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ALCUNE INFORMAZIONI SU DI ME

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Torino , Italy
Da 13 anni sono referente per la dislessia, da 3 Funzione Strumentale per l'inclusione del mio istituto. Insegno da 26 anni nella scuola primaria. Dal 2019 collaboro con l'associazione O.S.D a.p.s ( Organizzazione a Sostegno dei Disturbi dell'età evolutiva) come referente per il Piemonte e la Valle d'Aosta ( osdpiemonte@gmail.com ) Sono autrice della favola "Lucertolina e Mirtillina" del libro per bambini sui DSA "Abracadabra Lucertolina". Alcune mie favole sono state pubblicate in altri due libri per bambini editi dalla casa editrice Mammeonline; curo il forum D.S.A su un sito per mamme;ho relazionato ad incontri e convegni sui disturbi specifici dell'apprendimento. Ho presentato il libro sui D.S.A, di cui sono coautrice, al Salone del Libro di Torino. Ho conseguito la specializzazione polivalente presso l'Istituto G Toniolo di Torino, con il massimo dei voti.

sabato 26 gennaio 2013

DIRETTIVA MINISTERIALE SUI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALi

Il 27 dicembre 2012 è stata emanata la nuova direttiva MIUR che prende delle decisioni piuttosto importanti sugli alunni che presentano le esigenze educative speciali (EES o BES).In particolar modo si fa chiarezza sui bambini con diagnosi di ADHD e con QI al limite (borderline).

1.3 Alunni con deficit da disturbo dell’attenzione e dell’iperattività".....L’ADHD si può riscontrare anche spesso associato ad un DSA o ad altre problematiche, ha una causa neurobiologica e genera difficoltà di pianificazione, di apprendimento e di socializzazione con i coetanei. Si è stimato che il disturbo, in forma grave tale da compromettere il percorso scolastico....

Il percorso migliore per la presa in carico del bambino/ragazzo con ADHD si attua senz’altro quando è presente una sinergia fra famiglia, scuola e clinica. Le informazioni fornite dagli insegnanti hanno una parte importante per il completamento della diagnosi e la collaborazione della scuola è un anello fondamentale nel processo riabilitativo.
In alcuni casi il quadro clinico particolarmente grave – anche per la comorbilità con altre patologie - richiede l’assegnazione dell’insegnante di sostegno, come previsto dalla legge 104/92. Tuttavia, vi sono moltissimi ragazzi con ADHD che, in ragione della minor gravità del disturbo, non ottengono la certificazione di disabilità, ma hanno pari diritto a veder tutelato il loro successo formativo.
Vi è quindi la necessità di estendere a tutti gli alunni con bisogni educativi speciali. Vi è quindi la necessità di estendere a tutti gli alunni con bisogni educativi speciali le misure previste dalla Legge 170 per alunni e studenti con disturbi specifici di apprendimento."

Questo significa che :
  1. nel caso di alunni con ADHD che non sono in grado di seguire le lezioni e tendono a scappare o a mettere a rischio la propria incolumità e quella altrui è necessaria una certificazione secondo la legge 104 che dà diritto all'insegnante di sostegno. In casi simili l'intervento del docente di sostegno non è sulle abilità cognitive che sono, comunque nella norma, ma sul comportamento. A stabilirlo, però, restano smepre gli specialisti che hanno in carico il bambino.
  2. I bambini con ADHD non grave, quindi senza legge 104, hanno il diritto a veder riconosciuto un percorso didattico personalizzato, ciò significa che anche per loro è prevista la compilazione del PDP secondo le indicazioni stabilite dalla legge per i DSA. Naturalmente gli strumenti, le metodologie e le strategie vanno adattate al caso del bambino che si ha di fronte, ma quetsa regola vale anche per i DSA. Ciò che dà la legge 170 sono solo delle indicazioni.

1.4 Funzionamento cognitivo limite".......... Anche gli alunni con potenziali intellettivi non ottimali, descritti generalmente con le espressioni di funzionamento cognitivo (intellettivo) limite (o borderline), ma anche con altre espressioni (per es. disturbo evolutivo specifico misto, codice F83) e specifiche differenziazioni - qualora non rientrino nelle previsioni delle leggi 104 o 170 - richiedono particolare considerazione. Si può stimare che questi casi si aggirino intorno al 2,5% dell’intera popolazione scolastica, cioè circa 200.000 alunni.
Si tratta di bambini o ragazzi il cui QI globale (quoziente intellettivo) risponde a una misura che va dai 70 agli 85 punti e non presenta elementi di specificità. Per alcuni di loro il ritardo è legato a fattori neurobiologici ed è frequentemente in comorbilità con altri disturbi. Per altri, si tratta soltanto di una forma lieve di difficoltà tale per cui, se adeguatamente sostenuti e indirizzati verso i percorsi scolastici più consoni alle loro caratteristiche, gli interessati potranno avere una vita normale. Gli interventi educativi e didattici hanno come sempre ed anche in questi casi un’importanza fondamentale"
 
Questo chiarisce alcuni dubbi sul limite del QI per considerare borderline dei bambini. Un alunno con un QI compreso tra 70 e 85 è un soggetto con funzionamneto cognitivo al limite. Si può trovare anche la dicitura DSA, in molte nostre diagnosi compaiono le due cose insieme e ciò manda un po' in confusione i docenti . Un bambino con una funzionamento cognitivo al limite è un bambino che avrà bisogno di maggiori attenzioni e stimoli perchè se adeguatamente seguito potrà migliorare la sua condizione. I borderline non sempre riescono a trovare delle strategie compensativo in modo autonomo, a differenza dei DSA. Anche per questi bimbi è fondamentale un percorso personalizzato, in alcuni casi anche individualizzato negli obiettivi che, in alcuni casi, possono essere minimi.
 
1.5 Adozione di strategie di intervento per i BES
"Dalle considerazioni sopra esposte si evidenzia, in particolare, la necessità di elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni e studenti con bisogni educativi speciali, anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato, individuale o anche riferito a tutti i bambini della classe con BES, ma articolato, che serva come strumento di lavoro

In itinere per gli insegnanti ed abbia la funzione di
documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate. Le scuole – con determinazioni assunte dai Consigli di classe, risultanti dall’esame della documentazione clinica presentata dalle famiglie e sulla base di considerazioni di carattere psicopedagogico e didattico – possono avvalersi per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della Legge 170/2010 (DM 5669/2011), meglio descritte nelle allegate Linee guida."
 
1.6 Formazione
"...Per questo è sempre più urgente adottare una didattica che sia ‘denominatore comune’ per
tutti gli alunni e che non lasci indietro nessuno: una didattica inclusiva più che una didattica speciale.
Al fine di corrispondere alle esigenze formative che emergono dai nuovi contesti della scuola italiana, alle richieste di approfondimento e accrescimento delle competenze degli stessi docenti e dirigenti scolastici, il MIUR ha sottoscritto un accordo quadro con le Università presso le quali sono attivati corsi di scienze della formazione finalizzato all’attivazione di corsi di perfezionamento professionale e/o master rivolti al personale della scuola....."
 
Il documento fa poi riferimento al ruolo dei CTS .
 
Chi volesse leggere l'intero documento può farlo andando sul sito del Ministero.
 

venerdì 11 gennaio 2013

INCONTRI PER RAGAZZI AID BIELLA/VERCELLI: INGLESE


      EHI  RAGAZZI 

TROVIAMOCI , CONOSCIAMOCI , GIOCHIAMO

 CON L’INGLESE   !!!!

Un amico vi guiderà con giochi divertenti  a parlare  in Inglese !!

Il  gruppo ragazzi   “ Voliamo sulle ali della dislessia”

 vi aspetta alla          Biblioteca di Santhià

Il 18 Gennaio ore 21

Iscrizione € 15   (4 incontri) – età dai 12 in su’

Tel. 3288420229

 

 

incontri aid Biella/Vercelli: quando l'autostima cala che ruolo gioca il genitore?


INCONTRI ASSOCIAZIONE

Presso :  Biblioteca Civica del Comune di Santhià- Via Dante 1

VENERDI  18  Gennaio ORE  21

   QUANDO L’AUTOSTIMA CALA CHE RUOLO GIOCA IL GENITORE

 

Dott.sa Sara Rassa Psicologa clinica

                          Dott.ssa Laura Grazio Psicologa clinica ed Insegnante

Inoltre          

GRUPPO RAGAZZI

Continuano durante le serate gli incontri con i ragazzi dai 12 anni in su

Presentazione progetto 2013
 Inglese si ma divertendoci !!!!!!

domenica 18 novembre 2012

CIRCOLARE REGIONE PIEMONTE N° 547

La circolare ha per oggetto DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI CON DSA:RICOGNIZIONE DELLE PIU' RECENTI PRONUNCE GIURISPRUDENZIALI.

Consiglio la lettura della Circ Reg in quanto riporta diverse sentenze del TAR da cui è possibile trarre risposte a numerosi dubbi di docenti e genitori.

Spesso i colleghi mi chiedono se è possibile bocciare un alunno con DSA qualora non abbia raggiunto gli obiettivi minimi.

 Altri sostengono che per legge un alunno con diagnosi DSA non possa essere bocciato e se l'insegnante lo fa va incontro a ricorsi da parte della famiglia.

Nelle sentenze del Tar riportate nella Circ Reg, è chiaro che un alunno con DSA è un bambino con gli stessi doveri degli altri, semplicemente apprende attraverso strategie e percorsi diversi.
Se la scuola lo mette in grado di apprendere e lui non raggiunge gli obiettivi, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, è possibile non ammetterlo alla classe successiva

Spesso le famiglie che si rivolgono al Tar vincono il ricorso in quanto la scuola ha avuto dei comportamenti omissivi, ad esempio non ha stilato un PDP, non ha utilizzato gli strumenti dispensativi /compensativi o non ha dimostrato di averli fatti usare, non c'è stata collaborazione con i servizi sanitari e con la famiglia. In sintesi non ha rispettato le indicazioni stabilite dalla legge.
Quindi è obbligatorio applicare la legge e dimostrare di averlo fatto attraverso relazioni, PDP e verbali. Tutto dev'essere documentato, perché in caso di ricorso al TAR, si fa riferimento a quanto scritto  nero su bianco, lo stesso vale di fronte a un rifiuto della famiglia.

 Faccio un esempio, l'insegnante nota che il bambino ha delle difficoltà e consiglia alla famiglia di rivolgersi ai servizi sanitari per approfondire il problema, la famiglia prende tempo o rifiuta....tutto ciò dev'essere verbalizzato sul registro di classe, dell'insegnante e della progettazione oltre che nei verbali dei vari Consigli di Classe.

I genitori sono liberi di scegliere di non proseguire l'indagine, è un loro diritto, ma il docente deve, comunque tutelarsi, dichiarando che il problema, da parte della scuola, non è stato sottovalutato. Questo perché è accaduto che alcune famiglie, soprattutto negli ordini di scuola superiore, quando il problema diventa più grave, abbiano accusato i docenti dell'ordine di scuola inferiore di non averli mai informati della difficoltà del figlio. In certi casi ci sono anche state denunce per tale mancanza.

Ci sono stati anche casi in cui la scuola ha dimostrato di aver tenuto conto delle caratteristiche degli alunni e di aver applicato la normativa, in quel caso il Tar si è espresso a favore della scuola giudicando legittima la bocciatura . Le sentenze del TAR fanno sempre riferimento ai verbali del Consiglio di Classe, in quanto costituiscono atto pubblico, quindi non contestabile. La sentenza elenca addirittura gli strumenti che i docenti hanno dimostrato di utilizzare per promuovere il raggiungimento degli obiettivi.Inoltre dev'essere dimostrato il non raggiungimento degli obiettivi attraverso verifiche di recupero.

Alcune sentenze hanno anche evidenziato come la famiglia non sia stata collaborativa con la scuola che non è stata presente e partecipe all'organizzazione degli adempimenti scolastici. In pratica, la scuola ha stilato il PDP che è un patto educativo con la famiglia, è controfirmato dai genitori che s'impegnano a seguire il figlio secondo le indicazioni date dalla scuola, non applicare quanto stabilito dal patto educativo può anche essere considerato causa del non raggiungimento degli obiettivi.

La Circolare precisa, inoltre che :

LA LEGGE 170 E' FINALIZZATA A GARANTIRE IL SUCCESSO FORMATIVO E NON A GARANTIRE SEMPRE E COMUNQUE LA PROMOZIONE ALLA CLASSE SUCCESSIVA.

http://www.dirittoscolastico.it/u-s-r-piemonte-circolare-n-547-del-06-novembre-2012/

sabato 10 novembre 2012

ISTITUTI COMPRENSIVI E PASSAGGI DELLA DOCUMENTAZIONE DSA

Spesso ci sono pareri contrastanti sulle procedure da seguire quando un alunno di un istituto comprensivo deve passare da un ordine di scuola a quello successivo.
C'è chi sostiene che , essendo la segreteria unica,il passaggio della diagnosi e del pdp, debba essere automatica, pertanto i docenti del nuovo ordine di scuola ne sono messi automaticamente al corrente.

Altri sostengono che, anche se la segreteria è la stessa, dev'essere la famiglia a richiedere il passaggio della documentazione in quanto si tratta di passaggio da un ordine di scuola all'altro.

E' sempre la famiglia che decide se e a chi comunicare le informazioni relative allo stato cognitivo e d'apprendimento del proprio figlio.

Esistono famiglie, che, per le ragioni più diverse, decidono di non far sapere ai docenti degli ordini successivi, il DSA del proprio figlio. E' ovvio, che in caso simile, se le informazioni dovessero uscire dai cassetti della segreteria dove sono depositate, si rischierebbe una bella querela.

In merito i Dirigenti Scolastici, dovrebbero informare i docenti delle corrette procedure da seguire.

Può succedere che i docenti dell'ordine superiore, trovandosi di fronte a un bambino in difficoltà, chiedano informazioni sull'esistenza di una diagnosi, ai colleghi o alla segreteria dell'ordine inferiore....Trattandosi di dati sensibili nessuno deve dare informazioni.

Cosa deve fare il docente che ha dei sospetti?

Per prima cosa deve convocare la famiglia e indagare sul trascorso scolastico dell'alunno, spesso durante tale confronto la famiglia dichiara se il bambino ha una diagnosi DSA o meno, in quel caso bisogna informarla che deve richiedere alla segreteria il passaggio della documentazione. Qualora il ragazzino non avesse una diagnosi, si può valutare l'eventualità di indagare le motivazioni di un apprendimento scadente e difficoltoso.

Cosa deve fare la famiglia?

La famiglia deve sempre e comunque dichiarare per iscritto, le sue intenzioni, sia che voglia il passaggio della documentazione, sia che desideri non far sapere nulla.

Il consiglio, comunque, è che di fronte a un DSA, tutti i docenti siano informati dello stato del ragazzo, al fine di attuare un percorso di apprendimento/insegnamento il più efficace possibile

sabato 29 settembre 2012

CHE COSA SIGNIFICA INSEGNARE ATTRAVERSO GLI INDICI TESTUALI?

L'uso degli indici testuali è una metodologia che andrebbe usata (molti docenti lo fanno) con gli alunni di ogni ordine e grado e in qualunque situazione cognitiva in quanto permette di apprendere attraverso l'osservazione, l'anticipazione e la formulazione di ipotesi.

Gli indici testuali, in parole povere, sono tutte quelle informazioni che ci fornisce il testo a colpo d'occhio: le immagini, i titoli, le didascalie, le parole scritte con colori e caratteri diversi...
confrontandosi coi compagni sul perchè di certe immagini, leggendo le didascalie e le parole evidenziate, inizia a sperimentare senza apprendere in modo menemonico o schematico.

Il fare per imparare è la condizione principale affinchè si realizzi l'apprendimento nei ragazzi con DSA, in quanto per loro la memorizzazione non è efficace, come può non esserlo l'esecuzione puramente meccanica.

Agli indici testuali si può far seguire la costruzione di schemi o mappe

mercoledì 19 settembre 2012

PEI O PDP?

Prima di tutto è necessario conoscere la differenza tra i due documenti.

 Il PEI (PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO) riguarda la progettazione di una programmazione individualizzata dove gli obiettivi, generalmente, sono diversi da quelli del gruppo classe in quanto vengono semplificati e ridotti. Solitamente il PEI si stila per tutti quei soggetti che rientrano nella legge 104 del 92 e per i quali viene prevista l'insegnante di sostegno. Il PEI è collegato al PDF (PIANO DINAMICO FUNZIONALE)


Il PDP (PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO) riguarda la PERSONALIZZAZIONE del percorso didattico per il raggiungimento degli obiettivi e non l'INDIVIDUALIZZAZIONE. Personalizzare significa adattare il modo di insegnare al modo di apprendere del bambino che abbiamo davanti. Un alunno con DSA apprende per canali diversi pertanto ha bisogno di strumenti, metodologie e attenzioni particolari. Gli obiettivi, però, non vengono modificati, restano gli stessi del gruppo classe in cui è inserito. Cambiano gli strumenti, cambiano le modalità, cambiano i tempi e le modalità di verifica...

Che cosa fare in caso di EES?
La cosa da fare è leggere le indicazioni date dagli specilisti. Se parlano di "necessità di una programmazione individualizzata" bisognerebbe redigere il PEI, ma in questo caso si sconfina nella 104 e quindi nella richiesta di un sostegno.

Se parlano di "percorso personalizzato" si deve redigere il PDP.

La cosa migliore, nel dubbio, è chiedere sempre consiglio agli specilisti che hanno valutato il bambino. La cosa certa è che un bambino con EES deve avere il suo documento in cui viene specificato il percorso didattico che gli insegnanti intendono seguire.
Mentre la legge 170 per i DSA pone l'obbligo per la compilazione, gli altri EES non hanno una normativa che stabilisca un procedimento preciso, pertanto è necessario che i genitori chiedano consiglio allo specialista in merito al percorso da seguire e al tipo di documento da richiedere alla scuola.

pdp e bisogni educativi speciali

Copio e incollo direttamente dal sito della regione Piemonte:

http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2007/52/suppo1/00000001.htm

  • Art. 15.

(Interventi per l’integrazione scolastica degli alunni disabili o con esigenze educative speciali)
 
2. Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati nell’ambito degli indirizzi regionali di cui al comma 1, anche in collaborazione con le famiglie, attraverso una programmazione coordinata dei servizi e delle attività scolastiche per la predisposizione di un piano educativo individualizzato, al quale possono concorrere altri soggetti pubblici e privati.

(Legge regionale 28 dicembre 2007, n. 28. Norme sull’istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa)




  • estratto DGR n. 18−10723 del 9.2.2009 e  n. 13−10889 del 2.3. 2009  

Gli alunni con Esigenze Educative Speciali sono soggetti che necessitano di specifica programmazione educativa e che risultano così valutati dai Servizi di Neuropsichiatria Infantile o da Struttura Specialistica del SSN entro il 31/12 dell'anno scolastico di riferimento :

PATOLOGIA CODIFICATA SECONDO CLASSIFICAZIONE ICD 10 DELL'OMS:

Sindromi e disturbi da alterato sviluppo psicologico (codici da F80 a F89)

F 80 Disturbo evolutivo specifico dell'eloquio e del linguaggio

F 81 Disturbo evolutivo specifico delle abilità scolastiche (Comprende Dislessia) (D.S.A.)

F 82 Disturbo evolutivo specifico delle abilità motorie

F 83 Disturbi evolutivi specifici misti

F 88 Altre sindromi e disturbi da alterato sviluppo psicologico

F 89 Sindromi e disturbi non specificati da alterato sviluppo psicologico

Sindromi ipercinetiche (comprende ADHD)

F 90.0 Disturbo dell'attività e dell'attenzione

F 90.1 Disturbo ipercinetico della condotta

F 90.8 Sindrome ipercinetiche di altro tipo

F 90.9 Sindrome ipercinetica non specificata

DEFICIT COGNITIVO

Livello intellettivo con QI compreso indicativamente tra i valori 70 ed 84 (codificato nel Sistema Npi.net con il codice QXX: Capacità cognitive al limite QI da 70 a 84.


Il DRG

mercoledì 22 agosto 2012

INDICAZIONI PER LA DIAGNOSI E LA CERTIFICAZIONE DIAGNOSTICA PER I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO dsa


Con nota del 24 luglio 2012 il Ministero dell’istruzione ha reso disponibile le disposizioni in merito alle diagnosi. L’intera nota è consultabile al seguente siti www.statoregioni.it

I punti salienti:

1.       La diagnosi dev’essere tempestiva e richiesta dopo che la scuola ha verificato, attraverso attività di recupero, che non c’è miglioramento e persistono le difficoltà tra il bambino e il gruppo classe.

2.       Le Regioni si attivano affinché la diagnosi sia precoce

3.       Le asl e i centri accreditati devono produrre le diagnosi entro il 30 marzo per gli alunni che devono frequentare gli esami di stati. Per gli altri la diagnosi può essere rilasciata in qualunque momento dell’anno.

4.       Se le asl e i centri accreditati non riescono produrre la documentazione entro i termini richiesti, le regioni possono accreditare nuovi centri privati, questo al fine di non avere oneri a carico dello Stato.

5.       I centri accreditati devono rilasciare una diagnosi in cui sia specificato il percorso diagnostico secondo i criteri stabiliti dalla Consensus Conference.

6.       La diagnosi deve contenere un codice di categoria diagnostica e indicazioni indispensabili per la stesura della programmazione

7.       La diagnosi va rifatta ogni volta che il soggetto passa a un nuovo ordine di scuola, comunque mai prima di 3 anni

8.       All0accordo viene allegato un modello di diagnosi in modo da uniformare il territorio nazionale affinché le diagnosi siano chiare su tutto il territorio italiano.

9.       La diagnosi viene trasmessa alla scuola per via telematica previa autorizzazione della famiglia

Sul sito dell’AID è possibile leggere il commento del prof Stella al nuovo decreto legislativo http://www.aiditalia.org/it/conferenza_stato_regioni_25_luglio_2012_stabilito_il_percorso_di_diagnosi_dsa.html

USARE IL PC A SCUOLA

Durante l'estate ho letto alcuni libri sui DSA di cui il più pratico e interessante è stato " Competenze compensative" di FAGAROLO - SCAPIN edito dalla Erickson.

Nel testo vengono forniti consigli pratici sull'uso dei vari strumenti, in particolare del computer.

Le stesse linee guida danno come indicazione l'uso del computer a partire dalla scuola primaria per compensare difficoltà quali l'ortografia o la disgrafia. Il problema però è che per poter usare completamente il pc come strumento il bambino dovrebbe possedere un'ottima competenza e un automatismo di scrittura al pari dei compagni perché in caso contrario rischierebbe di commettere errori di battitura pertanto sarebbe difficile comprendere se gli errori commessi sono legati a una competenza scarsamente sviluppata nell'uso della strumento o al disturbo specifico dell'apprendimento, il problema iniziale, quindi,  non verrebbe superato ma, addirittura, acutizzato. Inoltre un mancato automatismo nell'uso del pc significherebbe una maggiore lentezza di esecuzione che andrebbe a sommarsi alla già esistente lentezza fisiologica.
La domanda che sorge spontanea è "cosa fare per aiutare il bambino?"
La prima cosa è insegnargli l'uso corretto del computer, non tanto l'uso dei vari programmi quanto quello della tastiera. Il bambino, per essere davvero competente e usare questo strumento come strumento compensativo, efficace in tutto e per tutto, deve poter scrivere velocemente, usando le 10 dita e senza guardare la tastiera. A tal fine è necessario che le insegnanti programmino, per i primi mesi di scuola, delle attività in cui insegnare al bambino l’uso della tastiera. Per fare ciò, poiché c’è un’intera classe da seguire, è necessario utilizzare le ore di contemporaneità, laddove essere esistono ancora, come, ad esempio, in alcuni tp. Dove le ore di contemporaneità sono state abolite a causa della riforma, e ci sono volontari che supportano il lavoro delle insegnanti, si possono usare le ore di queste persone. In casi diversi, se non si riesce a ritagliare uno spazio da dedicare esclusivamente al bambino, è necessario demandare questo compito alla famiglia progettando insieme il percorso da seguire. In ogni caso la famiglia deve avere il suo ruolo e intervenire con esercizi di rinforzo e di continuità affinché il bambino apprenda la competenza il più velocemente possibile. Bastano 10 minuti al giorno purché costanti.

Per l’apprendimento dell’uso della tastiera esistono programmi di cui alcuni free:
PROGRAMMA 10 DITA: cercate su google 10dita (tutto attaccato)  oppure lo trovate allegato al testo “Il computer di sostegno ”di F FOGAROLO edito da Erickson.  Il percorso consiste in circa 61 lezioni
Altro programma è il TUTORE DATTILO  di cui potete avere maggiori informazioni accedendo al sito di Mauro Rossi al seguente indirizzo  http://www.maurorossi.net/tutoredattilo/


martedì 17 luglio 2012

RIAPERTURA DEL SERVIZIO LIBROAID

Ricevo dall'AID e pubblico volentieri:  Gentile Socio,


____________________________________________

Caro socio,
> nel corso di questi anni, grazie al prezioso contributo della Fondazione

> Telecom Italia, il servizio LibroAID è stato accessibile in maniera del

> tutto gratuita per coloro che ci hanno fatto richiesta dei testi

> scolastici in formato digitale. Anche quest’anno il servizio sarà erogato

> a tutti gratuitamente: dal prossimo anno scolastico 2012/2013, le

> procedure di accesso subiranno alcune modifiche, con l’intento – che

> sempre contraddistingue l’operato dell’Associazione - di porre al centro

> della nostra attenzione le famiglie e le persone, ovvero i diretti

> destinatari del servizio stesso.

>

> Infatti, l’accesso al servizio di richiesta e fornitura dei testi digitali

> sarà possibile ai soli genitori o tutori di alunni minorenni (così come

> agli utenti maggiorenni) in possesso di una diagnosi di DSA, che abbiano

> acquistato il testo in formato cartaceo.

> Il servizio, dedicato alle famiglie di minori con Disturbi Specifici

dell’Apprendimento

> ed ai dislessici adulti, sarà inoltre affiancato dal valido supporto delle

> scuole, che - non avendo più il compito di richiedere i libri digitali per

> conto dei propri alunni e studenti – rappresenteranno, insieme alle

> Sezioni locali dell’Associazione, un punto di riferimento diretto sul

> territorio per coloro che potrebbero necessitare di un sostegno nell’uso

> del servizio informatizzato.

> Le ricordiamo che il servizio è attualmente in riapertura e lei potrà

> accedere usando le credenziali (nome utente e password) che usa per

> accedere all’area riservata di AIDITALIA.ORG

>

> Inoltre, nell’ottica di continuo miglioramento perseguito dall’AID per

l’erogazione

> dei propri servizi, LibroAID – già dal prossimo anno scolastico – attiverà

> il sistema di download dei libri: con questo nuovo progetto, che vedrà

> prossimamente la sua concreta realizzazione, i diretti interessati saranno

> in grado di scaricare direttamente da casa i testi in formato digitale,

> semplicemente accedendo dal proprio personal computer al sito

> www.libroaid.it, e seguendo la procedura guidata.

> Il sistema di protezione SOCIAL DRM attivato su questi prodotti editoriali

> digitalizzati, impedendo la copia illegale del testo in PDF, consente al

> fruitore del servizio l’applicazione dei software compensativi normalmente

> utilizzati dagli studenti dislessici (sintetizzatori vocali, programmi per

> la creazione di mappe concettuali, etc. etc.), software diversamente non

> applicabili ai normali libri digitali in vendita online.

> Oltre ai testi scolastici, sarà possibile, per tutti gli iscritti,

> scaricare gratuitamente dal nostro sito www.libroaid.it oltre 300

> audiolibri di narrativa.

>

> Tutto questo è stato reso possibile grazie alla sensibilità delle case

> editrici De Agostini Scuola, Oxford University Press, Zanichelli,

> Tredieci, Bulgarini, Itaca, Edizioni Dehoniane, che hanno aderito al

> nuovo progetto per l’implementazione del sistema di download dei testi

> digitali, e da Fondazione Telecom Italia che finanzia per il prossimo anno

> scolastico per 221.000 euro.

>

>

> Siamo certi che l’utilizzo di questo innovativo servizio pensato per le

> persone con DSA incontrerà il favore proprio di coloro per i quali è stato

> concepito: lo snellimento delle procedure e la riduzione dei tempi di

> attesa per la consegna dei testi; la sinergia degli editori che hanno

> creduto con noi al progetto ed hanno compiuto questo importante passo con

> LibroAID, rappresentano quella semplificazione utile e necessaria che da

> tempo sentivamo di dover offrire a Voi tutti.

> Siamo altrettanto certi che Lei non mancherà di sfruttare al meglio questa

> straordinaria opportunità offertaLe come Genitore, permettendoci di

> ottenere quei riconoscimenti a supporto del progresso dei nostri

> servizi – che auspichiamo di offrire sempre gratuitamente ai nostri

> stakeholder più diretti – da parte della platea di donatori e partner che

> affianca l’Associazione Italiana Dislessia e la Biblioteca Digitale.

>

> Vi ricordiamo inoltre che tutte le guide di supporto al corretto utilizzo

> di registrazione e prenotazione dei testi sono disponibili sul sito

> www.libroaid.it e per qualsiasi informazione di carattere generale potete

> rivolgervi al Presidente AID della propria sezione di riferimento. Per

> trovare il Presidente di Sezione più vicino, è sufficiente cliccare nella

> pagina del sito AID nazionale

> http://www.aiditalia.org/it/aid_in_italia.html, selezionare la propria

> regione e la provincia di residenza.

>

>

>

> LibroAID - Biblioteca Digitale “Giacomo Venuti”

> Responsabile del Progetto “LibroAID”

> Giacomo Stella

> Andrea Montanaro

>

venerdì 27 aprile 2012


Ho ricevuto questa mail indirizzata ai referenti DSA, pertanto ve la incollo affinchè ne siate informati:



"Si comunica che, nell'ambito dei "Giovedì pedagogici" organizzati dall'UTS -

Necessità Educative Speciali - è stato programmato per giovedì 3 maggio, dalle 15 alle 18, presso l'ITC Arduino - Via Figlie dei Militari 25 - un incontro sul nuovo software IPERMAPPE prodotto dalla Erickson, presentato dal Dott. Stefano Franceschi.
Questo software è uno strumento utile per sostenere lo studio e l'apprendimento sia come strumento compensativo per allievi con Disturbi Specifici di Apprendimento, che come strategia di facilitazione nello studio per tutti gli studenti. Il software consente di costruire in modo semplice e intuitivo delle «ipermappe», per un efficace e autonomo metodo di studio.
L'incontro è aperto a docenti, genitori e tutor doposcuola. Si pregano pertanto i referenti di volerne dare sollecita comunicazione alle famiglie.

Per ulteriori informazioni sui "Giovedì pedagogici" consultare il sito http://www.necessitaeducativespeciali.it/

Cordiali saluti.

Antonietta Centolanze (referente Rete Hc) "




La sottoscritta ha già provveduto a richiedere al dirigente che inviti i docenti con alunni DSA a darne comunicazione alle famiglie


































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codici DSA

Sulle diagnosi vengono riportati dei codici che si riferiscono ai vari DSA.
La classificazione riporta la segunte sigla ICD-10 seguita dai seguenti codici:

F81.0 DISLESSIA
F81.1 DISORTOGRAFIA
F81.2 DISCALCULIA
F81.3 DISTURBI MISTI DELLE ABILITA' SCOLASTICHE

Sulle diagnosi potete trovare sia il codice con accanto la dicitura che il semplice codice di riferimento.

Ricordo che la famiglia non è tenuta a depositare tutta la documentazione riportante i parametri e i risultati dei test in quanto sono dati sensibili che non interessano alla scuola.

Alla scuola dev'essere rilasciata copia della diagnosi in cui si attesta il tipo di DSA e vengono date indicazioni di carattere metodologico.

Se un documento rilasciato da una struttura privata viene allegato alla diagnosi rilasciata dall'asl ha valore quest'ultima, ossia, se nella copia del centro privato ci sono dati poco chiari o leggibili la scuola deve, comunque, tener conto dell'attestazione dell'asl che conferma quanto dichiarato dallo specialista privato

giovedì 19 aprile 2012

DIFFICOLTA' DI COMPRENSIONE DEL TESTO: DSA O NO?

Giacomo Stella ha risposto alla domanda di un'insegnante che all'incontro di Grugliasco del 19 aprile gli chiedeva se tale difficoltà rientra o meno nei DSA.




"La comprensione del testo coinvolge compiti complessi di cui non si conoscono ancora, in modo approfondito, le componenti. Per poter comprendere bisogna possedere un buon lessico e il lessico si acquisisce e arricchisce leggendo, pratica difficile per un dislessico; la comprensione richiede una capacità inferenziale e una memoria di lavoro che permette di mettere in relazione più elementi che fanno parte del testo. I bambini che ricevono maggiori stimoli dalla famiglia e dall'ambiente socio culturale hanno, in genere, buone capacità di comprensione, ciò funziona molto bene coi testi narrativi ma non funziona con testi problematici o di altra natura.




I bambini DSA possono presentare una buona capacità di comprensione durante la scuola primaria e avere una caduta negli ordini di scuola successivi, questo per la caratteristica dei testi su cui si lavora, sulla loro complessità e lunghezza.


Il disturbo della comprensione del testo, quindi, esiste ma non è riconosciuto perchè ci sono ancora molte ipotesi e incertezze." (G Stella)




Pertanto, un disturbo della comprensione può essere una conseguenza della dislessia ma , attualmente , non rientra nei DSA, può essere riconosciuto come EES, gli insegnanti devono,comunque, mettere in atto strategie specifiche ponendo attenzione a come il testo stesso viene presentato, assicurarsi che il bambino abbia uan buona padronanza del lessico presentato e possieda una buona memoria di lavoro. Individuati i punti di caduta (in genere emergono facendo i test cognitivi ma anche attraverso un'attenta osservazione è possibile comprendere cosa non funziona) si lavorerà con attività mirate e di rinforzo.


Mi permetto di aggiungere che, in base a quanto spiegato dal professore, una persona che non comprende un testo non ha, necessariamente un quoziente intellettivo basso. Purtroppo il pregiudizio cattiva comprensione del testo = scarse capacità intellettive è piuttosto comune!


Invito a non essere superficiali e a considerare che dietro a uno scarso rendimento possono esserci molte motivazioni non necessariamente legate a capacità cognitive scadenti

sabato 14 aprile 2012

PDP PER ALUNNI CON ADHD

copio e incollo da "BOLLETTINO AGORA' AIFA ONLUS "

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Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali Loro Sedi


Oggetto: Piano Didattico Personalizzato per alunni con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività).


Si fa seguito alla circolare n° 4089 del 15 giugno 2010, con la quale sono state fornite puntuali indicazioni riguardo alla integrazione scolastica degli alunni affetti da ADHD ( Disturbo da deficit di attenzione/iperattività ) e, al fine di agevolare ulteriormente gli operatori scolastici che si trovano ad affrontare le problematiche derivanti dalla presenza di tali alunni nelle classi, si richiama l'opportunità che ciascuna istituzione scolastica interessata rediga un Documento Personalizzato per gli alunni affetti da tale disturbo così come previsto per ì soggetti con disturbi specifici dell'apprendimento ( DSA ).

Come è noto, infatti, la didattica personalizzata, anche sulla base di quanto indicato
nella Legge 53/2003 e nel Decreto legislativo 59/2004, calibra l'offerta didattica attraverso l'impiego di una varietà di metodologie e strategie didattiche, tali da promuovere le potenzialità e il successo formativo in ogni alunno. L'uso dei mediatori didattici, l'attenzione agli stili di apprendimento, la adozione degli interventi sulla base dei livelli raggiunti, si pongono nell'ottica di promuovere un apprendimento significativo , anche con l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere.

II documento di cui sopra dovrebbe appunto contenere, oltre ai dati anagrafici dell'alunno, l'indicazione degli strumenti compensativi/dispensativi adottati nelle diverse discipline, al fine di garantire il successo formativo, nonché le modalità di verifica che si intendono adottare. Tale documento dovrà essere inoltre redatto entro il termine massimo del primo trimestre in collaborazione con la famiglia dell' alunno e i Centri di diagnosi e cura per l'ADHD presenti sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità ovvero la Unità Sanitaria competente per territorio, e successivamente ridiscusso in corso d'anno per rivedere e riformulare il relativo piano didattico.

Si sottolinea infine l'esigenza che tale documentazione venga trasmessa dagli insegnanti al team docente dell'ordine di scuola successivo per garantire la continuità delle valutazioni e delle azioni da adottare,

Le segreterie didattiche sono incaricate di segnalare tempestivamente ai responsabili di classe ogni nuova certificazione /anche in corso d'anno, che documenti eventuale comorbilità.

Si ribadisce inoltre l’importanza, già rilevata con circolare prot.7373 del 17.11.2010 emanata dalla scrivente Direzione Generale, della precoce individuazione del disturbo a partire dalla Scuola dell'Infanzia, in modo da consentire alle istituzioni scolastiche di intervenire in modo adeguato aiutando il bambino a sostenere una buona scolarizzazione.

Si sarà grati alle SS.LL se vorranno curare la diffusione della presente nota circolare presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di competenza.

Il Dirigente
Antonio Cutolo
Viale Trastevere. 7S/A-00153 Roma-Tel. 06 S849-2792 Fax 06 5849-2471
e mail : destudenteufficio@istruzione.it

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Questa circolare serve a chiarire le idee a molti di quei colleghi che si sono trovati in seria difficoltà nel decidere se il PDP andava stilato anche per coloro che non avevano una diagnosi DSA. Io ho sempre ribadito che esso è un documento che tutela i bambini con difficoltà e andrebbe fatto sempre, in particolar modo per coloro che si apprestano a frequentare un nuovo ordine di scuola. Tale circolare ribadisce i concetti che ho sempre espresso, inoltre, essendo gli ADHD e i DSA degli EES è logico e automatico che il PDP si debba stilare per TUTTI i bambini che ricevono una certificazione di bisogni educativi speciali (EES).
Per quanto concerne i modelli gli insegnanti possono adattare quelli previsti i DSA , l'essenziale è che il documento spieghi il percorso didattico ed educativo che s'intende seguire e il patto educativo che si stabilisce con la famiglia. Una volta che il PDP viene sottoscritto da scuola e famiglia va rispettato da entrambe le istituzioni e non esistono scuse nella non applicazione di strumenti e metodologie.

REGIONE PIEMONTE: ISEE E RIMBORSI DSA

La regione Piemonte, come ogni anno, istituisce degli assegni di studio (LR 25/07 ) e delle borse di studio a.sc 2011-2o12 + fornitura libri di testo a.sc 2012-13 per tutti coloro che hanno l'ISEE che varia da 0 a 10.632.94 euro e a ISEE non superiori a 40.000 euro



Per chi ha la L 104 o la certificazione di EES e DSA e un ISEE inferiore a 40000 euro può richiedere il rimborso dei materiali specifici finalizzati alla didattica.


Le scuole distribuiscono a TUTTI gli alunni una circolare in cui s'informa delle condizioni stabilite dalla Regione Piemonte per usufruire dei rimborsi, degli assegni e delle borse di studio ma non si fa riferimento alla L 104, agli EES e ai DSA pertanto chi ha un ISEE basso deve richiedere il modulo unificato alla scuola e chi ha un figlio che rientra in una delle tre categorie di cui sopra deve cercare la voce specifica sul modello

Chi ha in ISEE superiore ai 40000 euro non ha diritto ad alcun rimborso

lunedì 20 febbraio 2012

LE TABELLINE

Le tabelline sono l'incubo di generazioni di alunni. In realtà bisogna far comprendere che esse sono semplicemente una strategia di calcolo per eseguire velocemente le moltiplicazioni. Compito dell'insegnante è fornire dei metodi per raggiungere gli obiettivi ma non è detto che la strategia che funziona con uno funzioni anche con gli altri perché ognuno di noi ha modi di apprendimento personali.
Una prima strategia da insegnare è che la moltiplicazione e quindi la tabellina, altro non è che la "scorciatoia" dell'addizione ripetuta, strategia utile se ad un certo punto non si ricorda un prodotto o una sequenza, se il bambino sa che basta fare l'addizione ripetuta, è in grado di proseguire il calcolo. E' ovvio che il procedimento è più lento ma se l'obiettivo è quello di trovare il risultato di una moltiplicazione è giusto che il bambino lo trovi con il sistema a lui più congeniale. Questo vale soprattutto per i bambini con DSA che apprendono in modo diverso dai cananoni tradizionali.
Che senso ha accanirsi affinché imparino a memoria le tabelline?
Che senso ha pretendere che un bambino che ha difficoltà di memoria impari in quel modo le tabelline?
Bisogna insegnare la strategia di calcolo, bisogna insegnare la strada per arrivare al risultato anche se più lunga di quella tradizionale. E' vero che ai bambini con DSA è concesso l'uso della tavola pitagorica ma è altrettanto vero che ci sono diverse forme di discalculia e l'insegnante, come il genitore, devono provare ad insegnare delle strategie che stimolino la mente. Questo non significa che la tavola pitagorica o la calcolatrice non devono essere concesse, anzi!
Il bambino deve imparare che per contare deve usare uno strumento primordiale che madre natura gli ha concesso da sempre, le dita! Le dita sono un ottimo aiuto anche per trovare strategie che possono aiutare a ricordare i prodotti.
Io ne ho insegnati un paio a un bambino che sta studiando le prime tabelline.Lui non è discalculico ma non ha una memoria immediata pertanto fatica un po' .
Per la tabellina del 2 gli ho spiegato che le mani sono come uno specchio e se faccio 2X1 alzo il primo dito di entrambe le mani e leggo quante dita ho alzato. 2X2 alzo indice e pollice di entrambe le mani e vedo quante dita ci sono in tutto....così fino a 5X2. quando bisogna fare 2X6 si procede da capo come prima ma bisogna ricordare che prima di dire il prodotto bisogna metter davanti la decina, cioè, 2X6 alzo i due pollici perché il pollice è anche quello che alzo quando conto 6, vedo due se davanti gli metto 1, cioè la decina fa 12. In questo modo, che spiegato sembra complicato, ha imparato velocemente la tabellina.
Per la tabellina del 4 gli ho spiegato che i primi due prodotti sono solo unità, il terzo e il quarto hanno 1 decina, il quinto, sesto e settimo hanno 2 decine e come unità le stesse dei primi tre prodotti , l'ottavo e il nono hanno 3 decine.... Ciò che il bambino deve visualizzare è la posizione dei prodotti sulle dita e l'associazione della composizione del numero alle dita.
Ci sono bambini che riescono in questo processo di visualizzazione e bambini per cui risulta difficile, bisogna provare e verificare cosa succede!
Altro sistema sono le moltiplicazioni turche che potete imparare guardando questo sito http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=301&title=la_moltiplicazione_sarda_o_turca&more=1&c=1&tb=1&pb=1.
Alcune persone ritengono che lo studio di filastrocche in cui vengono inseriti i prodotti della tabellina da studiare siano un aiuto, in realtà sono una fatica ulteriore soprattutto per quei bambini che presentano difficoltà nella memorizzazione in quanto oltre ai numeri bisogna imparare frasi, rime e associazioni . L'invenzione di rime associate alle tabelline può essere efficace se è il bambino stesso a inventarle creandosi immagini mentali, ma i prodotti preconfezionati difficilmente sono efficaci. In alcuni casi funzionano se alle filastrocche sono associate delle immagine evocative del risultato.
In ogni caso studiare tabellina e filastrocca contemporaneamente può non dare il risultato sperato e frustrare ulteriormente bambino e famiglia!
Questa è la mia opinione a cui sono giunta attraverso sperimentazioni sul campo!

domenica 22 gennaio 2012

CONVEGNO IVREA, LEGGE 170: APPUNTI 3

PDP
DOTTORESSA ARDISSINO, PSICOPEDAGOGISTA , FORMATRICE AID

La dottoressa ha illustrato la funzione del pdp

P= progetto
D= didattico cioè miglioramento del processo d'insegnamento/apprendimento in efficacia ed efficienza
P= personalizzato nella metodologia , nei tempi e nella progettazione a casa

Il PDP riguarda la programmazione che deve diventare flessibile essa non si deve discostare da quella della classe e gli obiettivi devono restare gli stessi. Quindi non cambia niente ripsetto a ciò che faccio con la classe anche in considerazione del fatto che gli strumenti concessi ai DSA possono essere utilizzati da tutti.
Il pdp illustra gli interventi degli insegnanti che devono essere commisurati sul bambino.
Il pdp prevede la flessibilità didattica.

Che cosa significa personalizzare gli obiettivi?
Significa aver ben presente i punti di forza e debolezza del bambino e progettare il percorsa su quelli. Significa prendersi cura dell'aspetto emotivo-motivazionale e relazionale che interviene durante la fase di apprendimento.

Il PDP è un contratto tra scuola e famiglia e come tale va rispettato da entrambe le parti , oppure con il ragazzo stesso qualora sia maggiorenne e firma il proprio PDP.

MODELLI:
le scuole sono libere di scegliere e crearsi i modelli che preferiscono, l'AID ha proposto il suo .
Se la diagnosi arriva in corso d'anno gli ingegnanti devono provvedere all'immediata stesura del documento.
Per redarre il Pdp sono necessari confronti con gli specialisti, la famiglia e gli insegnanti degli ordini di scuola precedente al fine di poter descrivere e capire il funzionamento delle abilità strumentali e le procedure deficitarie

Come posso modificare l'obiettivo tenendolo, però simile a quello della classe?

Ad esempio se consideriamo “Saper scrivere testi in modo ortograficamente corretto” posso modificarlo in “Saper scrivere testi” L'obiettivo relativo alla scrittura e alla comunicazione viene mantenuto si modifica solo l'aspetto ortografico che in un disrtografico non potrà essere raggiunto

PERCHE' GLI STRUMENTI COMPENSTAIVI SONO IMPORTANTI?
Essi sollevano l'alunno da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo.L'uso degli strumenti non facilitano assolutamente il compito cognitivo.Le mappe , ad esempio, aiutano semplicemente a ricostruire il percorso di studio ma il ragazzo deve comunque impegnarsi per capire e interiorizzare il contenuto.

La dottoressa ha poi fatto una carrellata degli strumenti dispensativi e delle modalità di verifica e valutazione.
I progressi devono essere valutati in itinere e non devono esserci verifiche scritte per le discipline orali. Le interrogazioni devono essere programmate per consentire al ragazzo di prepararsi in modo adeguato e affrontare la propria ansia.Durante le interrogazioni dev'essere concesso l'uso delle mappe che si è costruito duranto lo studio, l'uso delle cartine e di eventuali immagini .In L2 bisogna prevedere delle interrogazioni orali al posto dello scritto. Le prove di verifiche, soprattutto per disgrafici e disortografici devono essere fatte con risposte multiple, close oppure V/F al fine di eliminare tutti quegli aspetti della scrittura che potrebbero compromettere l'esito della prova. Se i tempi a disposizione per le prove sono ridotti prevedere una riduzione degli esercizi da fare, altrimenti concedere più tempo, in questo è l'insegnante che si deve regolare.
Molto importante è il patto con al famiglia che deve prevedere l'organizzazione dei compiti a casa, l'eventuale intervento di un tutor, la gestione del diario e del materiale, l'uso degli strumenti

Al termine dell'intervento della dottoressa è stato dato spazio al dibattito.

Mio intervento

“Le pongo due interrogativi:
1- sul pdp laddove si parla di diagnosi posso inserire tutti i dati che ricavo dal documento rilasciato dagli specialisti? Non vado incontro a problemi di privacy?
2- gli obiettivi generali possono essere ridotti a obiettivi minimi qualora il mio alunno avesse un dsa grave con un importante deficit mnemonico

RISPOSTA1: “sì è possibile inserire i dati della diagnosi”
La Martini è intervenuta specificando che l'asl to4 sta preparando un documento che avrà due parti una con la relazione sul caso e le informazioni che i docenti potranno inserire nel pdp, l'altro con i dati sensibili (ad esempio coi risultati dei test e le deviazioni standard) che la famiglia deve tenere per sé. In ogni caso la famiglia, nel momento in cui firma il pdp accetta tutto ciò che c'è scritto, pertanto se qualche scuola ha riportato i dati delle deviazioni standard e la famiglia ha firmato significa che ha accettato che venissero riportate”

RISPOSTA 2: “sì, gli obiettivi possono essere ridotti se il bambino ha un dsa grave”