sicuri e autonomi. Molti bambini lo abbandonano in breve tempo, altri ci impiegano un po' di più, mentre gli alunni con disturbo specifico continuano ad utilizzarlo anche durante le normali verifiche ma ciò non scandalizza i compagni i quali hanno imparato a conoscere e accettare le peculiarità di ognuno. Un altro sistema per aiutare i bambini a superare le loro difficoltà nello studio e il conseguente senso di inadeguatezza, è quello di guidarli nella costruzione delle mappe concettuali molto importanti durante l'apprendimento di una disciplina di studio e durante il ripasso. Spesso i libri di testi sono complicati nella struttura della frase pertanto viene semplificata e il lessico spiegato più volte. Altro supporto sono le domande guida per lo studio. Con queste strategie il bambino, generalmente, riesce ad ottenere buoni risultati e poichè sono strumenti che vengono forniti e richiesti anche agli altri, non si sente diverso o escluso dalla consueta attività didattica.

4. ABRACADABRA LUCERTOLINA E' ANCHE UN LIBRO TERAPEUTICO CHE AIUTA GRANDI E PICCINI A COMPRENDERE MEGLIO COSA SONO I DSA, PUO' RACCONTARCI COM'E' NATA L'IDEA DEL LIBRO E COM'E' STRUTTURATO?

Abracadabra è nato nel 2009 in seguito a un confronto con l'editrice di Mammeonline. Ci conosciamo da tempo e abbiamo collaborato alla pubblicazione di altri libri sempre inerenti le tematiche dell'educazione e della famiglia. Un giorno, confrontandoci sulla nostra esperienza, la mai di referente e insegnante e la sua di madre, ci è venuta l'idea di scrivere un libro che aiutasse i bambini a sentirsi meno soli, meno diversi, meno emarginati e gli adulti a superare i tanti pregiudizi che ancora ci sono attorno all'incapacità di andare bene a scuola. La finalità prima del libro, quindi, è quella di abbattere l'ignoranza che c'è intorno ai DSA facendo capire a grandi e piccini che avere un disturbo specifico è una caratteristica personale come può esserlo la miopia.
All'interno del libro c'è un inserto per gli adulti che si occupano dei bambini con indicazioni molto più teoriche e riferimenti a siti e normative vigenti.

5. OGNI BAMBINO HA UNA SUA INDIVIDUALITA' E CONSAPEVOLEZZA , LO STESSO VALE PER I BAMBINI CON DSA. HA AVUTO MODO DI CONOSCERE REALTA' DIVERSE? COME SI E' COMPORTATA CON ALUNNI CHE NON ACCETTAVANO IL PROPRIO DISTURBO SPECIFICO E COME CON QUELLI CHE MANIFESTAVANO UNA BUONA CONSAPEVOLEZZA ?

Attualmente, nelle due classi in cui insegno sono inseriti tre bimbi con DSA diagnosticato. Due sono perfettamente consapevoli e hanno accettato la loro caratteristica, tanto che il primo giorno di scuola di uno di questi che chiamerò TITO, si è presentato ai compagni dicendo "ciao sono Tito ho la dislessia che non è una dislessia" lì per lì mi ha spiazzata e lasciata letteralmente senza parole perchè la sua consapevolezza era davvero disarmante, è poi arrivato da me con due calcolatrici giganti dicendo "sai cosa sono queste? Sono due calcolatrici ed io le devo usare perchè sono discalculico" In realtà Tito, che proveniva da un'altra realtà, voleva mettere subito in chiaro le cose, era come se volesse autotutelarsi, come se volesse stipulare un patto non scritto con insegnanti e compagni. Con lui, grazie all'accettazione della difficoltà, è stato facile lavorare e la calcolatrice non l'ha mai usata perchè è riuscito a farcela senza. In Tito ho visto tantissima buona volontà, l'ho visto rinascere a ogni successo conquistato.
Nell'altra classe, invece, è arrivato un bambino che non ha mai voluto accettare il suo disturbo. Un bambino caparbio, deciso, determinato, irremovibile sulla sua decisione. Non è servito a nulla parlare dei grandi dislessici come Leonardo o Tom Cruise. Gli ho dato il libro di Abracadabra Lucertolina da leggere per fargli capire che non è solo (cosa che lui credeva e crede ancora) ma è servito a poco. Non ha mai accettato di usare uno strumento, nemmeno quando il resto dei compagni li usavano tranquillamente, non ha mai voluto tempi più lunghi. A quel punto abbiamo escogitato altri sistemi, ad esempio abbiamo fatto dei cartelloni con i formulari in modo che potesse usarli con discrezione, durante le verifiche sapeva che poteva venire a chiedere aiuto ed io mi comportavo come uno strumento compensativo limitandomi a farlo riflettere sul suo dubbio o sull'eventuale errore. Ovviamente si concedeva anche agli altri di venire a chiedere informazioni o aiuto durante le verifiche me il nostro intervento era calibrato in base alla caratteristica de bambino che avevamo di fronte.
Entrambi gli alunni sono riusciti a raggiungere dei buoni risultati anche dal punto di vista comportamentale, infatti entrambe le famiglie le lamentavano atteggiamenti incontrollabili, disturbi dell'appetito, del sonno e caratteriali. Da noi non si sono mai verificati episodi fuori da quella che è la normalità per un bambino di 10 anni

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Dopo il mio intervento c'è stato quello della dottoressa Rosotti, logopedista privata di San Vincent che ha in carico diversi alunni della bassa Valle d'Aosta e che collabora attivamente con le scuole. La filosofia e la metodologia della Rosotti mi hanno davvero affascinata. Lei, come persona, è rassicurante, dolce e pacata. Molto competente e professionale.
La dottoressa sostiene che troppo spesso si tende a medicalizzare i DSA con interventi psicologici e lunghe sedute terapeutiche. In realtà il logopedista deve essere un supporto per scuola, famiglia e bambino (o ragazzo o adulto DSA), dopo una prima analisi della difficoltà e l'individuazione dei punti di forza e debolezza deve fornire gli strumenti adatti affinchè il bambino sia in grado di compensare e divenire autonomo. Attraverso un buon lavoro sulla metacognizione sarà in grado di comprender da solo quando ha bisogno dell'aiuto dello specialista per "sbloccare" i bypassare una difficoltà. Ovviamente il percorso per arrivare a una tale consapevolezza e di autonomia è lungo, per questo è molto importante individuare precocemente il problema. L'intervento tecnico diretto si attua solo nel momento di maggiore criticità.
Una volta che lo specialista ha capito e individuato il tipo di particolarità del DSA calibra lo strumento. Gli strumenti non sono uguali per tutti indistintamente perchè c'è il bambino che può aver bisogno della calcolatrice e quello che è in grado di usare delle strategie per cui la calcolatrice non diventa indispensabile. C'è il bambino che può non volere di essere dispensato dalla lettura ma in questo caso bisogna fare un buon lavoro sulla metacognizione e sulla classe affinchè le sue difficoltà non vengano derise ma accettate.
C'è poi tutto un lavoro di intervento indiretto finalizzato a capire , da parte della famiglia e della scuola, quando si presenta il momento critico, in modo da poter intervenire in modo adeguato.
Per quanto concerne gli strumenti compensativi questi devono essere adattati al bambino che abbiamo davanti. I testi vanno adattati da un punto di vista linguistico in quanto, molto spesso, hanno frasi articolate e complesse.
Che cosa fare di fronte a un bambino he presenta serie difficoltà nella memoria a breve termine? Prima di tutto è necessario adattare i materiali usando molte immagini, accorciando i testi da studiare, taglaindo tutto ciò che risulta superfluo.
Bisogna monitorare i momenti di confusione, i segnali principali sono la distrazione, lo sguardo perso.
L'arriccjimento lessicale è molto importante per lo sudio, spesso questi bambini presentano una povertà nel lessico legata proprio alla difficoltà di trattenere nella memoria le informazioni. I bambino può essere aiutato attraverso una conversazione guidata; utilizzando tante domande per guidarlo ad esprimere i concetti che ha nella testa; uso di molte parafrasi: " come potremmo dire questa cosa in un altro modo?"

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Dopo l'intervento della Rosotti c'è sttao quello di una mamma professoressa, la dottoressa Piccolo che ha raccontato della sua esperienza di madre di un bambino gravemente disgrafico e di come la scuola non abbia mai avuto l'umiltà di un confronto e una collaboraizone con la famiglia. La dottoressa ha ribadito più volte quanti è importante che la scuola si metta in un atteggiamento di ascolto verso la famiglia perchè i genitori sono coloro che maggiormente conoscono il bambino soprattutto da un punto di vista psicoemotivo. La dottoressa ha anche ribadito che il suo è il racconto di una madre che ha visto sua figlio soffrire giorno dopo giorno, perdere la fiducia ins e stesso, odiare a scuola....ma ha ribadito che esistono, comunque, insegnanti consapevoli e attenti che hanno la capacità di essere empatici e la professionalità di mettrersi in gioco modificando la propria metodologia, seguendo le indicazioni della famiglia, costruendo con la famiglia stessa un percorso adeguatro per il bambino, purtroppo la dottoressa e suo figlio non hanno avuto la fortuna di incontrare insegnanti così.

domenica 2 maggio 2010

INVALSI E DSA

A questo link trovate la nota sugli alunni disabili e tutte le indicazioni su come procedere.

www.invalsi.it/snv0910/documenti/nota_sugli_alunni_disabili.pdf

I DSA devono essere indicati sulla scheda risposta dell'alunno con il codice 4.

I bambini che hanno ricevuto dall'ASL la diagnosi di bisogni educativi speciali. cioè tutti coloro che non rientrano in un hc o in un DSA (ad esempio i borderline, i ADHD, i disprassici.....) devono essere indicati col codice 5 (altro).

I codici permetteranno di considerare a parte i risultati degli alunni disabili

la nota recita poi così " gli alunni con diagnosi DSA partecipano alle prove SNV nelle stesse condizioni degli altri" quindi è indispensabile che la diagnosi sia stata depositata in segreteria.

La nota parla di disabili definendoli come segue:

" si intendono con questo termine gli alunni per i quali esista una certificazione o una diagnosi dell'ASL competente riconducibile ad una delle categorie di disabilità previste nella categorizzazione usata per l'esame di licenza media"

Ora, personalmente credo che nella nota ci sia un po' di confusione... prima di tutto si mescolano gli hc con i DSA e i EES (bisogni educativi speciali) quando, è stato detto e si continua a ripetere in tutte le salse che hc e DSA sono due categorie distinte. Per gli hc la certificazione/diagnosi dev'essere necessariamente dell'asl per i DSA NO!! Personalmente ritengo che sarebbe stato più semplice emanare una nota specifica anche per tutte le categorie che non rientrano negli hc ; le note ministeriali parlano dell'uso di strumenti compensativi e dispensativi durante gli esami di stato mentre la nota INVALSI non ne fa riferimento pertanto sorge spontaneo l'interrogativo: i bimbi DSA devono o non devono usare gli strumenti dispensativi e compensativi? A rigor di logica sì : se vengono concessi in un esame di stato devono essere usati in una prova INVALSI!!! Ma cosa accadrà nelle singole scuole? Tutto dipenderà, come al solito, da come verrà interpretata la normativa?

Qualcuno potrebbe farmi notare che la nota specifica che il codice con il quale si identifica la disabilità permetterà di considerare a parte i risultati dei bambini con disabilità senza farli rientrare nella rielaborazione statistica degli altri...ma che senso ha? Un bambino DSA, se usa gli strumenti adeguati, è perfettamente in grado di affrontare la stessa identica prova dei compagni, perchè discriminarlo? Perchè generare ansia e frustrazione quando se ne può fare a meno? I dati , a parer mio, non rispecchieranno la realtà!

Mi chiedo anche un'altra cosa: per i bimbi con disabilità visiva la prova sarà in braille? Se sì, perchè loro possono usare il braille e i DSA non possono utilizzare la calcolatrice?

A QUESTO LINK TROVATE ULTERIORI SPIEGAZIONI www.vocescuola.it/2010/05/03/alunni-dislessici-assenti-per -diritti-negati

Anche Manuele Ghizzoni del PD, relatrice sui DSA e capogruppo del suo partito nella commissione istruzione alla Camera, interviene sui diritti negati agli alunni DSA durante le prove INVALSI. La Ghizzoni in un articolo su Bologna 2000 www.bologna2000.com/2010/05/06/dislessia-il-pd-modenese-subito-una-legge-quadro
ribadisce quanto sia fondamentale una legge sui DSA che chiarisca quali sono i loro diritti e tuteli i bambini con disturbi specifici. La Ghizzoni sottolinea che le prove INVALSI servono ad accertare delle competenze, pertanto anche in questo caso i bambini hanno diritto alle misure dispensative e compensative previste dalle note ministeriali.

mercoledì 17 marzo 2010

IL MIO PERCORSO DI PRELETTURA E PRESCRITTURA

Con i miei figli di 5 e mezzo anni ho intrapreso un percorso di prelettura e prescrittura.
Prima di tutto ho presentato loro le classiche schede di pregrafismo partendo dalle linee rette orientate spazialmente in tutte le direzioni: destra / sinistra; sinistra/destra; alto/basso; basso alto.
Ho posto molta attenzione alla corretta impugnatura della matita facendo alcuni giochini dell'ochetta che becca il granino (li avevo riportati anche sul blog).
Dopo un primo periodo legato a questo tipo di esercizi , mirato anche ad esercitare la motricità fine, sono passata a presentare le lettere seguendo sempre l'ordine legato agli esercizi di prescrittura, ossia:
I - L (LA L è UNA I COL PIEDINO) - T (UNA I CON IL CAPPELLO, OPPURE UN MARTELLO) - E - F - H - N - A- V - Z - M

Terminata questa prima fase ho dato altri esercizi di prescrittura sul segno grafico curvo.
Esercitata la manualità in questo senso, passerò a presentare le lettere che hanno come tratto la linea e la curva:
P - R - D - U

Infine le lettere che hanno tutte linee curve
O - Q - C - G - S

Ovviamente parallelamente a questi esercizi ne ho proposti e ne propongo altri sulla spazialità, sul ritmo (usando i blocchi logici e i numeri in colore), sulla sequenzialità, sul confronto, sull'orientamento.

Le lettere sono state presentate anche sotto forma ludica: manipolando la pasta di sale, scrivendo sulla farina, usando le letterine che un tempo si trovavano in regalo nel Danito.
Ho creato uno spazio in libreria suddiviso in : libri scritti in stampatello maiuscolo e libri scritti in stampatello minuscolo. Loro sanno qual è la suddivisione data e se hanno voglia di "leggere" prendono i libri che desiderano sapendo che nel ripiano superiore ci sono i libri scritti con le letterine che stanno imparando.

Hanno capito il meccanismo della lettura sillabica, grazie anche a tutto il lavoro metalinguistico fatto nei mesi scorsi . Riescono a riconoscere gran parte delle lettere presentate finora, sanno perfettamente tutte le vocali. Quando non ricordano una lettera li aiuto con le associazioni visive o uditive legate a quella lettera. Ad esempio per la L è sufficiente che faccia vedere loro la posizione della lingua...per la N abbiamo associato l'immagine dei pantaloni quindi è sufficiente dire "la lettera fatta a pantalone" . A volte leggono le lettere secondo la vecchia tradizione delle nonne: A- BI - CI - DI - E - EFFE..... ho spiegato loro che quel modo di dire le lettere va bene se si canta una canzoncina, quelle classiche per ricordare la sequenzialità dell'alfabeto, ma in caso contrario è assolutamente sbagliato chiamarle in quel modo: la B è B e non BI. Questo aspetto è fondamentale affinché la lettura venga appresa velocemente e senza troppa confusione a livello fonologico.
Sono in grado di leggere due sillabe insieme. Abbiamo fatto dei giochi mettendo le silalbe dentro a dei cesti colorati: rossi e blu. Le sillabe dentro al cesto rosso, che viene prima, si leggono per prima, quelle nel cesto blu, dopo. I cesti colorati non cono altro che quelle linee curve che uniscono le sillabe che si usano quando s'insegna a leggere. In questo modo hanno intuito che le parole sono date da somme di lettere, dette secondo una certa sequenza. In questi ultimi giorni ho "sorpreso" la bambina leggere spontaneamente semplici parole bisillabe.

La scuola dell'infanzia che frequentano ha attivato due laboratori: uno di prescrittura/prelettura e uno di precalcolo pertanto tutto l'apprendimento cooperativo verrà svolto in classe coi compagni, rafforzando quanto fatto a casa.

Per l'organizzazione spazio temporale facciamo molti giochi e impariamo delle filastrocche. L'ultiam è sui giorni della settimana. Ogni mattina cantiamo LUNEDI' CHIUSIN CHIUSINO.... per ogni giorno abbiamo attaccato ad un filo la sequenza corrispondente alla canzoncina. Le sette sequenze sono state attaccate in cucina e ogni giorno facciamo muovere in avanti una molletta da bucato a forma di coniglietto, verbalizzando ciò che avviene attraverso frasi del tipo: che giorno è oggi? che giorno era ieri (vado indietro nella seuqenza)? che giorno sarà domani? (vado avanti nella sequenza). Quanod non ricordano un giorno è sufficiente cantare la canzoncina per ricordarlo, oppure guardare l'immagine. Il canto è un valido supporto per la memoria.

LE MIE MAPPE CONCETTUALI SULLA PREISTORIA

Queste sono le mappe che avevo creato in terza elementare per una mia alunna DSA.


  1. HO SEMPLIFICATO IL TESTO

  2. L'HO RIDOTTO IN SEQUENZE

  3. HO ABBINATO UN'IMMAGINE AD OGNI SEQUENZA

  4. DURANTE LA FASE DI STUDIO L'ADULTO LEGGE IL TESTO ORIGINALE

  5. CHIEDE AL BAMBINO DI RACCONTARE COSA SI RICORDA O CASA HA CAPITO

  6. GLI FA OSSERVARE LE IMMAGINI DELLA MAPPA CHIDENDOGLI DI FARE DELLE IPOTESI SU COSA SIGNIFICANO E CHE CONCETTO POSSONO RAPPRESENTARE

  7. LEGGE LE SEQUENZE FACENDO ANCORA OSSERVARE LE IMMAGINI

  8. QUANDO IL BAMBINO HA MEMORIZZATO GLI FA RIPETERE LA LEZIONE COPRENDO IL TESTO E TENENDO VISIBILI LE IMMAGINI CHE DIVENTANO UN SUPPORTO VISIVO PER LA MEMORIA

  9. A SCUOLA L'INSEGNANTE INTERROGA IL BAMBINO LASCIANDOGLI A DISPOSIZIONE LE IMMAGINI DELLA MAPPA.

QUESTO SISTEMA HA DATO OTTIMI RISULTATI.


LE MIE MAPPE CONCETTUALI

Vi inserisco alcune mappe concettuali che ho creato per lo studio della storia.




Questa mappa è sulle MUMMIE degli EGIZI
come si procede:
  1. LA MAESTRA LEGGE IL TESTO
  2. SI FORNISCE A CIASCUN ALUNNO LA MAPPA VUOTA
  3. SI FA NOTARE CHE CI SONO DEI NUMERI, QUEI NUMERI RAPPRESNETANO LA STRADA, LA GUIDA DEL NOSTRO PERCORSO NELAL COSTRUZIONE E LETURA DELLA MAPPA
  4. SI CHIEDE AI BAMBINI DI RILEGGERE ATTENTAMENTE IL TESTO (I BIMBI DSA POSSONO APPOGGIARSI A UN COMPAGNO LETTORE O ALL'INSEGNANTE)
  5. SI DOMANDA QUAL E' L'ARGOMENTO PRINCIPALE, QUELLO DA INSERIRE AL NUMERO 1
  6. ATTRAVERSO DOMANDE GUIDE SI AIUTANO I BIMBI A TROVARE TUTTI I COLEGAMENTI
  7. UAN VOLTA COMPLETATTA LA MAPPA SI COLORANO LE PARTI USANDO GLI STESSI COLORI PER I CONCETTI COLLEGATI TRA LORO. SE E' POSSIBILE E' CONSIGLIABILE USARE COLORI CHE RIMANDANO ALLA REALTA'. AD ESMPIO SE SI PARLA DI PIANURE SI USA IL VERDE, SE SI PARLA DI ACQUA IL BLU E COSI' VIA.
  8. GLI STESSI COLORI USATI NELLA MAPPA DEVONO ESSERE USATI PER COLORARE LE PARTI CORRISPONDENTI SUL TESTO IN MODO CHE CI SIA UN RIMANDO IMMEDIATO ALLA MAPPA, DURANTE LO STUDIO E IL RIPASSO O VICEVERSA.
  9. PER I BIMBI DSA SAREBBE OPPORTUNO INSERIRE DELLE IMMAGINI ACCANTO ALLE VARIE CASELLE IN MODO CHE LO STUDIO E LA MEMORIZZAZIONE VENGANO FACILITATE DALLA MEMORIA VISIVA.

Purtroppo sono una pessima disegnatrice e nè io, nè la mia scuola possediamo il programma Super Mappe che permette di inserire immagini nelle mappe, pertanto alcune le ho costruite senza disegno anche perchè mi sono resa conto che così com'erano erano comunque sufficienti per i miei alunni DSA. Il nostro testo, inoltre, è ben strutturato perchè suddivide il paragrafo in concetti accanto ai quali vengono inserite delle immagini chiare ed esplicative, infatti, spesso, faccio usare quelle illustrazioni come supporto allo studio, al posto delle mappe.

(LA PROSSIMA VOLTA VI INSERIRO' ALTRE MAPPE)

lunedì 8 marzo 2010

SPAGNOLO IN REGOLE

"Spagnolo in regole " edito da Il Melograno, è una raccolta di regole della lingua spagnola scritta dalla mamma di un ragazzo di DSA per agevolarlo nello studio

Quetso quaderno delle regole può essere usato come strumento compensativo sia dagli alunni DSA, sia da chiunque si approcci allo studio dello spagnolo.

Su questo sito, creato dall'autrice ANNA ROSSI, potete rendervi conto della struttura del materiale

www.spagnoloinregole.it

SUSANNA E I DSA UNGHERESI

In questo post vorrei riportare le esperienze di un'insegnante Ungherese che si occupa di DSA. Potrete leggere i suoi interventi cliccando su "risposte" in fondo al post.

Credo che per prima cosa sia curioso sapere com'è organizzata la scuola elementare ungherese, come sono inseriti e seguiti questi bimbi DSA, se tutti gli insegnanti hanno una formazione specifica o se è riservata a pochi come in Italia, se lo stato stanzia degli aiuti, quali strumenti informatici hanno a disposizione e con che fondi economici li ottengono. Come abvviene la diagnosi di DSA....

A te la parola, Susanna :O)

giovedì 4 marzo 2010

FIRMATO PROTOCOLLO MIUR TELECOM E AID

L'accordo tra MIUR, Telecom e AID prevede la realizzazione di due progetti operativi per il riconoscimento precoce dei DSA e per la formazione di 6000 insegnanti, su tutti gli ordini di scuola, competenti in disturbi specifici dell'apprendimento e in grado di sostenere gli alunni DSA e i loro insegnanti.

I due progetti avranno durata triennale.
Nell'arco di tre anni, attraverso specifiche osservazioni , si cercherà di mettere a punto un modello di screening precoce di problemi della lettura. Se sarà efficace verrà diffuso su tutto il territorio nazionale.

I progetti sono finanziati dalla Fondazione Telecomitalia per un totale di 1,5 milioni di euro in tre anni.

Sul sito del ministero potete trovare informazioni dettagliate

www.pubblica.istruzione.it/ministero/comunicati/201o_miur/allegati/cs_030310.pdf



domenica 7 febbraio 2010

articolo interessante su "l'unione sarda"

a questo indirizzo http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com potrete l'eggere un interessante articolo da titolo "le ultime ricerche neurologiche hanno evidenziato un'archoittetura cerebrale molto vivace" La giornalista Veronica Latini fa riferimento all'origine genetica della dislessia, a come la scuola non sia ancora debitamente attrezzata per sviluppare le potenzialità dei bambini con DSA e come i pregiudizi, ancora radicati in gran parte della popolazione, possano influire negativamente sulla sfera emotiva di questi bambini abbattendo al loro autisma. I bambini dislessici si sentono spesso inadeguati, stupidi e non accettati, in realtà hanno capacità molto importanti come quella di saper osservare attentamente i particolari della realtà che li circonda, o l'avere una buona immaginazione.

sabato 6 febbraio 2010

CORSO BIENNALE DI SPECIALIZZAZIONE PER L'INTEGRAZIONE DI ALUNNI MINORATI DELL'UDITO

Con la CR n°28 dell'11/12/09 s'informa che il MIUR ha autorizzato un corso biennale di specializzazione per il conseguimento del diploma per l'insegnamento agli alunni sordi, da svolgersi a cura dell'Istituto Statale di Istruzione Specializzata per sordi Magarotto di Roma. Sul sito http://www.isiss-magarotto.it/ trovate il bando di selezione per titoli ed esami per l'ammissione al corso.
A Torino è presente L'IPSIA Magarotto sede aggregata dell'istituto Magarotto dove, potenzialmente, potrebbe essere attivato medesimo corso.

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Se non fosse che ho un lavoro e una famiglia che m'impegnano molto, confesso che tornerei a scuola : ho un grande interesse verso la didattica per gli audiolesi, infatti la mia tesi di specializzazione polivalente era sul bilinguismo nel bambino sordo, se non avessi avuto l'incarico anniuale appena specializzata, avrei frequentato il corso di LIS (lingua italiana dei segni)

mercoledì 3 febbraio 2010

DUE AMICI, TANTO AFFETTO


In un bosco, non tanto lontano dalla città di Londra, un bambino giocava con il suo cane Leone . I due amici passavano insieme gran parte della giornata. Un giorno, però, dopo pranzo, Giulian, il bambino, dovette recarsi in città così il cane fu legato a una lunga catena perchè non scappasse. Il cane rimase buono, buono per un po' ma poi, stufo di aspettare l'arrivo dell'amico, decise di liberarsi e andare ad esplorare la città. Non era mai stato nel bosco dai grandi alberi di cemento, tutti ne parlavano e la sua curiosità era cresciuta di giorno in giorno.

La città gli apparve subito molto interessante anche se non c'era alcun paragone con il "suo" bosco, quello pieno di alberi e fiori in cui era solito trascorrere le giornate in compagnia dell'amico Giulian. Mentre girovagava tra un quartiere e l'altro lasciando la traccia del suo passaggio in ogni angolo, si scontrò con un gatto. Il povero micio, aveva un'epressione davvero disperata: si era perso! Anche lui non era mai stato in una città ma i suoi padroncini lo avevano caricato in auto per poi abbandonarlo al primo angolo. Micio era rimasto ad attenderli per ore, impaurito dalla maestosità degli alberi di cemento, dai passi delle gente, dai rumori assordanti di quegli strani animali con le zampe rotonde e di gomma. Quando vide che nessuno tornava indietro a riprenderlo decise di avventurarsi nel grande bosco di cemento alla ricerca dei suoi padroncini, ma alla fine non sapeva più dove si trovava, nè qual era la strada per tornare all'angolo dov'era stato abbandonato. Leone, raccontò al nuovo amico che lui era arrivato da solo al bosco di cemento che gli umani chiamavano città, in quanto si era stufato di aspettare il suo padroncino Giulian legato a una catena. Micio, allora, decise di mostrare la città a Leone, in compagnia di un amico si sentiva meno impaurito. Leone aveva tanto sentito parlare della città dal suo padroncino, ne era rimasto incantato, ma subito si accorse che la città era piena di pericoli: gente che camminava a tutta velocità rischiando di calpestarli, se poi ci si avventurava sulle strade si poteva finire schiacciati dagli animali con le gomme, che tutti chiamavano macchine . Senza parlare del rumore : biiiiiiiiiiiitttttt, potpot, prrrrrrrrrrrrrrrrr...

Cammina, cammina arrivaro davanti a un centro commerciale, era maestoso con tante vetrine colorate e dentro ad ogni vetrina c'erano strane persone immobili, sempre sorridenti con abiti sgargianti. Guardarono meglio per vedere se tra quelle c'erano i loro padroncini, ma nulla! Così decisero di andare oltre. Accanto al centro commerciale c'erano tanti negozi, tutti con grossi vetrine ed in ognuno c'erano cose diverse: in uno quegli strani peli che gli umani si mettono addosso per coprire la pelle; in un altro tutta una serie di leccornie tanto che i due amici rimasero a lungo a fissarla. Infine si trovarno di fronte a una vetrina dentro alla quale c'erano delle enormi gabbie con rinchiusi cani e gatti proprio come loro. Erano tutti dei cuccioli, alcuni sonnecchiavano, altri si alzavano sulle zampe abbaiando un "ciao amico portami via" o miagolando un triste "vieni a prendermi non mi piace questa gabbia!" Leone e Micio si guardarono e capirono che quello non era un bel posto, tutte quelle gabbie in cui erano rinchiusi quegli animali li spaventarono talmente tanto che iniziarono a correre , a correre e a correre fino a quando, improvvisamente, si trovarono nel bosco, quello vero fatto di alberi veri, con le foglie verdi verdi, i fiori profumati, i funghetti e i sentieri di ghiaia fine, fine. Il bosco fatto di voci di animali e non di rumori assordanti. Leone riconobbe il suo bosco. Micio spiegò a Leone che non era mai stato in un bosco grande come quello e aveva paura. Il cane rassicurò subito l'amico dicendogli che invece lui lo conosceva bene e quindi lo avrebbe guidato fino alla casa di Giulian . In un batter d'occhio si trovarono nel cortile della casa, anche Giulian era appena tornato dalla città.. Leone gli si avviccinò scodinzolando, Micio si fece avanti timido. Appena Giulian vide Micio lo prese in braccio: aveva sempre desiderato avere un gatto. Micio finalmente era felice perchè aveva trovato una nuova casa, un nuovo padroncino e un nuovo amico. Da quel giorno Giulian, Micio e Leone diventarono amici inseparabili.


(Francesca P. anni 8)


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Questa storia è stata inventata da Francesca P, 8 anni e partecipa al concorso "favole per bambini scritte dai bambini" di Nonnanna.

A questo indirizzo mail potete trovare il regolamento per il conocorso al quale possono partecipare i vostri bimbi (figli e/o alunni) : http://concorsolinventafavole.blogspot.com . Vince la favola che riceve più commenti quindi....votate FRANCESCA ;o) (se vi piace la sua favola, ovviamente!)

giovedì 28 gennaio 2010

PROGETTI PER I DSA

Durante le vacanze ho stilato due progetti che intendo presentare al prossimo CD affinchè vengano approvati nell'attesa di qualche fondo ....

I° PROGETTO:
  • TUTELA DEL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI CON DIFFICOLTA' SPECIFICA DELL'APPRENDIMENTO ATTRAVERSO L'USO DEL PERSONAL COMPUTER

Il progetto si articola come segue:

  1. breve introduzione ai DSA,
  2. descrizione degli effetti dei disturbi specifici dell'apprendimento
  3. Le difficoltà che riscontrano gli alunni con disturbo specifico
  4. Gli strumenti compensativi e dispensativi
  5. Finalità
  6. Obiettivi
  7. Destinatari
  8. Conduzione e metodologia didattica
  9. tempi
  10. costi

La finalità del progetto è quella di dotare ogni plesso del Circolo (Argentera, Feletto, Bosconero e Rivarolo) di :

  1. un pc portatile a disposizione degli alunni con difficoltà dell'apprendimento, dando precendenza ai plessi in cui sono presenti alunni che hanno depositato la diagnosi in direzione.
  2. software specifici per gli alunni DSA in particolare Supermappe e Super Carlo

Gli obiettivi sono:

  1. tutelare il diritto allo studio degli alunni DSA
  2. promuovere il successo formativo degli alunni con difficoltà dell'apprendimento
  3. elevare il livello della classe grazie all'utilizzo di tecniche metodologiche e di strumenti educativi speciali

I destinatari

  1. Alunni con DSA diagnosticato
  2. Alunni borderline
  3. Alunni con EES
  4. Alunni delle classi 1° e 2° primaria con diagnosi di percentuale di rischio DSA ed EES

Conduzione metodologica e didattica

Il pc e i software verranno utilizzati per i seguenti scopi:

  1. supporto delle normali attività di classe, in particolare per la produzione di testi
  2. utilizzo, anche in piccolo gruppo, di specifici programmi software per approfondire gli argomenti trattati
  3. ascolto di audiolibri da parte di tutta la classe al fine di favorire un'adeguata integrazione
  4. favorire il mantenimento dell'attenzione
  5. produzione di schemi e mappe concettuali per lo studio della varie discipline.

Tempi.

Il progetto durerà per tutto il percorso scolastico di ogni singolo alunno con diagnosi di DSA o di EES

Costi:

I costi riguardano :

  1. l'acquisto di almeno 4/5 pc portatili
  2. l'acquisto di un software Supermappe e Super Carlo per ogni plesso del circolo

L'ipotesi di spesa si aggira intorno ai 1000 euro per 4 plessi per un totale di circa 4000 euro.

Il preventivo specifico verrà richiesto dall'uffico del circolo preposto a tali pratriche.

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Questo è uno dei due progetti che presenterò, se qualcuno ha suggerimenti sono ben accetti, soprattutto se riguardano la reperibilità di fondi ;O)

(IL SECONDO PROGETTO VERRA' POSTATO PROSSIMAMENTE)

domenica 24 gennaio 2010

PERCORSI E STRATEGIE PER L'INTEGRAZIONE SCOLASTICA (FORMAZIONE)

l'istituto professionale Galilei di Torino organizza un corso di aggiornamento rivolto a tutti gli ordini di scuola, da titolo " Percorsi e strategie per l'integrazione didattica" .
L'aggiornamento avrà la durata di 15 ore e si svolgerà nei giorni: 4 e 25 febbraio- 25 marzo - 27 aprile - 27 maggio dalle ore 15 alle ore 18 presso l'Auditorium dell'IPSIA Galilei via Lavagna 8 Torino.
Il 25 marzo interverrà Rosanna Gangi responsabile territoriale AID della provincia di Torino intervenendo su " disturbi specifici dell'apprendimento , dislessia e bisogni educativi speciali: aspetti operativi" . Chi volesse il programma completo credo possa richiederlo direttamente all'istituto organizzatore.
Le iscrizioni sono limitate a 90 partecipanti , sarà data priorità all'ordine di arrivo e devono pervenire entro e non oltre due giorni prima degli incontri.

MAPPATURA DIDATTICA DSA SU ISTITUTI DELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

Sul social network facebook è stato aperto un gruppo di servizio che opera per creare una mappatura della scuole superiori che attuano una didattica pro DSA. La mappatura sarà un utile strumento anche per i genitori che dovranno fare una scelta per il futuro scoalstico dei prori figli affinchè vengano scelte scuole di qualità anche in ambito di disturbi specifici dell'apprendiemento.
Per poter svolgere l'indagine i membri volontari del gruppo incontreranno i DS e i referenti per la dislessia dei vari istituti sottoponendo loro delle domande mirate le cui risposte serviranno per la compilazione di un'apposita griglia.
In un secodno momento l'indagine verrà svolta anche sulle scuole dell'obbligo: primaria e secodnaria di primo grado.

venerdì 22 gennaio 2010

BANDO DELLA REGIONE PIEMONTE

"La Regione Piemonte, a seguito di una specifica intesa stipulata con l'USR del Piemonte, e approvata con deliberazione di Giunta Regionale n°107-12941 del 21/12/09 finalizzata a favorire nell'anno scolastico 2009/10 la piena integrazione scolastica degli studenti certificati ai sensi della L 104/92 o con EES (esigenze educative speciali), certificate ai sensi della delibera di Giunta Regionale n°18 - 10723 del febbraio 2009 e n° 13 -10889 del marzo 2009, frequantanti le istituzioni scolastiche pubbliche e paritarie dell'infanzia, primarie e secondarie di primoe secondo grado del Piemonte, con il seguente bando intende contribuire alle spese necessarie per l'assunzione a tempo determinato, e per il solo anno scolastico 2009/10 , del personale necessario "

In sintesi i DS, entro la data del 25 gennaio 2010 (in un primo momento la data era stata fissata al 20 gennaio, poi prorogata al 25 ) hanno dovuto compilare e trasmettere per mezzo raccomandata, la documentazione attestante le reali esigenze di personale aggiuntivo per la piena integrazione scolastica degli alunni Hc e EES certificati e presenti nel roprio istituto. La Regione Piemonte, appena riceverà tutti i dati stilerà due distinte graduatorie: una per l'assegnazione del contributo da destinare al personale docente da ssumere ed una da destinare al personale ATA.

Le risorse disponibili sono : 6 milioni di euro per la scuola primaria e 1 milione di euro per il personale ATA.

Trovate la documentazione sul sito della regione Piemonte all'indirizzo
www.regione.piemonte.it/istruz/index.htm
nel riquadro a destra dal titolo "in evidenza" trovate diverse voci che riguardano il bando in questione

martedì 5 gennaio 2010

DSA E LINGUA INGLESE

I bambini con DSA non devono assolutamente essere dispensati dall'apprendimento delle lingua inglese ( o qualunque altra lingua curriculare).
Come per l'insegnamento di qualunque altra disciplina è necessario modificare la propria metodologia e seguire le indicazioni ministeriali.

La circolare ministeriale del 5/10/2004 parla di :

"dispensa, ove necessario, dello studio in forma scritta della lingua inglese"

vediamo che cosa significa:

OVE NECESSARIO: vuol dire che l'insegnante, in seguito anche alle indicazioni e alle valutazioni della logopedista che segue il bambino e dopo aver messo in pratica tutte le strategie metodologiche necesarie per facilitare l'apprendimento della lingia straniera, valuta se per quel determinato alunno, è necessaria e oppurtuna la dispensa dallo studio della forma scritta delle lingua inglese.

ATTENZIONE: dispensa dalla forma scritta non significa dispensa dall'apprendimento di TUTTA la lingua, ma solo di una forma di essa, quindi l'orale si può e si deve apprendere
Inoltre, negi esami di stato non è presista alcun tipo di dispensa. All'inizio si diceva che l'alunno doveva essere dispensato dalle prove scritte della lingua inglese, ora non più. Quindi, a parer mio, se s'intende tutelare il bambino è bene che ci sia da subito un approccio adeguato anche alla lingua scritta.

Anche per la lingua inglese valgono tutte le altre indicazioni:
  • tempi più lunghi per verifiche ed esercizi
  • patto formativo con la famiglia per quanto concerne lo studio a casa e lo svolgimento dei compiti.
  • Organizzazione di interrogazioni programmate.
  • Interrogazioni orali per rimediare eventuali insufficienze negli elaborati scritti. L'insegnante può anche decidere di sottoporre il bambino a verifiche scritte dandogli la possibilità di provare, rassicurandolo sul fatto che qualora i risultati non fossero sufficienti la prova non verrà registrata e gli verrà data la possibilità di recuperare oralmente.

Dal prontuario allegato al percorso educativo personalizzato per DSA dell'Aid, USP di Como, si possono trarre le seguenti indicazioni valide per tutte le lingue straniere ed antiche, applicabili in tutti gli ordini di scuola.

  1. limitare o evitare la lettura ad alta voce (è ovvio che se il bambino chiede, di sua spontanea volontà, di leggere è giusto farlo provare. Di norma queste richieste avvengono quanto il bambino si sente ben inserito nel gruppo classe, quando ha superato le sue insicurezze ed è certo che non esistono pregiudizi e giudizi nel gruppo classe. ndr)
  2. Durante le verifiche far sì che il testo vega letto da un tutor, ossia da un'altra persona che può essere, indistintamente, un compagno o l'insegnante stesso
  3. Evitare di far prendere appunti o riscrivere elaborati, ma fornire la fotocopia degli appunti in modo che l'alunno sia , comunque, supportato durante lo studio
  4. Utilizzare testi ridotti non per contenuto ma per quantità di pagine
  5. Evitare le risposte con V e F
  6. Evitare domande con dobbia negazione e di difficile interpretazione
  7. Garantire l'approccio visivo e comunicativo alle lingue
  8. Utilizzare schemi per le regole
  9. Utilizzare mappe concettuali
  10. Pianificare le verifiche scritte
  11. Nelle verifiche scritte utilizzare le parole utilizzate durante le spiegazioni
  12. Favorire l'apprendimento orale
  13. Consilidare gli apprendimenti in forma orale
  14. Dispensare l'alunno ove necessario e possibile dalle prove scritte compensandole con prove orali, valutando gli esiti positivi
  15. Utilizzare i coloro per distinguere le diverse forme grammaticali
  16. Consentire l'uso del registratore durante le spiegazioni
  17. Incentivare l'uso del pc e del vocabolario elettronico
  18. nelle prove scritte ridurre il testo da tradurre e le domande a cui rispondere. Concedere tempi più lunghi
  19. Evitare domande aperte a favore di verifiche strutturate
  20. Favorire risposte concise nelle verifiche scritte. Qualora la prova risultasse insufficiente prevedere prove orali sullo stesso argomento
  21. Programmare verifiche orali per le materie che prevedono la valutazione dell'orale (non sostituire l'orare con interrogazioni scritte ndr)
  22. Stimolare e supportare l'allievo durante le prove orali qualora si trovasse in difficoltà per la compromissione della memoria a breve termine e della sequenzialità.
  23. presvedere compiti ridotti
  24. Evitare la sovrapposizione di verifiche (evitare che nello stesso giorno il bambino debba affrontare verifiche in più discipline)
  25. Favorire le interrogazioni e le verifiche nelle prime ore del mattine (in ogni caso dargli la possibilità di ripassare prima di essere interrogato ndr)
  26. Valutare il contenuto e non la forma
  27. Valutare le conoscenze enon le carenze
  28. applicare una valutazione formativa e non sommativa dei processi di apprendimento.

(Materiale predisposto dallUSP di Como, prof Gini in collaborazione con i componenti dle comitato scuola dell'AID Como, presidente Bassani, docenti Colombo e Gagaglio )

Esistono anche delle pubblicazioni in merito all'insegnamento della lingua inglese :

  • Insegnare l'inglese ai bambini dislessici di Pamela Kvilekval
  • dislexia whot is it? dislessia e insegnamento della lingua inglese di Gabrieli Claudi e Rossana

sabato 2 gennaio 2010

LE REGOLE DA SEGUIRE PER SCRIVERE UN TESTO AL PC

Le regole che vi elencherò sono tratte dal testo " Storie di normale dislessia. 15 dislessici famosi raccontati ai ragazzi" Ed Angolo Manzoni Autori: Rossella Grenci e Daniele Zanoni

Esiste una collana di libri detta "corpo 16" , è una collana a grandi caratteri impostata secondo regole precise con l'obiettivo di rendere la lettura piacevole e meno complicata anche per i dislessici, pertanto, se avete bambini DSA cercate libri di questa collana, se invece dovete scrivere dei testi per loro attenetevi, per quanto possibile, alle seguenti regole.

  • carattere di stampa Formata corpo 16 punti tipografici: è un carattere superiore alla media e facilita la lettura
  • ampi spazi bianchi prima della punteggiatura al fine di renderla evidente ( se la punteggiatura è evidente leggo con maggiore espressione ndr.)
  • Uso del neretto per creare mappe concettuali
  • testo non giustificato per evitare di interrompere la parola (se vado a capo con una parola il bambino rischia "di perdersi" con conseguente svantaggio per la comprensione. Ndr)
  • Interlinea 20,1 punti tipografici: separa chiaramente una riga dall'altra
  • Margini studiati per non opprimere ma nemmeno disperdere la lettura
  • Formato cm 17 x 24: mantiene la riga stampata in corpo 16 sufficientemente lunga
  • Colore avorio della carta: evita il riflesso luminoso della carta bianca
  • Qualità della carta: di bassa grammatura ma di alto spessore, è leggera ma evita la trasparenza del verso della pagina
  • Legatura in brossura, con cucitura delle segnature: consente l'apertura totale del libro e la sua maneggevolezza